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Giornata Santificazione Sacerdotale

Giornata Santificazione Sacerdotale

In occasione della Festa del Sacratissimo Cuore di Gesù, si celebra da molti anni la Giornata di santificazione sacerdotale, occasione preziosa per ravvivare nei sacerdoti la consapevolezza del dono ricevuto. Pubblichiamo una riflessione del segretario del Movimento Laicale Orionino Nord-Italia, Fabio Mogni.

In questa solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù si celebra la Giornata di preghiera per la santificazione sacerdotale ed il Giubileo dei sacerdoti e seminaristi nell’Anno Santo della Misericordia.

Il Santo Padre, nell’omelia di questa mattina in Piazza San Pietro, si è rivolto ai sacerdoti dicendo che questa Festa volge lo sguardo a due cuori: quello del Buon Pastore ed a quello dei “pastori”. Ha proposto tre azioni, sulla base delle letture dalla liturgia odierna: “cercare, includere e gioire”.

Come Famiglia orionina, stretta al cuore del Santo Padre, sentiamo proprio dalle parole del santo Fondatore rivolte ad un sacerdote diocesano desideroso di farsi sacerdote, quanto amore si nutre alla Chiesa ed al Papa “dolce Cristo qui in terra”. “In Congregazione, troverà un ambiente molto povero, dice don Orione, ma per quanto riguarda l’amore alla Chiesa, troverà una famiglia religiosa pronta a dargli il sangue e la vita con amore dolcissimo di umili figli. L’amore al Papa è la nostra vocazione”.

Nel formulare un augurio ai nostri sacerdoti e seminaristi vogliamo chiedere direttamente a don Orione una parola sulle tre azioni indicate dal Santo Padre Francesco.

Nella vita hai unito la carità spirituale a quella materiale. Che indicazione vorresti dare ai tuoi figli nell’andare a “cercare” la pecora perduta?
“… bisogna farsi cibo spirituale per i bisognosi di Dio, aprendo i cuori alle innumerevoli miserie umane e farsi servi dei servi, distribuendo la vita ai più indigenti e derelitti per vivere e morire della stoltezza della carità per i fratelli”.      

Le porte delle tue Case hai detto che sono e saranno sempre aperte senza nessuna distinzione di religione e nazionalità. Ci dai qualche indicazione su come stare insieme da fratelli, per vivere un “inclusione” globale, sull’esempio di come Cristo ama e conosce le sue pecore, per loro dà la vita e nessuna gli è estranea?

“Nel Salmo 133 “Ecce quam bonum et quam jucundum habitare frates in unum”, troviamo la gioia dell’abbraccio fraterno di celebrare i beni della carità fraterna e le pure gioie della santa vita religiosa. Come voi ben sapete, viene evidenziato uno dei quattro vantaggi della santa unione delle anime in Dio, della fratellanza cristiana e soavissima carità religiosa. Essi sono l’ineffabile dolcezza, il buon odore di edificazione, la spirituale fecondità, la coppia di tutti i beni celesti, onde sono benedetti da Dio i fratelli concordi e le anime tutte che vivono della carità di Nostro Signore.

“State allegri nel Signore!”, l’hai ripetuto molte volte. Un segreto per questa “gioia” da poter ricevere e donare?

“Tutto dev’essere basato sulla Santissima Eucaristia: non vi è altra vita, sia per noi che per i nostri cari poveri. Solamente così formeremo un cuore solo con Gesù e con i nostri fratelli, i poveri di Gesù. La migliore carità che si può fare ad un’anima è di darle Gesù! E la più dolce consolazione che possiamo dare a Gesù è di dargli un’anima. La vera gioia si trova nella carità”.

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