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Al via il Convegno Ecclesiale Nazionale

Al via il Convegno Ecclesiale Nazionale

Come ha fatto per la prima volta nel 1976, la Chiesa Italiana raduna a metà di ogni decennio i suoi «stati generali». Il Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze, che si apre oggi 9 novembre (a 9 anni dal precedente che si tenne a Verona), ed al quale martedì parteciperà Papa Francesco, sarà dunque «un laboratorio di riflessione, di esperienze, di racconto tra comunità, di messa in comune di prospettive, speranze, impegni», ha sottolineato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei. Questa volta, a differenza delle passate edizioni, non sono previste relazioni, ma solo due introduzioni al dibattito tra i partecipanti,  che, divisi in gruppi, approfondiranno i diversi temi. Poi per dare tangibilità ai discorsi e alle riflessioni, il pomeriggio del 12 novembre sarà dedicato all’incontro con «l’umanesimo concreto», cioè con quelle opere che in campo sociale, culturale, spirituale, assistenziale rappresentano esperienze di «vita buona», gesti che traducono in volti, iniziative e percorsi lo slogan del Convegno.

I delegati delle 220 diocesi italiane non resteranno però chiusi nella sede dei lavori, ma andranno nelle periferie dell’umano della città di Firenze, dove tanta gente abita e opera, per affrontare situazioni di difficoltà come quelle del lavoro e della giustizia sociale, della malattia e della disabilità o per cogliere altre prospettive positive sul piano della ricerca e innovazione tecnologica, della cultura e formazione, dell’arte e della bellezza. Situazioni in cui l’umanesimo cristiano si confronta con la realtà concreta del vissuto della gente. Infatti a fare da filo conduttore all’appuntamento di Firenze, che si colloca a metà del decennio dedicato all’educazione, è l’affermazione «In Gesù Cristo il nuovo umanesimo», un tema che di primo acchito potrebbe apparire astratto, generico. In realtà, ha spiegato il cardinale Bagnasco, «proprio la sfida antropologica è risuonata dai cinque continenti nel Sinodo straordinario: in qualunque società e cultura lo tsunami occidentale vuole sfondare le porte di popoli e nazioni».

Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, dal canto suo pronuncia un auspicio: «Sarebbe bello che la Chiesa italiana affrontasse un’esperienza che da troppo tempo non fa: un Sinodo nazionale». «Dobbiamo guardare all’esperienza del Sinodo appena concluso, in cui – spiega – sono emerse chiaramente la vitalità, la bellezza, ma anche la fatica che comporta il cammino della sinodalita’». «Può sembrare difficile – ammette il vescovo  – che un Convegno con 2.500 partecipanti si presti subito, in quattro giorni, a realizzare un’esperienza di ascolto reciproco e di sinodalita’, ma il modo in cui è stato organizzato può aiutare».

Ingredienti fondamentali dell’evento sono il coinvolgimento e la partecipazione. Non a caso, il riferimento sul quale le diocesi, le parrocchie, i gruppi e i movimenti hanno lavorato non è stato un documento preconfezionato, ma una Traccia, ovvero un testo aperto, con suggestioni e `input´ da declinare nei contesti locali, sul territorio. E non è neppure un caso che per la prima volta i social network saranno protagonisti. All’insegna dell’inclusione, dell’ascolto e della coralita’.

Clicca QUI per il programma dettagliato del Convegno.

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