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Città del Vaticano – Plastic free

Città del Vaticano – Plastic free

Oggi più che mai è importante lasciare alle future generazioni un mondo migliore di come lo abbiamo trovato e tutti nel nostro piccolo possiamo fare la differenza. Un’iniziativa virtuosa è quella che ha deciso di fare Città del Vaticano diventando entro fine 2019 completamente senza plastica; noi orionini sul tema “green” ne avevamo parlato in occasione del XXII Convegno Amministrativo – Energia per la Vita (QUI, QUI e QUI) dove con esperti di settore si sono poste le basi e disposte le azioni per migliorare su questo campo in tutte le nostre Case.

Il più piccolo stato sovrano del mondo sia per popolazione (circa 600 abitanti) sia per estensione territoriale (0,44 km²) ha deciso, forte soprattutto della spinta che viene dall’enciclica “verde” Laudato Sì, di diventare entro fine anno completamente plastic free. La Città del Vaticano ha infatti disposto lo stop alla vendita della plastica monouso. Insieme, dopo aver raggiunto un alto grado di riciclo – il 55 per cento dei rifiuti viene differenziato – si pone l’obiettivo di arrivare al 70-75 per cento nel giro di tre anni.

Una piccola isola verde nel cuore di Roma, il Vaticano. Se giri per le sue strade non trovi per terra un pezzo di carta, nulla. Ci sono alcuni cassonetti della spazzatura, ma sempre puliti e nascosti nelle nicchie laterali. In sostanza, ci sono ma non li vedi.

Racconta il responsabile del Servizio giardini e nettezza urbana, Rafael Ignacio Tornini: “Nel 2016 è stata creata un’isola ecologica che ormai chiamiamo eco-centro, nel 2018 è stata rafforzata con lavori di ristrutturazione”. Dice ancora: “Ormai siamo in grado di gestire circa 85 codici Cer, che sono i codici di rifiuti europei. In questi primi sei mesi siamo arrivati ad un 2 per cento di materiale indifferenziato, quindi un 98 per cento di differenziato. L’obiettivo è arrivare nel 2020 allo 0 virgola in modo tale da chiudere un cerchio completamente virtuoso”.

Per quanto riguarda il rifiuto urbano, “nel 2016 siamo partiti da un 35 per cento di differenziazione, fino ad arrivare oggi a un 55 per cento di differenziato. In tre anni abbiamo guadagnato intorno ai 20 punti, il nostro obiettivo è nei prossimi due, tre anni arrivare al 70-75 per cento di differenziazione del rifiuto”.

Oltretevere la raccolta avviene da cassonetto, poco porta a porta, da cinque mesi è partito l’umido e sono state avviate catene di economia circolare. Con la raccolta dell’umido e gran parte dei tagli di potature (400 tonnellate di potature e sfalci) si fa il terriccio da compost. “Lavoriamo per mettere nel mercato la minor quantità di rifiuto possibile – assicura Tornini -, quello che scartiamo cerchiamo di riutilizzarlo nel giardino come concime di buona qualità, o qui o a Castel Gandolfo. Lo smaltimento poi avviene in Italia ma in un modo ordinato o più ordinato possibile”.

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