"Mostriamo quanto la Chiesa è feconda di forza morale."
Don Orione

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Giornata mondiale dei poveri

 

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 3 / Numero 1

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Nel terzo giorno della Novena, la riflessione proposta da don Cesare Concas si sofferma sulla figura di Acaz, sottolineando le successive parole del Signore: “Ecco la Vergine concepirà e partorirà un Figlio”.

“I tempi di Dio non sono i nostri tempi – ci dice don Cesare - ma Egli, ricordiamoci, mantiene sempre le promesse per il suo popolo. Lui governa il mondo con la Sua presenza”.

Il proposito di questa giornata è diventare sempre più strumento docile nelle mani del Signore.

Attraverso la tutta bella e piena di grazia il Signore ci dia l’abbonzanza della sua misericordia!.

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In questo secondo giorno della Novena il pensiero quotidiano è incentrato sul passo della Genesi (3,15), che è anche l’antifona al Magnificat che ogni sera si canta dopo la Comunione.

“Dobbiamo riflettere sulla caduta nel peccato, dice don Cesare, perchè crea una rottura con Dio“.

Il proposito della giornata vuole essere un Inno di grazia a Maria e Gesù per quello che fanno per tutta l’umanità.

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Inizia oggi, 29 novembre, la Novena in preparazione alla solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Ogni giorno don Cesare Concas, sacerdote orionino del Santuario della Madonna della Guardia di Tortona, offrirà un pensiero per la giornata.

In questo primo giorno la meditazione è incentrata sulla sequela di Maria sulla legge di Dio per ogni famiglia umana. i due pensieri della giornata sono nel guardare a Maria come nostra sorella che vive la sua vocazione di Madre e imitarla nella santità a cui ogni cristiano è chiamato.

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Riceviamo da Don Rolando, Don Dorian e Don Giuseppe Testa notizie dalla missione orionina del Nord Albania.
Carissimi confratelli amici e benefattori vicini e lontani,
il periodo estivo ovunque è un periodo di riposo, di ferie e un po’ di tranquillità; qui nella missione invece è un periodo intenso di attività con i ragazzi e i giovani. Subito appena terminata la scuola a metà di giugno è iniziato l’oratorio estivo a Bardhaj al quale hanno partecipato per 3 settimane oltre 200 ragazzi e una trentina di giovani animatori. Il tema presentato in forma gioiosa con messaggi, giochi, canti è stato “Tutti in scena. Ora tocca a te”. In quei giorni abbiamo avuto la visita di Mons. Giovanni D’Ercole con il gruppo dell’ufficio missionario delle Marche, sacerdoti e laici. Sono rimasti entusiasti della gioia contagiosa che trasmettono i nostri ragazzi. Don Dorian ha guidato una settimana di formazione per ministranti con circa quaranta partecipanti di Bardhaj e Oblike. Don Rolando con un gruppo ha partecipato al meeting dei giovani a Foggia, dal 26 al 30 luglio. Appena tornato è iniziato l’oratorio estivo ad Oblike: 12 giorni intensi con un gruppo di 60 ragazzi vivacissimi, pieni di vitalità e fantasia. Alcuni animatori di Bardhaj hanno collaborato con il gruppo di Oblike e tutto è andato molto bene. Tra tutto questo ci sono stati molti matrimoni preparati e celebrati perché qui da noi nel nord Albania il mese dei matrimoni è agosto. Per le ferie estive gli emigranti ritornano dalle varie nazioni dove lavorano, ritrovano i parenti e si sposano per poi ripartire con le spose.
Il mese di settembre è stato ricco di avvenimenti e feste. Abbiamo iniziato subito con la festa del Kurban Bajram, 60 giorni dopo la fine del mese del Ramadam, mese del digiuno, c’è questa festa mussulmana che ricorda il sacrificio di Abramo chiamato ad offrire il figlio Isacco in olocausto al Signore, ma viene fermato dall’angelo del Signore, la sua obbedienza, anche in una richiesta estrema fu contata come giustizia, anche i mussulmani lo stimano come “l’amico di Dio”, al posto del figlio offrì un caprone, così i mussulmani offrono una parte dell’agnello per i poveri.  Noi con i nostri giovani sotto la guida della regista Verjana Abazaj abbiamo realizzato un recital per il 25° della missione e l’ordinazione di Don Pavlin Preka. A Rreshen c’è stata la consacrazione episcopale di Don Gjergj Meta, nuovo vescovo della diocesi. Bella festa e grande partecipazione di sacerdoti e religiosi. Il 3 settembre Don Rolando insieme al vescovo Mons. Angelo Massafra, è andato a Bar, in Montenegro per la consacrazione della nuova cattedrale dedicata a San Pietro apostolo. Il 5, con alcuni giovani, Don Rolando e Don Dorian sono partiti per il Kossovo, a Prishtina, dove si è svolta la consacrazione della nuova cattedrale santuario dedicata a Madre Teresa di Calcutta. La celebrazione presieduta dal cardinal Don Ernesto Troshiani, delegato del Papa, è stata solenne, la chiesa realizzata è molto bella e imponente. Il 6, a Bardhaj, le suore Oblate hanno iniziato l’asilo, mentre in casa invece abbiamo vendemmiato. Il caldo è stato intenso per tutto l’estate e l’uva si è maturata presto, speriamo in un buon vino. Il 7 di buon mattino siamo partiti tutti per Lushnje per partecipare alla ordinazione episcopale del nuovo vescovo dell’amministrazione apostolica del Sud Albania padre Giovanni Peragine dei padri Barnabiti. Ci siamo incontrati con i confratelli di Elbasan che sono nel territorio dell’amministrazione apostolica e molti altri, sacerdoti e religiosi, venuti per l’occasione. Ha presieduto la celebrazione l’arcivescovo di Tirana Mons. Giorgio Frendo. Bella giornata di festa. Dall’Italia è venuto anche don Felice Bruno, consigliere provinciale alle missioni per conoscere il nuovo responsabile del sud Albania. Il giorno 8 ci siamo svegliati con il fresco perché nella notte ha piovuto un po’. Dopo 4 mesi di caldo intenso e siccità la prima acqua. Nel pomeriggio il tempo si è ristabilito e nella festa della nascita di Maria, il nostro confratello Il chierico Dritan Boka di Bardhaj, ha rinnovato i voti della sua consacrazione nelle mani di Don Rolando delegato del provinciale. Hanno partecipato a questo momento di festa i confratelli di Elbasan e un centinaio di giovani di Bardhaj e Oblike. Un bell’aperitivo ha concluso la festa.
Domenica 10 dopo le celebrazioni mattutine, nel primo pomeriggio Don Rolando è partito per l’aeroporto, lì ha incontrato Don Giuseppe De Guglielmo e insieme sono andati a Milano poi a Montebello della Battaglia, per l’incontro dei direttori in programma dall’11 al 13 settembre. Il giorno 11 in Albania è ricominciata la scuola: elementari medie e liceo. Il 12 anche l’asilo ad Oblike ha iniziato le sue attività. Abbiamo 20 bambini iscritti da 3 a 6 anni. Il 14 a Laç Vau i Dejes è stato consacrato vescovo di Sapa Don Simon Kull, con la sua ordinazione si è ricomposta la conferenza episcopale albanese che a causa dei morti e dei vescovi andati in pensione era da più di un anno incompleta. Un anno di grazia del Signore per la chiesa albanese.
La seconda parte del mese di settembre ci ha visti impegnati nella preparazione dei due eventi che ci hanno riempito di gioia prima il XXV anniversario del ritorno della congregazione in Albania con la apertura della missione ad Elbasan, successivamente l’ordinazione sacerdotale del nostro confratello Don Pavlin Preka a Scutari e la prima S. Messa a Bardhaj.
Con ottobre c’è stata l’apertura dell’anno pastorale, la festa della parrocchia il primo del mese, la festa patronale di Obot il 7 insieme al ricordo della consacrazione della chiesa di Bardhaj dedicata alla Madonna del Rosario, le cresime di 44 giovani il 14 ottobre. L’arrivo di Don Paolin e i vari incontri con il vescovo con il parroco della cattedrale con il cerimoniere per l’organizzazione della liturgia della consacrazione, quindi tutti gli accorgimenti per accogliere degnamente 40 tra confratelli, amici e chierici che sono arrivati per questo evento. Il 21 ottobre nella cattedrale di Scutari piena di fedeli, con 45 sacerdoti concelebranti e 5 diaconi Mons. Angelo Massafra ha consacrato Don Paolin sacerdote. Il pranzo con tutti gli invitati circa 300, si è svolto a Bardhaj nel salone dell’oratorio e nel cortile, grazie al tempo bello che il Signore ci ha donato. Si è concluso con balli e danze popolari albanesi che hanno rallegrato tutti i presenti soprattutto i giovani. La sera c’è stato il secondo momento di questa giornata al teatro Migjeni, il teatro della città dove i nostri giovani hanno presentato il recital “Lolek “il giovane Woitila, sulla gioventù e la vocazione di San Giovanni Paolo II. Bellissimo, ha commosso i 600 spettatori che hanno affollato il teatro in ogni suo angolo disponibile. L’arcivescovo presente, ne è rimasto entusiasta e così anche gli attori e dipendenti del teatro e altri venuti per curiosità. La nostra regista Verjana Abazaj che ha preparato i ragazzi, 67 tra attori, ballerini e coro, in questi due mesi di prove, si è commossa per la presentazione emozionante ed è stata intervistata a lungo dai media presenti. Un giorno pieno di emozioni!
Il 22 giornata missionaria mondiale, a Bardhaj Don Paolin emozionatissimo ha celebrato la sua prima Santa Messa. La predica del giorno l’ha preparata il parroco Don Dorian il saluto finale Don Flavio Peloso direttore Generale emerito. Tutto si è svolto con decoro e grande gioia. I fedeli, che hanno riempito la nostra chiesa, hanno seguito la celebrazione con devozione e attenzione fino ai ringraziamenti finali che Don Paolin ha rivolto a tutti coloro che dall’inizio del suo cammino vocazionale fino ad oggi lo hanno seguito, aiutato e sostenuto nei momenti di difficoltà. Terminati i saluti, le foto e gli auguri ci siamo diretti al ristorante Rinja, nel centro di Bardhaj, e 250 tra confratelli, parenti ed amici hanno preso parte al pranzo animato da balli e musiche popolari fino alle 5 del pomeriggio, poi si è tornati a casa per riposarsi un po’. Il giorno dopo, il 23 ottobre, a seguito della Messa di ringraziamento celebrata nella nostra chiesa tutti gli ospiti dall’Italia sono ripartiti per l’aeroporto e rientrati alle loro sedi. Il 28 festa di San Simone e Giuda abbiamo celebrato la festa patronale di Bardhanjor. Don Paolin si è fermato ancora una settimana ed ha celebrato la santa messa ad Oblike, dalle Clarisse, dai salesiani e domenica 29 ad Elbasan e Gramsh. Per la sua ordinazione sono venuti 3 pullman da queste comunità.
Il giorno 1 novembre Don Paolin ha presieduto la celebrazione al cimitero di Bardhaj, dove è anche sepolto suo padre. C’erano moltissimi fedeli, la devozione verso i defunti in Albania è grande. Il 2 Don Paolin è rientrato a Roma per continuare i suoi studi. Lo accompagniamo con la preghiera. Il 4 novembre abbiamo partecipato in cattedrale a Scutari a una grande concelebrazione nel primo anniversario della beatificazione dei 38 martiri albanesi uccisi in odio alla fede durante il comunismo che per quasi 50 anni ha devastato l’Albania. Domenica 5 al teatro Migjeni si è svolta la replica del recital sulla vocazione del papa Giovanni Paolo II. La prima rappresentazione è piaciuta moltissimo tanto che la direttrice stessa del teatro ci ha chiesto di fare una replica. Il teatro si è di nuovo riempito di spettatori e i nostri ragazzi hanno dato una seconda prova di bravura presentando il recital in maniera emozionante. L’anno prossimo 2018, ricorderemo il XXV anniversario della visita di Giovanni Paolo II in Albania. Il primo papa nella storia che ha visitato l’Albania e che insieme a Madre Teresa presente a Scutari in quella occasione hanno sigillato in maniera definitiva il ritorno della libertà religiosa e la fine dell’esperienza comunista nel paese. Si vuole dare risalto a questo ricordo, abbiamo dato la nostra disponibilità a ripresentare il recital anche al teatro nazionale a Tirana.
Ringraziamo tutti cominciando dal padre Provinciale Don Aurelio, Don Assamouan Pierre Kouassi, consigliere generale alle missioni, i confratelli, i chierici con Don Carlo e Don Hyacinthe che li hanno accompagnati, Don Flavio direttore generale emerito, Don Achille che da provinciale ha sostenuto la missione in ogni sua iniziativa e Don Leonardo, Don Felice, Don Ivaldo, Don Alberto, Don Francesco Mazzitelli, i confratelli di Elbasan e un bel gruppo di amici che in occasione della consacrazione di Paolin sono venuti a Bardhaj. Sono stati dei giorni di benedizione e di gioia condivisa. Preghiamo e speriamo di poter ripetere quanto prima una esperienza simile.  Il Signore vi benedica tutti. Pregate per noi perché l’annuncio del Vangelo porti frutti di santità e pace e il Signore ci doni altre numerose e sante vocazioni.

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Domenica 19 novembre, presso la Basilica-Santuario “Madonna della Guardia” di Tortona il vescovo diocesano Mons. Vittorio Francesco Viola, con la preghiera di consacrazione ha ordinato cinque diaconi della Piccola Opera della Divina Provvidenza di Don Orione: Andrews Arul Dhas (India), Da Silva Josimar Felipe (Brasile), Rodrigues Anderson Cristian (Brasile), Metuor Dabire Pogbèwèlè-yebr Arsene (Burkina Faso), Mosak Piotr (Polonia). Presenti alla celebrazione il superiore generale Padre Tarcisio Vieira e numerosi sacerdoti.
Una celebrazione di famiglia che ha visto la Congregazione arricchirsi di cinque nuovi diaconi chiamati al servizio nella Chiesa. Dopo la chiamata e la loro risposta con l’”Eccomi”, hanno ricevuto dal vescovo indicazioni preziose. Nell’omelia ha ricordato loro innanzitutto come: “La Parola che ha risuonato nell’assemblea incontra oggi il vostro ‘Eccomi’”. “La vogliamo ascoltare così come nuova, ha detto Mons. Viola, un’azione che vuole compiere in voi, nello spazio che avete aperto, dicendo dinnanzi alla Chiesa di Dio il vostro Eccomi, la vostra consegna. Vorrebbe tendere all’Eccomi della Vergine Maria”. Ed è proprio dalla parabola dell’odierna liturgia che il vescovo ricorda loro la preziosità del dono che stanno per ricevere. “I talenti non sono tanto le capacità, ma il dono di questo padrone che fa secondo le capacità di ciascuno. Tutta la nostra vita è un dono, ci sono interventi di Dio nella nostra vita che più degli altri ci mostrano la gratuità del suo donarsi. Il ministero è uno di questi doni sorprendenti”. “Il dono, prosegue il vescovo, è per voi una relazione particolare con lo Spirito che già abita in voi da quando siete stati fatti cristiani. Lo Spirito è già dentro di voi e noi oggi chiediamo a Dio che possiamo avere con lo Spirito, il dono di una relazione particolare che vi fa essere diaconi, servi a servizio della Chiesa e del Vescovo o meglio del suo ministero”. Sottolinea poi come le capacità di ciascuno devono essere messe totalmente al servizio. “C’è un contenuto ultimo di tutto il servizio che il diacono è chiamato a svolgere, nella Parola, nel servizio della carità, nell’essere a servizio della comunione nella comunità, nell’aiutare il vescovo ad esercitare il suo ministero. C’è un nucleo fondamentale che è il servizio di Gesù Cristo il cui contenuto è dare la vita. Si tratta di ricevere il dono in base alle vostre capacità che vi permette di esercitare l’ufficio specifico del vescovo nella Chiesa a favore della comunità. Il dono che riceverete è questa relazione nuova con lo Spirito che vi fa diaconi. È il padre delle misericordie, padre buono che ha donato a noi il suo Figlio e che guarda alla nostra piccolezza colmando la nostra esistenza di doni per voi, con il diaconato”. Ha poi conclusione della riflessione un preciso riferimento ed augurio mettendo in luce il santo fondatore Luigi Orione. “Noi siamo qui perché vogliamo farci guardare dallo sguardo misericordioso del Padre su di noi che è per noi Provvidenza continua. Il modo con il quale si sta davanti a Dio ce l’insegna Don Orione nel suo esporsi alla Provvidenza, nel mettersi nella condizione che quasi impone a Dio di intervenire perché totalmente esposto a Lui. È in questo atteggiamento che i doni possono dare frutto e moltiplicarsi. È così che siete chiamati a stare davanti al dono. Nell’abbandono pieno e fiducia in un Dio che è Provvidenza, amore, misericordia che vuole servirsi di voi per fare sentire il suo amore, la sua misericordia, nella carità prima che dobbiamo ai poveri: la Parola e i Sacramenti e per essere nella comunità strumento di comunione e crescere tra di noi l’amore”.

Ascolta QUI l'omelia di Mons. Viola.

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Mercoledì, 22 Novembre 2017

Il ricordo di Don Carlo Sterpi

<<All’alba del 22 novembre si recitarono le preghiere degli agonizzanti. Tremava la voce a chi gli suggeriva: “Gesù, Giuseppe e Maria… spiri in pace con voi l’anima mia” E don Sterpi rispondeva in un soffio parola per parola e baciava il Crocifisso che gli veniva accostato alle labbra.
Verso le nove l’Arcivescovo di Tortona venne ancora una volta a confortarlo della sua presenza e della sua preghiera. C’erano tutti i superiori maggiori, i sacerdoti delle Case di Tortona, la Madre superiora e la Vicaria delle Suore. Parecchi dei presenti non sapevano trattenere le lagrime quando il respiro del morente si fece affannoso e le contrazioni del volto segnarono l’imminente transito.
Ai capi del letto vennero accese, come da suo antico desiderio, le quattro candeline benedette della Madonna, da lui custodite con cura gelosa per la sua ultima ora. E così, mentre dagli astanti si mormorava il santo Rosario, gli occhi fissi su quel volto reclinato, alle undici del 22 novembre l’amato padre affidava la propria anima alle braccia materne di Maria SS. da lui teneramente invocata.
Pochi istanti dopo, don Zanocchi lesse la singolare invocazione contenuta in una lettera sigillata di don Sterpi da aprisi solo dopo la sua morte: "E prego la Madonna, mia buona madre che, come essa ha voluto essere presentata al tempio, così voglia presentare la mia anima al suo Divin Figlio, affinché per la sua intercessione la ammetta nel tempio della gloria”.
Lo scritto portava la data del 21 novembre 1948, festa della Presentazione di Maria SS. al Tempio.>>
Così racconta commosso un testimone della morte di Don Carlo Sterpi, che ricordiamo oggi 22 novembre 2017.


Don Carlo Sterpi fu il primo successore di San Luigi Orione alla guida della Piccola Opera della Divina Provvidenza, della quale è considerato anche co-fondatore, non nel senso di portatore del carisma di fondazione, ma in quanto stretto e determinante collaboratore di Don Orione con il quale visse in totale e costante sintonia.
Di grande personalità umana e spirituale, Don Sterpi volle identificarsi proprio come "primo discepolo e collaboratore di Don Orione", del quale tradusse in formazione e organizzazione pratica gli ideali spirituali e le grandi aperture apostoliche. Da parte sua, Don Orione lo ricambiò con stima e affetto singolari. Alla partenza per la prima visita nell'America Latina, nel 1921, scrisse: "Se Iddio mi dicesse: «Ti voglio dare un continuatore che sia secondo il tuo cuore», io gli risponderei: Lasciate, o Signore, poiché già me lo avete dato in Don Sterpi". A conferma della loro fraterna amicizia, vale quanto Don Orione confidò alla vigilia della sua morte: "Sono più di quarant'anni che Don Sterpi ed io ci conosciamo e ci vogliamo bene veramente, bene grande".
Il 12 marzo 1940 Don Orione morì e, il 13 agosto successivo, il primo Capitolo generale elesse unanimemente Don Sterpi quale Direttore generale della Congregazione. Egli si sottopose in quegli anni a una estenuante mole di lavoro nel nuovo incarico affidatogli e, inoltre, dovette fare fronte ai disagi, alle difficoltà e alle preoccupazioni provocate dalla guerra che insanguinò l'Italia dal 1940 al 1945. Manifestò capacità organizzative, lungimiranza e un sacrificio di sé commovente. Ebbe la consolazione di ricevere, il 21 gennaio 1944, l'approvazione pontificia della Congregazione. Quel "decretum laudis" sulle Costituzioni veniva a suggellare 50 anni di lavoro, di sacrifici e di preghiere. Don Sterpi era raggiante, ma non volle celebrazioni esteriori, ma chiese preghiera e fedeltà: "Nelle Costituzioni, su cui è posato il sigillo della Santa Sede - scrisse - è Don Orione che continua a rimanere in mezzo a noi, con tutto il suo spirito".


Pubblichiamo QUI un documento per il dies natalis di Don Sterpi, raccoglie varie bibliografie e frammenti di storia che lo riguardano da vicino.

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Lunedì, 20 Novembre 2017

Bergamo - Commemorazione defunti

Al Centro Don Orione di Bergamo, Il giorno 7 novembre 2018 alle ore 16.00 è stata celebrata la S. Messa in suffragio del personale e dei parenti del personale defunti.
Molta commozione fra i presenti, che hanno riempito non solo la cappella ma anche i soppalchi.
Il celebrante Don Alessio Cappelli dopo aver letto la splendida preghiera di Sant’Agostino: “Non piangere se mi ami”, nominando tutti i defunti che erano stati segnalati dal personale (oltre un centinaio), rimettendoli alla misericordia del Padre .
A seguire, per rallegrare l’atmosfera e creare clima di aggregazione, è stata servita a tutti la merenda preparata dagli ospiti della Casa e dalle educatrici.

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Venerdì, 17 Novembre 2017

Seregno - Commemorazione defunti

Al Piccolo Cottolengo di Don Orione di Seregno il 2 novembre si è svolta la celebrazione liturgica in commemorazione dei defunti.
Gli ospiti con i familiari presenti, gli operatori ed i volontari, si sono radunati nel salone della Casa ed insieme hanno pregato in ricordo di chi non c’è più.
Don Arcangelo, uno dei religiosi orionini della comunità, ha fatto riflettere sul Mistero della Morte esortando i presenti ad affidarsi al Padre e al suo progetto Divino.

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Domenica 12 novembre con il rito di ingresso del nuovo parroco Don Giuseppe Volponi e alla presenza di Sua Ecc.za Francesco Moraglia, la famiglia orionina ha allargato le tende a Marghera avendo ricevuto incarico dal Patriarca di Venezia della cura pastorale della Parrocchia di Gesù Lavoratore.
Si apre così in modo ufficiale una nuova pagina della vita e della storia di queste comunità chiamate a collaborare e condividere le sfide pastorali del nostro tempo. Come ben ha ricordato il nostro Provinciale Don Aurelio Fusi, presente alla celebrazione con Don Walter Groppello, con la nascita di questa collaborazione pastorale parrocchiale il carisma del nostro santo Fondatore di amore alla Chiesa e al Papa si completa mediante la presenza in una realtà tipicamente orionina di povertà e di periferia esistenziale. Lo stesso Patriarca Francesco ha sottolineato nel suo intervento la socialità e lo stile di San Luigi Orione, amante della Chiesa e del popolo. La parrocchia di Gesù Lavoratore è confinante con quella di San Pio X e si estende nella zona sud di Marghera. Una parrocchia da un forte passato di lotte sociali e caratterizzato dalla presenza di operai e lavoratori dell’area del porto di Marghera. Oggi vede una presenza significativa di extracomunitari e di non cristiani. La comunità locale vanta di un forte attaccamento alla tradizione cristiana nonostante le molteplici sacche di povertà e di degrado sociale. Uno stimolo in più come ha ricordato il neo Parroco, prendendo spunto dall’odierna Liturgia della Parola, ad uscire e andare incontro allo Sposo che viene e che rende l’oggi un tempo favorevole per portare Cristo al popolo attraverso una nuova azione di evangelizzazione. Questo giorno vede l’ingresso ufficiale anche di una comunità di tre suore indiane della Congregazione di San Giuseppe e di san Marco. Una presenza fortemente voluta dal Patriarca e che sarà significativa e preziosa per le parrocchie e per il Vicariato di Marghera. Saranno infatti inserite gradualmente nel servizio pastorale delle due parrocchie e nella mensa-dormitorio Papa Francesco presente nel territorio della parrocchia di San Pio X.

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Sabato 11 novembre, presso la Chiesa parrocchiale di “San Pietro Apostolo” è stato presentato il libro del sacerdote orionino Don Arcangelo Campagna. Alla cerimonia erano presenti il vescovo diocesano Mons. Vittorio Francesco Viola che ha iniziato proprio in questo contesto la visita pastorale nella suddetta parrocchia, per la congregazione orionina il vicario generale Don Oreste Ferrari, il direttore provinciale Don Aurelio Fusi e alcuni consiglieri.
Oltre alle autorità civili numerosi sono stati i fedeli che hanno preso parte a questo importante anniversario. Il parroco Don Loris Giacomelli ha avuto parole di ringraziamento per tutti i suoi predecessori e per coloro che hanno contribuito in diversi modi per il bene della parrocchia augurando di continuare sempre al meglio la strada che il Signore giorno dopo giorno ci indica.
Molte sono le testimonianze che si possono citare per dare un titolo a questo tratto di storia e così è bello pensare ad un “filo della carità che percorre la storia della salvezza” e la parola che viene sempre ripetuta fino ai giorni nostri è la parola “sogno”. Dal sogno di Don Orione, “una schiera di giovani preti” proprio in quella stanzetta nell’allora Convento dei Frati Francescani ad oggi dove Papa Francesco ci dice e il vescovo Mons. Viola ha sottolineato nella lettera pastorale: “sogno una scelta missionaria capace di asformare ogni cosa”. Sono passati molti anni ma la Chiesa persegue sempre questo obiettivo di “trasformare il sogno in una realtà concreta” come quello della carità verso il prossimo, che nei Santi Francesco d’Assisi e Luigi Orione troviamo un esempio concreto.
“Ci unisce la fede e questo ci fa sentire una comunità in cammino”, ha detto il vescovo Mons. Viola, riferendosi a questo allora Convento ed ora Parrocchia, passata dai frati agli orionini: “una continuità della carità insegnata dai due santi e noi siamo immersi sulla scia di Don Orione e dobbiamo sentire questo come un dono e una responsabilità”. Il dono è la testimonianza di Don Orione nella sua attenzione ai piccoli e ai poveri e pertanto la nostra responsabilità è il vivere questa dimensione che lo Spirito ci ha suggerito attraverso il santo della carità. “Questo libro ci aiuta a sentire la presenza di Don Orione in questi luoghi, in queste strade e nel volto di molte persone”. Riferendosi a questi giorni di visita pastorale aggiunge come “l’incontrarsi con i diversi gruppi e persone sia un’occasione preziosa di conoscenza rallegrandoci insieme delle cose belle che la comunità vive”. Ed infine una domanda provocatoria che interroga la nostra fede: “Se Don Orione fosse qui che direzione darebbe alla nostra pastorale comunitaria? Ascoltare cosa ci dice il Signore attraverso quella strada che si chiama carità”.
Il vicario generale dell’Opera nel suo saluto ha evidenziato come “a Voghera ci sia una delle radici più importanti dell’albero della famiglia orionina”. E prima dell’intervento dell’autore del volume, ha preso la parola il direttore provinciale Don Aurelio Fusi, che con voce molto commossa, dà una sentita testimonianza, come questo luogo sia “la casa del sogno” e narra due sogni indicati da un confratello e dalle linee pastorali diocesane di quegli anni che si sono realizzati nella sua vita proprio in questa parrocchia dove ha potuto con grande paternità svolgere il ministero di parroco: l’attenzione ai poveri e una conoscenza più profonda della Parola del Signore. “Parola del Signore e poveri, ha rimarcato, sono le due braccia della parrocchia sostenute dal cuore senza confini del santo fondatore”. Anch’egli ha concluso con un interrogativo: “qual è il sogno per il futuro? Saperci consegnare a quella storia che Lui ci ha dato fin d’ora e continua a tracciare. Una storia bellissima, un sogno concreto che si fa storia e che entrerà nella vita e nel cuore di ognuno di noi”. Ed infine è bello e doveroso che la conclusione della narrazione di questo percorso, che non è finito ma ha solamente sostato per ringraziare il Signore venga tratto dalle parole dell’autore don Arcangelo Campagna: “Questa pubblicazione è la consegna di una preziosa eredità della presenza orionina, una storia che aiuta a continuare a credere alla presenza e alla forza del bene; una storia che incoraggia a valorizzare il passato per continuare ad aprirsi ai tempi nuovi e lavorare con la stessa passione per rispondere ai problemi e alle richieste di oggi”.

 

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