Trebaseleghe – Un sì che parla di vita: un matrimonio speciale alla Casa Don Orione
Ci sono giornate che rimangono impresse nella memoria di una comunità. Giornate in cui il lavoro quotidiano, fatto di cura, attenzione e vicinanza, si trasforma in una festa condivisa. Il 26 giugno, alla Casa Don Orione, si è vissuto proprio uno di questi momenti: due residenti della struttura hanno celebrato il loro matrimonio, pronunciando il loro “sì” davanti ad amici, operatori e a tutte le persone che hanno accompagnato il loro cammino.
È stato un evento raro e, proprio per questo, ancora più prezioso. Un momento che ha emozionato profondamente tutti coloro che vi hanno preso parte, perché ha ricordato il significato più autentico del prendersi cura: mettere sempre la persona al centro, rispettandone i desideri, sostenendone i sogni e accompagnandone il progetto di vita.
Dietro quel “sì” c’è stata una rete di persone che ha lavorato con passione e dedizione. L’intera équipe di cura, ciascuno secondo il proprio ruolo e le proprie competenze, ha contribuito a rendere possibile questo traguardo. Un percorso costruito giorno dopo giorno, con sensibilità, ascolto e collaborazione, affinché il desiderio di questi due sposi potesse trasformarsi in realtà.
L’emozione era palpabile. La sposa, radiosa nel suo abito bianco, e lo sposo, elegante nel suo abito blu, hanno attraversato sorrisi, applausi e sguardi colmi di affetto. Attorno a loro non c’erano solo invitati, ma una vera comunità: amici, operatori, professionisti e tutte quelle persone che hanno creduto con convinzione nel valore di questa scelta d’amore. Ad officiare il matrimonio don Alessio Cappelli, don Luigi Brazzalotto e il parroco di Trebaseleghe don Rolando Nigris.
Questo matrimonio è stato per tutti molto più di una cerimonia. È stato il simbolo di una comunità orionina che vuole riconoscere e custodire i desideri delle persone, promuovendone i diritti, l’autonomia e la possibilità di costruire il proprio futuro. È stata la dimostrazione concreta che ogni progetto di vita merita di essere custodito, sostenuto e celebrato.
Per tutti coloro che erano presenti, il 26 giugno resterà una data speciale. Perché quel “sì” non ha unito soltanto due persone, ma ha unito anche una comunità attorno ai valori dell’amore, della dignità e della speranza.
Alla Casa Don Orione si è celebrato un matrimonio, ma soprattutto si è celebrata la vita. E questa è una festa che continuerà a risuonare nel cuore di tutti.



