"La carità tutto ristora, tutto edifica, tutto unifica in Cristo e nella sua Chiesa."
Don Orione

Venerdì scorso l'Eco Teatro di Milano era gremito: oltre 350 persone si sono trovate per il convegno Vivimeglio Alzheimer, che ha voluto celebrare con un momento di confronto e formazione l'apertura dei nuovi nuclei Alzheimer del Piccolo Cottolengo milanese di Don Orione.

Un momento importante, arricchito dalla presenza di nomi illustri nel panorama scientifico della cura degli anziani fragili, ma non solo: un momento per dire grazie a chi ha reso possibili i lavori di ristrutturazione e per ricordarsi che i progetti da soli non bastano.

O meglio, i progetti sono solo l'inizio di un percorso, di un pezzetto di vita fatto insieme, anziani, familiari, operatori, un'unica grande famiglia che si sforza ogni giorno di far sentire amati questi suoi nonni assediati dalla malattia, che porta via i ricordi, la parola, ma non la capacità di sentire l'affetto che li circonda.

"Non riconosco come mia una casa che non si presenti come una buona famiglia cristiana" diceva Don Orione: il video che trovate di seguito mostra proprio la vita di una famiglia, quella di Franco e Corina, degli altri ospiti e familiari, degli operatori che si alternano nelle cure.

Entriamo con il video nella casa del Piccolo Cottolengo milanese.

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Oggi pomeriggio alle 15, all'Ecoteatro di via Fezzan, a Milano, l'Opera don Orione vivrà un momento importante nel suo impegno di vivere le opere di carità "alla testa dei tempi".

Il Piccolo Cottolengo milanese inaugura con un convegno i nuovi nuclei Alzheimer recentemente ristrutturati, con il contributo di Fondazione Cariplo, Elet Stiftung e di molti benefattori. Il convegno si intitola Vivimeglio Alzheimer: dall'importanza della conoscenza all'accoglienza": questi i due temi che si sono intrecciati nei lavori di ristrutturazione e riprogettazione degli spazi destinati alle persone con demenza di Alzheimer, da un lato le proposte innovative derivate dalle ricerche e studi scientifici più attuali, dall'altro la volontà di mettere la persona al centro e quindi di ripensare gli spazi, i colori, il modo di lavorare del personale e la sua formazione specifica.

Oggi la presentazione ufficiale di questo progetto, con un dialogo tra operatori, familiari e cittadinanza su un tema sempre più attuale.

Alle ore 15.00 darà il benvenuto ai presenti Don Pierangelo Ondei, Direttore del Piccolo Cottolengo Don Orione, seguito dall’Arcivescovo di Milano S.E. Mons. Mario Delpini. Per le autorità civili sarà presente il Presidente della III Commissione Permanente Sanità e Politiche Sociali della Regione Lombardia Dott. Emanuele Monti.

A seguire gli interventi di relatori molto conosciuti nell'ambito della cura delle demenze: il Prof. Marco Trabucchi, Medico Geriatra, Direttore Scientifico Gruppo di Ricerca Geriatrica - Brescia,“L’Alzheimer non cancella la vita”, Gabriella Salvini Porro, Presidente Federazione Alzheimer Italia, “Dare voce alle persone con demenza: le Comunità Amiche”, il Dott. Pietro Vigorelli, Psicoterapeuta, Presidente del Gruppo Anchise, “Quale accoglienza per un anziano smemorato e disorientato?“, la Dott.ssa Silvia Vitali, Medico Geriatra e Direttore Medico dell’istituto Geriatrico Camillo Golgi di Abbiategrasso, “La Persona con Demenza al centro delle cure”, la Dott.ssa Barbara Eleonora Pozzoli, Psicologa, Musicista Musicoterapeuta,“Chi conserva la musica non perderà mai l’anima” (al pianoforte), infine il Dott. Roberto Naso Marvasi, Direttore Sanitario del Piccolo Cottolengo Milanese di Don Orione presenterà l’Equipe del Progetto “Vivimeglio Alzheimer”.

Modera il convegno il Prof. Roberto Franchini, Responsabile Piano Strategico Provincia Religiosa Madre della Divina Provvidenza.

 

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Il passaggio al paradigma esistenziale nella presa in carico della fragilità segna un passaggio culturale dirompente. Questo approccio appare maggiormente diffuso nell’ambito della disabilità, meno nella cura dell’anziano.
 
Il 19^ Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, che si svolge dal 4 al 6 Aprile a Firenze, quest’anno titola “Psicogeriatria di persone e di saperi” e prevede quattro corsi precongressuali: di Neuropsicologia, di Terapia Occupazionale, per Educatori Professionali e per Assistenti Sociali. Per poi snodarsi in una serie di interventi scientifici, tutti con relatori qualificati. Tra i molti i nomi illustri quelli di Diego De Leo, Niccolò Marchionni, Roberto Bernabei, Antonio Guaita, Alessandro Padovani, Nicola Ferrara, Amalia Cecilia Bruni.
Il celebre cantautore, poeta contemporaneo, voce attenta e da sempre vicina alle fragilità dell'umano vivere Roberto Vecchioni sarà ospite eccezionale del 19esimo Congresso Nazionale di AIP, l’Associazione Italiana di Psicogeriatria presieduta dal Prof. Marco Trabucchi. Il Congresso si terrà a Firenze, a Palazzo dei Congressi, dal 4 al 6 aprile 2019. Roberto Vecchioni terrà una conferenza durante il Seminario inaugurale previsto il 4 aprile intorno alle 17.30. Il cantautore verrà a portare la sua testimonianza, ricca di umanità e spunto di riflessione, sulla solitudine dell'uomo e dell'anziano, oggi vera e propria malattia sociale. Il Congresso AIP, che quest’anno titola “Psicogeriatria di persone e di saperi”, prevede quattro corsi precongressuali: di Neuropsicologia, di Terapia Occupazionale, per Educatori Professionali e per Assistenti Sociali. Per poi snodarsi in una serie di interventi scientifici, tutti con relatori qualificati. Tra i molti i nomi illustri quelli di Diego De Leo, Niccolò Marchionni, Roberto Bernabei, Antonio Guaita, Alessandro Padovani, Nicola Ferrara, Amalia Cecilia Bruni.
 
Nello sforzo di diffondere il paradigma Qualità di Vita anche nell’ambito della geriatria, l’Opera Don Orione è presente con due contributi, nella sezione poster, presentati dalla Dott.ssa Federica Floris, che esplicitano la necessità di partire dai bisogni individuali per la costruzione di contesti e progetti di vita realmente significativi.
 
Il cantautore Roberto Vecchioni ha tenuto ieri una conferenza durante il Seminario inaugurale portando la sua testimonianza, ricca di umanità e spunto di riflessione, sulla solitudine dell'uomo e dell'anziano, oggi vera e propria malattia sociale.

In allegato il programma completo del Convegno.


 

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Lavorare secondo il Paradigma Esistenziale richiede un cammino temporale e culturale.

Il Villaggio della Carità di Genova, una delle strutture del Piccolo Cottolengo genovese, ha iniziato questo percorso sei anni fa: come prima tappa di questo cammino nel 2016 gli operatori hanno lavorato alla stesura del “Manuale della qualità di Vita” del PCDO, che riassume alcuni spunti utili per progettare secondo i Domini della Qualità di Vita e rendere concreto il passaggio dalla presa  in carico “clinico-funzionale” ad una “esistenziale” (cfr. “Il paradigma esistenziale nei servizi di aiuto alla persona” Roberto Franchini).

Per portare nuova linfa e spunti di riflessione a questo impegnativo percorso, lunedì 25 marzo si è svolto  a Camaldoli un incontro formativo e carismatico  con il Prof. Ciro Ruggerini, neuropsichiatra infantile, psicoterapeuta e past-president della Società Italiana dei Disturbi del Neurosviluppo (SIDiN), che era stato coinvolto anche sei anni fa per dare il via al cambiamento di prospettiva degli operatori.

Il dott. Ruggerini, con il suo intervento “Identità personale e Identità cerebrale nei disturbi del Neurosviluppo: implicazioni cliniche e sociali della distinzione”, ha approfondito un importante aspetto relativo all’identità delle persone, aspetto che se non preso in considerazione può avere ricadute negative sull’efficacia della progettazione per Domini QdV.

Sono stati poi presentati alcuni “case history” che hanno evidenziato come l’approccio esistenziale abbia consentito di risolvere aspetti critici e migliorare il benessere delle persone. E’ emerso infine il bisogno di una formazione continua, affinchè non si perda di vista l’importanza di tale approccio e di come la condivisione di obiettivi/risultati aiuti l’equipe nel quotidiano lavoro di progettazione.

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Venerdì, 22 Marzo 2019

Ercolano - Pronti, partenza, via!

Sono pronti a partire i nuovi mezzi del Piccolo Cottolengo Don Orione di Ercolano.

Durante la festa del papà al Centro sono stati inaugurati ufficialmente i mezzi per il nuovo servizio di trasporto degli ospiti accolti nella struttura ai piedi del Vesuvio.

L’iniziativa è stata resa ancor più solenne dalla presenza dell'Arcivescovo Crescenzio Sepe che, presente per incontrare il clero del dodicesimo decanato, con affettuosa cordialità ha benedetto i cinque nuovi mezzi di trasporto proposti dalla ‘Coop Tasso’ di Sorrento, che aveva attrezzato gli stessi per consentire un servizio rispondente agli ospiti portatori di disabilità accolti in struttura.

Anche il Sindaco di Ercolano, Ciro Bonajuto, presente all'iniziativa ha avuto espressioni di vivo apprezzamento per le attività del centro Don Orione "una straordinaria eccellenza del nostro territorio che quotidianamente opera per il bene dei più deboli".

Un altro tassello si aggiunge a tutti i gesti, a tutte le azioni, seppur piccole, compiute per dare agli ospiti disabili della struttura una vita di qualità.

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Un pellegrinaggio a Roma: per alcuni ospiti del Piccolo Cottolengo di Milano si realizza un desiderio a lungo sospirato. Operatori, familiari e volontari hanno organizzato il viaggio ed il soggiorno per trascorrere qualche giorno a Roma e vedere il Papa: non importano gli ostacoli quando la motivazione che sostiene è grande.

Prima tappa martedì la visita a Castel Sant'Angelo: dall'alto della terrazza il gruppo ha potuto godere di un bel tramonto su Roma, con la sua atmosfera decadente eppure sempre carica di promesse.

Ieri la giornata è iniziata molto presto la mattina con la colazione alle 6 e l'uscita dalla casa per ferie Giovanni Paolo II alle 6.30. Ancora un po' addormentati, ma con una voglia incredibile di vedere Papa Francesco tutti erano sorridenti e felici. Una parte è andata con i pulmini attrezzati per il trasporto delle carrozzine ed una parte insieme ai familiari con i mezzi pubblici. L'arrivo in Piazza San Pietro è stato motivo di gioia e l'attesa per l'arrivo del Papa è passata in un batter d'occhio. Alcuni degli ospiti erano sotto i gradini del sagrato e dopo l'udienza generale sono stati salutati personalmente da Francesco che, con una carezza paterna sul capo, li ha voluti benedire.

Sia gli ospiti che gli accompagnatori avevano le lacrime agli occhi, le emozioni vissute sono state così tante e così forti che non c'erano parole capaci di esprimerle, tutti sentivano qualcosa di grande nel cuore ma erano incapaci di tradurlo a parole: parlava per loro l'enorme sorriso che illuminava i volti di ciascuno.

Subito dopo la visita alla Basilica di San Pietro e poi il ritorno alla Casa per Ferie per un lauto pranzo. Nel pomeriggio un po' di chiacchiere e qualche racconto delle loro storie fino a cena. Poi, per i più temerari ed i meno stanchi, un gelato dopo cena, a coronamento di una bella giornata passata insieme, ricca di nuovi incontri ed emozioni da serbare nel cuore.

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Il Piccolo Cottolengo Friulano di Santa Maria La Longa ha una nuova radio, con un progetto ambizioso di inclusione e comunicazione.

Nella trasmissione di venerdì, è stato ospite Stefano Montello, agricoltore da tre anni al Piccolo Cottolengo per il progetto di rilancio dell'azienda agricola "Il Meleretum", antico nome del paese di Santa Maria La Longa: anche questo progetto è stata una scommessa e i rischi assunti agli inizi cominciamo, si può dire proprio in senso letterale, a dare frutti abbondanti.

Dai lavori iniziali di preparazione, al raccolto per la casa, al gruppo di acquisto solidale: piano piano, stagione dopo stagione, il Meleretum con il 2019 è una vera e propria azienda agricola che produce a tutti gli effetti.

"Difficile spiegare cos'è agricoltura sociale: ci sono leggi nazionali e regionali, ma siamo sempre nell'astrattezza" dice Stefano Montello, "più che di agricoltura sociale mi piace parlare di agricoltura di comunità, perché cultura e coltura sono legate dall'etimologia latina del prendersi cura, dei frutti della terra e delle persone". E allora spazio anche agli eventi culturali, come le Quattro Tempora, tre giornate per pregare e meditare sul passaggio delle stagioni.

Ascolta la storia del Meleretum dalla voce dei protagonisti e le proposte per il 2019: segna in agenda il 15 marzo le Tempora dei Fiori!

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Anno nuovo significa anche idee nuove, nuovi stimoli, nuovi progetti. E così al Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno nascono i Gruppi Culturali.

Una serie di eventi presso centri di cultura e di interesse culturale, musei teatri. Esperienze arricchenti, di gruppo, autentiche, vive perché l'arte e la bellezza sono per tutti. Prima tappa di questa nuova avventura per la qualità di vita la Pinacoteca Ambrosiana e il Duomo di Milano.

Angelo la mattina dopo si è svegliato così: “per la prima volta sono riuscito ad addormentarmi sereno, con la testa leggera e felice. Mi sono messo nel letto, ho chiuso gli occhi e ho rivisto tutti i quadri più belli visti ieri. Ho fatto bellissimi sogni.”; così saluta tutti il giorno dopo l’esperienza culturale, mostrando una sensibilità e una consapevolezza uniche, autentiche e che a volte vengono oscurate per colpa della malattia, della disabilità. Ecco che si riaccende la fede, la fede nel fatto che la disabilità non è un limite alla vita, all’amore, al pensiero: la cultura, in questo senso, ridona fiducia, speranza e passione nel gruppo sia di pazienti sia di curanti.

Ma perché GRUPPI? Il termine gruppo può essere aspecifico e può riguardare cose differenti. L’idea che muove questa esperienza culturale è quella di fornire, attraverso il gruppo, strumenti di conoscenza di sé, e dell’Altro, della relazione con l’Altro, in modo profondo ed autonomo. Gruppo è anche poter attraversare gli aspetti difficili dello stare con altri e comprenderne il significato.

Ma perché CULTURALI? La cultura non ha confini, non ha limiti: davanti ad un quadro, ad un’opera d’arte, la bellezza e le emozioni sono di chiara lettura perché soggettive, ognuno proietta propri “pezzi di sé” e da lì riaffiorano i ricordi.

La valorizzazione della persona sta alla base del concetto di “sostegno e di cura dei contesti” che  al Piccolo Cottolengo di don Orione si vuole promuovere, anche attraverso una sfumatura delle barriere paziente/curante mediante la creazione di gruppi e progetti partecipati e vissuti da entrambi.

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Oggi la Chiesa ricorda la Vergine di Lourdes, che apparve a Bernadette l'11 febbraio 1858. Nello stesso giorno e anno si univano in matrimonio Vittorio Orione e Carolina Feltri, genitori di Don Orione. Un legame unisce il santo della carità con la Madonna e la cura dei più poveri ed abbandonati. Per essi aprì case che potessero accogliere ogni dolore, senza chiedere di dove sei, da dove vieni, di che nazione sei.

Papa Giovanni Paolo II nel 1992 volle che questo giorno fosse dedicato alla preghiera per i malati e per coloro che li assistono, perché "la forza del cristianesimo è data soprattutto da questo: esso dà significato alla sofferenza", come scrisse lo scrittore francese Francois Mauriac.

Papa Francesco ha intitolato il suo messaggio "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date", dal versetto 8 del capitolo 10 del Vangelo di Matteo. Dice il Papa, "Di fronte alla cultura dello scarto e dell’indifferenza, mi preme affermare che il dono va posto come il paradigma in grado di sfidare l’individualismo e la frammentazione sociale contemporanea, per muovere nuovi legami e varie forme di cooperazione umana tra popoli e culture".

Sono molte le figure che, attorno agli ammalati, fanno del dono la chiave della loro vita: sono gli operatori che oltre alla loro professionalità sanno costruire relazioni, creare fiducia e ridare speranza, sono i volontari che donano il loro tempo per stare accanto a chi soffre portando un sorriso e una buona parola, senza aspettarsi nulla in cambio.

Ecco ancora Papa Francesco che sottolinea come "la dimensione della gratuità dovrebbe animare soprattutto le strutture sanitarie cattoliche, perché è la logica evangelica a qualificare il loro operare": un augurio a tutti gli operatori, volontari, ospiti delle case orionine e non solo, perché il loro vivere insieme la stagione della sofferenza sia un'esperienza di Chiesa, di comunione e di amore.

Clicca QUI per leggere il testo completo del messaggio del Santo Padre.

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Giornata di confronto, condivisone e progettazione nelle Opere di Carità orionine: si è svolto ieri a Bergamo il secondo appuntamento del Segretariato Provinciale delle Opere di Carità del Nord Italia, preceduto dall'incontro di Tortona il 30 e seguito da quello di Trebaseleghe oggi.

Il Segretariato delle Opere di Carità nasce per “conservare e trasmettere in modo sicuro il carisma del fondatore nelle Opere caritative, pastorali ed educative della Provincia … che il Segretariato delle Opere si impegna a diffondere tra i religiosi, i collaboratori laici, i dipendenti e i volontari delle nostre Case. Mentre i valori sono un’esplicitazione del carisma, gli indicatori e le modalità di rilevazione sono uno strumento per verificare la presenza dei primi...”.

L’ordine del giorno è stato scandito dal Consigliere Don Giovanni Carollo che dopo una preghiera iniziale ha introdotto l’incontro. Il primo punto è stato di analisi e correzione del documento “Abbecedario linee guida per la promozione del carisma nelle Opere” che ha come scopo quello di contribuire ad “individuare le forme organizzative più atte ad esprimere i fini carismatici propri di Don Orione, così ben espressi dal Fondatore nella celebre lettera del 13 aprile 1935 sul Piccolo Cottolengo.” L’Abbecedario cerca di individuare le condizioni di base perché una casa di Don Orione possa esplicitamente perseguire il suo ruolo apostolico in un contesto storico-sociale che non è più quello di quando è nata.

Successivamente il Segretariato ha espresso il proprio contributo per l’Assemblea Generale di verifica ed ha proposto degli spunti contenutistici per l’VIII Convegno Apostolico appuntamento annuale a cui sono interessate tutte le Opere di Carità orionine: Piccolo Cottolengo, Centri Diurni, Case di Riposo, Residenze Sanitarie Assistenziali, Comunità Accoglienza Minori, Comunità Accoglienza Ragazze Madri, Centri Aiuto alla Vita, Disabili residenziali, Accoglienza vita debole.
Il Convegno Apostolico è un indispensabile momento di riflessione sulle strategie per caratterizzare oggi in senso carismatico le opere, salvaguardando al contempo i necessari criteri di sostenibilità e di efficienza.

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