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V Domenica di Pasqua

V Domenica di Pasqua

La parola “novità” e la parola “amore” costituiscono il binario su cui si orienta la Liturgia odierna. Don Renzo Vanoi, rettore del Santuario Madonna della Guardia di Tortona, nel suo commento alla liturgia domenicale ci spiega il senso di questo comandamento “nuovo”, quello dell’amore, che Gesù affida ai suoi; c’è un cielo nuovo e una terra nuova, c’è una città nuova. La novità, che il mistero di Gesù morto e risorto ha portato nella vita di ogni uomo, è lo stesso “Amore”.
L’amore cristiano non è quello passivo di “non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te”, né quello mosaico “amerai… come te stesso”, ma quello di Cristo, cioè un amore “sovversivo” che dà la vita senza misura, supera ogni barriera… sgorga dal dono dello Spirito.

Oggi è il giorno in cui la Liturgia ci richiama a vivere e a realizzare il grande “Sacramento del fratello”. In lui Dio è pienamente glorificato e il mistero di Gesù diventa esperienza dell’uomo. Per questo la carta di identità del discepolo, il sigillo indelebile della sua appartenenza alla famiglia dei figli di Dio è il precetto dell’Amore.

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