"La carità compatisce gli altrui difetti: è illuminata e prudente."
Don Orione

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Giornata mondiale dei poveri

 

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Al villaggio della Carità di Camaldoli Sabato 31dicembre è trascorso in un clima di famiglia, insieme agli amici della Parrocchia degli Angeli e della Comunità di Sant'Egidio che hanno organizzato ed animato i diversi momenti della bella giornata vissuta insieme.
Dopo aver condiviso la preghiera di ringraziamento per tutti i giorni che abbiamo vissuto nel 2016 la festa è iniziata con il grande pranzo della Famiglia Don Sterpi, allargata per l'occasione ad ospiti degli altri reparti del Villaggio, con la partecipazione di amici e parenti.
Seppure in ritardo, al termine del pranzo, ha fatto la sua comparsa un Babbo Natale ricco di doni per i nostri amici.
Liberata la sala dalle tavole sono iniziati giochi e danze alle quali hanno partecipato anche le amiche "beniamine" del Paverano venute ospiti al villaggio della Carità per l’occasione.
Come da tradizione il tutto si è concluso con il conto alla rovescia e lo scambio degli auguri di rito.
A tutti  l'augurio di un sereno anno nuovo.

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Martedì, 27 Dicembre 2016

Genova - Natale in Basilica

Circa 8000 persone hanno partecipato ai pranzi di Natale organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio che si sono tenuti nella città di Genova. Tra questi 330 erano raccolti nella Basilica dell’Annunziata trasformata nella sala bella che ha accolto tanti: stranieri che qui hanno costruito il loro futuro, richiedenti asilo che ancora lo cercano, anziani troppo soli, famiglie impoverite dalla crisi, disabili che chiedono protezione e accoglienza. Tra questi anche 26 ospiti del Villaggio della Carità di Camaldoli legati alla Comunità di Sant’Egidio da un’amicizia che dura ormai da tanti anni.
“Allora anche voi siete poveri visto che mangiate con noi” ci ha chiesto un ospite stupito dalla mensa condivisa, “è che qui non ci sono poveri e ricchi ma fratelli e sorelle” gli ha risposto qualcuno: “Questo mi piace ancora di più” ha risposto sorridendo.
Davvero in questo giorno abbiamo potuto toccare con mano la bellezza di una famiglia larga come il mondo, dove non ci sono divisioni ma tutti si scoprono fratelli e sorelle, dove chi è più debole e fragile trova accoglienza amorevole e attenta. In questa famiglia i nostri amici di Camaldoli hanno un posto speciale perché sanno comprendere meglio di tanti sapienti la bellezza dell’amicizia e della gratuità.
Tutto questo condito da buon cibo, la visita sempre gradita del Cardinale Bagnasco e, ultimo ma non meno importante, l’arrivo di Babbo Natale con le sue slitte colme di regali pensati per ciascuno.
Un grazie di cuore alla Comunità di Sant'Egidio da parte di tutti gli ospiti del Villaggio della Carità.

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Lunedì, 19 Dicembre 2016

Savignano Irpino - Preparativi Natale

A Savignano Irpino per Natale si organizzano momenti di auguri e solidarietà. La comunità con gli operatori hanno organizzato tre momenti, lo spettacolo con i bambini che sono in cura e frequentano i vari ambulatori del centro medico sociale, un momento di auguri e scambio regali ai nonni della casa per anziani ed infine sabato 17 sera l’edizione natalizia di “Cuori senza confini” per sensibilizzare l’aiuto ai profughi ed ai rifugiati, con la corale di Grottaminarda ed i suoi canti gospel.
Sono state iniziative davvero molto sentite e partecipate, che fanno vivere al meglio la preparazione al Santo Natale.

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A Manila compie 25 anni la missione dell’opera Don Orione nelle Filippine. Era l’ottobre del 1991 quando due sacerdoti orionini arrivano nel paese asiatico: Don Luigi Piccoli e Don Oreste Ferrari accompagnati da due laici. Successivamente si aggiunse anche Don Angelo Falardi. Sfortunatamente Don Luigi Piccoli morì nel 1994 e Don Angelo nel 1997, entrambi per problemi di cuore a causa delle pesanti condizioni di vita.
Tra i religiosi orionini che si sono impegnati in questa difficile missione c’è anche Don Diego Lorenzi, ex segretario di Giovanni Paolo I che arrivò nelle Filippine già nel lontano 1993, quando si fermò per circa un mese. Da allora è andato e tornato varie volte con periodi di permanenza, a volte, di oltre un anno. Sarebbe dovuto tornare là il novembre scorso, ma un incidente stradale ha reso impossibile per il momento la cosa.
Le prime attività presero il via nella "smokey mountain", la discarica di Manila, in condizioni ambientali ed umane difficilissime.  
“A Manila – spiega Don Oreste Ferrari, oggi consigliere generale dell’opera Don Orione - esisteva una famosa “smokey mountain” nel quartiere di Tondo dove i Padri Verbiti, i padri Canossiani e i Salesiani hanno delle parrocchie. Quando arrivammo noi, l’attività di discarica a Tondo era stata chiusa perché troppo vicina al centro della città e spostata a Payatas dove dopo pochi mesi sono arrivati i Padri Vincenziani (proprio sulla discarica) e noi nella zona vicina. Naturalmente lì era tutto da inventare perché si trattava di zone nuove, “abusive” e insane, ma dove quasi 100 mila persone vivevano e lavoravano (di cui 40 mila nella nostra parrocchia).”
“Già nel primo anno – aggiunge Don Ferrari - creammo un paio di asili, e nel terzo, con l’aiuto di una suora tedesca, un ambulatorio di assistenza per i malati di tubercolosi, malattia endemica date le condizioni di inquinamento dell’aria. Durante il quarto anno si pensò ad un secondo polo, a circa 15 chilometri dove poter porre la nostra struttura per la formazione e un’opera più stabile e organizzata, cioè una casa di accoglienza per bambini disabili, conosciuta ora come Cottolengo Filipino”.
“Al momento la Congregazione è presente con 8 religiosi in tre località. A Payatas, l’opera originale, dove c’è una parrocchia (con oltre 150mila persone) e le opere sociali annesse. Qui nelle 14 cappelle in cui lavoriamo ci sono 9 feeding programmes cioè luoghi dove circa 400 bambini denutriti ricevono le cure e un pasto giornaliero. Poi ci sono due ambulatori (di cui uno gestito dalle nostre suore), e si aiutano tanti bambini con le rette scolastiche e il materiale educativo. A circa 15 chilometri, a Montalban (Rizal) c’è la casa di formazione per i nostri studenti dove ci sono 40 studenti di filosofia non ancora religiosi e 11 studenti religiosi più 14 novizi. I novizi vengono dalle Filippine ma anche all’india e dal Kenya. Nello stesso campus c’è la casa per bambini disabili in cui risiedono 35 bambini con problemi mentali e fisici profondi e dove altri, esterni, possono venire a ricevere terapie educative e riabilitative. Infine a circa 150 chilometri più a sud, nella città di Lucena (Quezon) si svolge un’opera di animazione legata due cappelle con 4 feeding programmes e di scholarship come quelli di Payatas, ma anche con un centro dove ragazzi di tutte le età possono venire a frequentare corsi di matematica, inglese, informatica e musica”.
“A questo dobbiamo aggiungere – conclude Don Oreste – che hanno avviato una loro missione anche le suore di Don Orione con la creazione un centro di accoglienza vocazionale per alcune ragazze di paesi vicini (Indonesia e Timor Est)”.

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Sabato 3 dicembre 2016 presso la palestra del Collegio Ballerini, si è svolta la tradizionale Festa della Famiglia della Casa di Seregno. Per la prima volta però, ospiti, parenti, amici e volontari delle Residenze degli anziani e dei disabili, si sono ritrovati tutti insieme per festeggiare il Natale. In questo modo la gioia di stare insieme si è moltiplicata.
Dopo i consueti ma sempre graditi saluti del Sindaco di Seregno, di Don Graziano De Col e di Paolo Favari, la festa ha visto protagonisti un gruppo di ospiti che con una semplice ma significativa rappresentazione, han ricordato che ad ogni Natale si rinnova la promessa di vita eterna attraverso quel Bambino che nascendo dona a tutti gli uomini speranza, pace e gioia.

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La legge sul ‘Dopo di noi’ diventa concretamente operativa. Dopo l’intesa raggiunta il 10 novembre in Conferenza Unificata, i ministri Poletti, Lorenzin e Padoan hanno infatti firmato il decreto attuativo che fissa i requisiti per l’accesso al Fondo istituito dalla legge: 90 milioni di euro per il 2016. Il decreto contiene diverse novità e sottolineature, che rendono ancora più esplicito e stringente l’obiettivo della legge: non fare nuove strutture, ma accompagnare le persone. Per Roberto Speziale, presidente di Anffas, che tanto ha contribuito a portare esperienze e riflessioni dentro questa legge, «oggi la legge 112 e il suo decreto attuativo è quanto di più innovativo c’è in Italia, a sistema, in chiave di Convenzione Onu». Ne avevamo parlato in precedenza QUI.
Piani d’intervento tarati sugli specifici bisogni della persona assistita, soluzioni abitative organizzate come spazi domestici per allontanare l’idea dell’ospedalizzazione, opportunità d’inserimento nel mondo del lavoro.
Sono questi alcuni dei punti cardine del decreto del ministero del Lavoro attuativo della legge 112 del 22 aprile 2016 (cosiddetta del “Dopo di noi”) che lo scorso 10 novembre ha ottenuto il via libera della Conferenza unificata. Una legge, la 112/16, che ha l’obiettivo di evitare l’istituzionalizzazione dei disabili gravi nel momento in cui mancano i genitori e di incrementare le risorse per l’integrazione e lo sviluppo di una rete di protezione attraverso iniziative che vanno dall’istituzione di un fondo per l’assistenza successivo alla scomparsa dei genitori/familiari all’introduzione di regimi fiscali agevolati per l’assistenza.
Clicca QUI per leggere e scaricare il decreto attuativo

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La Convenzione sui diritti dell'infanzia è stata costruita armonizzando differenti esperienze culturali e giuridiche, la Convenzione enuncia per la prima volta, in forma coerente, i diritti fondamentali che devono essere riconosciuti e garantiti a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo.
Sono quattro i principi fondamentali della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza:
a) Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.
b) Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l'interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.
 
c) Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (art. 6): gli Stati decono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.
 
d) Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.
 
L’Italia ha ratificato la Convenzione con Legge n. 176 del 27 maggio 1991 e ha fino ad oggi presentato al Comitato sui Diritti dell'Infanzia nove Rapporti.

Questi i principali dati che emergono dall’introduzione del 9° Rapporto di monitoraggio sull’attuazione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza nel nostro Paese, realizzato dal Gruppo CRC
Sono 2.293.778 gli adolescenti dai 14 ai 17 anni che vivono in Italia, di questi 186.450 sono stranieri. Trascorrono le loro giornate con il telefonino in mano (il 92,6 %); fanno uso di alcol, tabacco e cannabis (63,4%), conoscono il sexting, l’11,5% di loro gioca d’azzardo on line e oltre il 50% ha subito azioni di bullismo e/o cyberbullimo; 7.000 di loro vivono in comunità, con molte incertezze sul loro futuro dopo il compimento del 18esimo anno. Studiano, ma molti di loro abbandonano dopo la scuola dell’obbligo, soprattutto gli alunni disabili. Il 2,2%, infatti entra, suo malgrado, a far parte della categoria dei “NEET” (not in education, employment or training), ovvero quei giovani che non studiano e non lavorano, e non sono inseriti in un percorso di formazione.
Le politiche per l’adolescenza vivono, tra le altre cose, in un limbo trovandosi anche a cavallo tra quelle dedicate all’infanzia e quelle rivolte ai giovani. Solo per fare un esempio non esistono linee guida sul passaggio dal pediatra di famiglia al medico di medicina generale. Vengono affidate alla “ragionevolezza” di chi si incontra.
Il Gruppo CRC, inoltre, sottolinea la carenza di dati certi, completi fra loro e comparabili in riferimento alle complessa situazione delle persone di minore età fuori dalla famiglia di origine. Dati incerti si hanno anche sui minori adottabili e sulle coppie disponibili ad adottare.
La novità più rilevante, rispetto allo scorso anno, è l’approvazione da parte “dell’Osservatorio Nazionale Infanzia” del IV PIANO NAZIONALE d’azione per L’INFANZIA, PNI atteso oramai da diversi anni, che però non è ancora stato pubblicato e approvato in via definitiva.

Clicca QUI per leggere e scaricare il 9° rapporto completo

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Sabato, 12 Novembre 2016

Palermo - Open Day CADO

Droga, che fare? L’interrogativo, angoscioso e angosciante, scuote la nostra società alla fine degli anni ’70 e negli anni ’80. Ne fanno testimonianza i mass media dell’epoca: “la droga …dilaga”, “si allarga il mercato”, “sempre più stretti i rapporti tra microcriminalità e tossicodipendenza”, “ogni anno aumentano i morti per droga”.
Un gruppo di frequentanti la parrocchia “Madonna della Provvidenza don Orione”, di ogni estrazione sociale, culturale e politica, si interroga su come dare un primo conforto ai ragazzi e alle famiglie che si trovano alle prese con il drammatico problema, attraverso un consiglio e un aiuto perché “dalla droga si esce”. Questo è il messaggio che, sotto la guida del compianto don Michele Zaccaro, porta alla costituzione di un “Telefono amico” che viene denominato Centro Ascolto Don Orione (C.A.D.O.).
Anche se l’associazione omonima verrà costituita, con atto notarile, il 29 gennaio 1989, il “battesimo”, dopo già un lungo periodo di avvio e funzionamento, è “l’assemblea-dibattito” cittadina del 1° marzo 1987, in questa stessa sede. Alla manifestazione, cui danno un ampio risalto i mass media locali e nazionali, partecipano, tra gli altri, Don Pierino Gelmini, fondatore della Comunità Incontro, con alcuni ragazzi ospiti della struttura, e don Giovanni D’Ercole, allora superiore provinciale del Don Orione.
Ventiquattro volontari si alternano al telefono tutti i giorni della settimana, dal lunedì al venerdì (16-20) e il sabato (9-12), in funzione di ascolto, colloquio spesso proseguito in sede, indicando, poi, all’utente le strutture pubbliche (USL) o private del territorio siciliano, cui rivolgersi per l’inizio di un cammino di uscita, con il linguaggio in uso allora, “dal tunnel della tossicodipendenza”.
Grande attenzione viene posta anche alle attività di prevenzione, con un contatto continuo con le scuole, in particolare del quartiere, attraverso progetti di collaborazione. Ricordo, fra i tanti, qualche mese dopo la costituzione dell’associazione, sempre in questa sede, l’incontro con Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, per condividere le iniziative poste in essere dal C.A.D.O., un volontariato con requisiti di affidabilità organizzativa e metodologica, senza perdere la propria natura spontaneistica e solidaristica.
Il valore del C.A.D.O. è ancora oggi connesso allo sviluppo di un sistema integrato tra famiglia, scuola, enti locali, mass media, mondo del lavoro, e altre strutture del terzo settore, in un rapporto di reciprocità e collaborazione nel rispetto delle varie competenze e professionalità.
Nel 2015, il CADO, aderisce ad un progetto in rete (SALUS) con altre Associazioni (ADA-diritti degli anziani, ANIO-infezioni Osteoarticolari, APIS-Parkinson, Telefonico Amico, ALMA-lotta al morbo di Alzheimer) e con il supporto della Fondazione con il SUD promuove la salute nel territorio della Città di Palermo in sinergia con le Istituzioni Sanitarie. Il progetto SALUS rivolge particolare attenzione ai cittadini che soffrono di malattie croniche (Morbo di Parkinson, Demenza Senile, Infezioni osteoarticolari, Diabete) e che si trovano in una documentata condizione di disagio socio-economico.
Le associazioni di volontariato, riunite in rete, hanno offerto, nel tempo, servizi di accoglienza, ascolto dei bisogni personali e familiari, di fisioterapia individuale e di gruppo, di sostegno psicologico, fornitura di corredo completo di biancheria personale e/o generi alimentari e di conforto per i soggetti ricoverati in Ospedale (CADO).
Il 6 Novembre 2016, è stata realizzata, dai volontari l’OPEN DAY del C.A.D.O., una giornata informativa sulle prestazioni svolte dalla Rete e soprattutto dal C.A.D.O. nel progetto Salus. Davanti la Parrocchia della Madonna della Divina Provvidenza è stato allestito un gazebo divulgativo sulle attività svolte, nel pomeriggio, organizzato un incontro dibattito con la partecipazione del Parroco don Mimmo Napoli, della sig.ra Vera Torregrossa Magnasco (Presidente C.A.D.O.), dell’avv. Marcello Longo (consigliere VIII circoscrizione), del dott. Michele Calascibetta e dott. Angelo Vecchio (soci fondatori C.A.D.O).
Durante la riunione, è stata sottolineata l’importanza dell’ascolto. Partire dall’ascolto dei disagi, delle difficoltà, dei bisogni, favorisce la realizzazione di una peculiare rete di assistenza, di un personale accompagnamento e di una fattiva solidarietà verso i malati affetti da patologie croniche/ invalidanti e con precarie situazioni socio economiche.
Sono stati ringraziati, infine, tutti i volontari, che con grande abnegazione e sacrifici hanno portato avanti il C.A.D.O. proiettandolo verso nuovi orizzonti di servizio e di vicinanza agli “ultimi”.
Dott. Michele Calascibetta, docente a contratto di “Legislazione scolastica e norme della sicurezza”, Università degli studi di Palermo, Dott. Angelo Vecchio, Neuropsichiatria infantile.

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Entra nella fase operativa il “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile”, nato da un accordo tra Fondazioni di origine bancaria e Governo, con l’avvio dei primi due bandi dedicati alla prima infanzia (0-6 anni) e all’adolescenza (11-17 anni). Online il primo bando, per info clicca QUI.
Le due iniziative, che mettono a disposizione complessivamente 115 milioni di euro, sono rivolte a organizzazioni del terzo settore e mondo della scuola.
Lo scorso aprile il Governo e le Fondazioni di origine bancaria, rappresentate da Acri, hanno firmato un Protocollo di Intesa per la costituzione del “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile”, (Art. 1 comma 392 della legge 28 dicembre 2015, n. 208) destinato al sostegno di interventi sperimentali finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori, ne avevamo parlato QUI.
La governance del Fondo è affidata a un Comitato di Indirizzo Strategico, composto da quattro rappresentanti del Governo, quattro delle Fondazioni, quattro del Terzo Settore, due esperti in materie statistiche nominati dall’Isfol e uno dall’EIEF – Istituto Einaudi per l’economia e la finanza e presieduto dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Tommaso Nannicini.
Soggetto attuatore del Fondo è l’impresa sociale “Con i Bambini” – nata il 15 giugno 2016 interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD – che entra ora nella fase di piena operatività attraverso la pubblicazione dei primi due bandi elaborati sulla base delle linee guida tracciate dal Comitato di Indirizzo Strategico.
I primi due bandi sono dedicati alla prima infanzia (0-6 anni) e all’adolescenza (11-17 anni). L’invito è rivolto a livello nazionale alle organizzazioni del terzo settore e al mondo della scuola per presentare proposte di progetti per il contrasto alla povertà educativa minorile.
Il Bando per la prima infanzia ha l’obiettivo di potenziare l’offerta di servizi di cura ed educazione dedicati ai minori tra 0 e 6 anni, con particolare riferimento ai bambini appartenenti a famiglie in difficoltà, promuovendone la qualità, l’accessibilità, la fruibilità, l’innovazione. Un ruolo centrale dovranno avere le famiglie, da coinvolgere attivamente negli interventi sia nella fase di progettazione che in quella di realizzazione delle attività.
Il Bando dedicato all’adolescenza si prefigge di promuovere e stimolare il contrasto dei fenomeni di dispersione e abbandono scolastici, nonché situazioni di svantaggio e di rischio devianza, particolarmente rilevanti tra gli adolescenti che vivono in contesti ad alta densità criminale. Le proposte dovranno prevedere azioni congiunte “dentro e fuori la scuola”, per ri-avvicinare i giovani che hanno abbandonato gli studi o che presentano forti rischi di dispersione; la promozione della “scuola aperta”, ossia un luogo di apprendimento, confronto, socializzazione e crescita, con l’auspicata partecipazione, fin dalla fase di progettazione, degli Istituti scolastici.

QUI download e info per il primo bando.

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Per il terzo anno consecutivo, la Caritas Italiana realizza un rapporto sulle politiche contro la povertà nel nostro Paese. Quest’anno però, a differenza del passato, l’uscita a ottobre è un’anticipazione del rapporto che nella sua versione completa verrà pubblicato nei primi mesi del prossimo anno.
Questa scelta è motivata dalla particolarità della fase che stiamo vivendo. Una stagione densa di opportunità per il presente e di prospettive per il futuro. Proprio per questo stimolante, ma al contempo impegnativa per i soggetti sociali impegnati sul terreno del contrasto alla povertà.
Capire a che punto siamo di questo percorso ci aiuta a gettare le basi per costruire bene oggi il welfare di domani, ma senza una adeguata infrastruttura locale, nessuna misura di contrasto alla povertà potrà risultare efficace in un paese come il nostro, caratterizzato da profondi divari territoriali nello sviluppo dei servizi. È da qui che occorre partire per rendere credibile qualunque riforma sul tema del contrasto della povertà.
Bisogna immaginare la povertà come una questione nazionale di cui tutti sono chiamati ad occuparsi e che richiede di sviluppare il massimo di sinergie e di lavoro comune. La lotta alla povertà non la vincono i singoli, ma la si vince insieme.
Clicca QUI per scaricare il Rapporto sulle politiche contro la povertà in Italia.

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