"La carità desidera immolare se stessa per fare la felicità e la salvezza degli altri."
Don Orione

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Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Sabato, 01 Dicembre 2018

Romania - Far memoria per comprendere e immaginare il futuro della propria storia

Il popolo romeno, vestito a festa, oggi 1° dicembre, fa memoria di uno dei più grandi e significativi momenti della propria storia moderna: la realizzazione del grande ideale di vivere in unità e libertà in un unico Stato chiamato Romania. Il 1 dicembre 1918, è per il popolo romeno un giorno che ricorda un evento, ma anche l’identità, la lungimiranza e il sacrificio dei propri antenati che, alla fine della Prima Guerra Mondiale, dopo molti anni di dominazione straniera, portarono alla realizzazione non solo la liberazione dei romeni che si trovavano sotto il dominio straniero, specialmente sotto l’impero Austro-Ungarico, ma anche il completamento dello Stato nazionale grazie all’unificazione di tutte le province abitate dai romeni con il già esistente stato della Romania (1859).

Questo particolare evento della storia romena diventa molto significativo anche per la Congregazione di Don Orione. Infatti, la Piccola Opera della Divina Provvidenza, una volta chiusasi la dolorosa pagina storica del comunismo verso la fine degli anni ’90, seguendo l’invito di Papa Giovanni Paolo II, si inserisce e contribuisce alla rinascita del popolo romeno disorientato e oppresso dalla povertà materiale e culturale. A Oradea, a Bucarest e a Iasi, cioè nella regione della Transilvania, della Valacchia, e della Moldavia, quindi nella Grande Romania, la Congregazione ha cominciato, e continua, a proporre l’ideale della carità di Don Orione, che ha la forza di vincolare nell’unità e di rendere e indicare l’autentica libertà, cioè di instaurare omnia in Christo, illuminando il presente dell’uomo e della società con la luce della fede.

Festeggiare un momento così significativo come il Centenario di una persona, di una comunità, di un paese, in questo caso della Romania, ci obbliga in qualche maniera a ripercorrere la strada fatta non solo per riepilogare ciò che è stato, ma per rimemorare quei punti chiave, quei momenti di svolta -non necessariamente positivi-, che hanno fatto sì che oggi il popolo romeno possa festeggiare 100 anni di unità. Infatti, lo sguardo sulla storia personale o comunitaria fa tenere sempre viva la propria coscienza, identità e appartenenza ad un popolo e ad una comunità. Ancora, lo sguardo attento alla storia riporta alla memoria e alla vita ciò che ha animato le persone e i leader di allora, in questo caso, il popolo romeno: il cercare costantemente le circostanze migliori per la realizzazione le proprie legittime aspirazioni e la valorizzazione di queste opportunità. Quindi, lo scrutare il passato evidenzia ideali, progetti, valori e anche errori che sempre accompagnano l’essere umano e le comunità, ma, oltre a questo, scrutare la vita passata fa svegliare il presente e accendere la speranza futura. La forza di non dimenticare e di lasciarci docilmente insegnare dal passato illumina e riporta alla presenza del nostro oggi quegli ideali che scandiscono la storia da sempre: la pace, la libertà, l’unità.

Che sia questo l’augurio che caratterizzi la nostra storia, il popolo romeno e la nostra Congregazione in Romania e nel mondo: che abbiamo il coraggio di leggere, e riflettere scrutando gli eventi della storia per diventare, a nostra volta e nel nostro piccolo, ‘costruttori’ di una nuova società edificata sulla pace, sulla libertà, sull’unità, quindi sulla carità.

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