skip to Main Content
Menù
Signore la tua luce forzi le porte del nostro cuore

Signore la tua luce forzi le porte del nostro cuore

“Signore illuminaci” con questa invocazione, mercoledì 29 marzo presso la Cattedrale di Tortona, il vescovo Mons. Vittorio Viola ha predicato il quarto quaresimale commentando e facendo riflettere il popolo sul vangelo della quarta domenica di quaresima del “cieco nato”. Un incontro dove Gesù desidera ardentemente la guarigione di quest’uomo e vuole far comprendere a tutti noi, che viviamo le nostre cecità, che la vera luce è Lui che ha assunto la nostra condizione umana ed ha vinto le tenebre del peccato e della morte.

L’incontro con il cieco è per Gesù occasione di manifestare dell’opera di Dio

“Gesù non vede quel cieco come un problema, anzi, vuole agire subito su di lui e fa subito dei gesti: sputa per terra, fa del fango e poi gli si avvicina impiastrandogli gli occhi di fango dicendogli di andare a Siloe per lavarsi ovvero lo invia a quella piscina. Gesù stabilisce con lui un contatto: il primo con il suo sguardo, il secondo la sua Parola sulla sua cecità ed il terzo è il gesto del fango fatto con la saliva sugli occhi accompagnato da una parola, vatti a lavare a Siloe!”.

Gesù compie gesti di sabato in una evidente provocazione per la salvezza

“C’è un senso più profondo di questa volontà di volerlo guarire con il fango: è come se volesse usare la terra, resa forte, potente, efficace dalla sua saliva, per poterci guarire, si vuole impastare con la terra per portarci la sua salvezza. In quest’uomo piano piano inizia un percorso che va dal suo buio alla luce piena della sua fede. È come un brano a due direzioni opposte, è la storia di un uomo cieco che va verso la luce e di molti uomini che credono di vedere e precipitano dentro al loro cecità fittissima”.

La luce della veglia pasquale illumina i nostri cuori

“Se non abbiamo dato un nome a questa nostra cecità, difficilmente la pasqua potrà illuminarci. La cosa che conta è che Lui ci guarda, il primo contatto che ha con il cieco è il suo sguardo che egli non può vedere, questa è una notizia buona: Lui ci guarda! Anche quando noi non lo vediamo, anche e soprattutto quando il buio è così fitto da non poterlo vedere, Lui è l’unico che ha su di noi il suo sguardo di verità che ci conosce da dentro. Signore noi vogliamo la tua luce perché solo dentro il buio emerge la vera luce”.

Al termine alcuni spunti di riflessione alla luce di questo brano evangelico.

La stessa Parola che noi ascoltiamo anche più volte deve entrare in ciascuno di noi che contiene un’azione personalizzata che si dovrebbe espandere se nelle nostre comunità ci ritrovassimo per narrare quanto questa Parola fa in noi.

Siamo chiamati ad annunciare la Parola che in noi lavora, che come una spada a doppio taglio: divide, separa, giudica, illumina, guarisce.

Dobbiamo avere la consapevolezza di essere ciechi e non la presunzione di vedere.

Qual è la mia cecità di questa quaresima per arrivare nel buio dell’inizio della veglia pasquale nella quale ci verrà data una luce nuova, nel fuoco, nel cero pasquale.

Clicca QUI per ascoltare le catechesi.

Back To Top