"La carità gode del bene delle persone e desidera accertarsene essa stessa."
Don Orione

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Il coro Maria Ausiliatrice, diretto dal maestro Massimiliano D'Arienzo e con organista il maestro Alberto Farina, anima da alcuni anni le celebrazioni del Santuario omonimo presso il Piccolo Cottolengo di don Orione a Seregno.

La sera di sabato 12 marzo, il Parroco di Seregno ha invitato la corale ad animare e solennizzare la Santa Messa vespertina che apre i festeggiamenti della festa patronale della Parrocchia centrale di Seregno, San Giuseppe.

È stata la prima volta che il coro veniva invitato ufficialmente, soprattutto per un evento così importante.

Per i cantori è stata una bellissima esperienza, che ha valorizzato il lavoro svolto negli ultimi anni.
L’augurio è che sia la prima di una lunga serie di celebrazioni alle quali il coro sarà invitato a prendere parte.

 

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Il 9 marzo 2016 si è svolto un primo incontro di formazione all'interno del Movimento Giovanile Orionino presso il Centro Don Orione Monte Mario di Roma, in via della Camilluccia 112. Presieduto da don Leonardo e da don Giuseppe Valiante, l’incontro ha avuto il merito di creare un momento di condivisione e di socializzazione tra i partecipanti, ma, in particolar modo, di entrare o di entrare nuovamente in contatto con la figura di Don Orione.  
I partecipanti altro non erano che il volontario Davide Alberighi, gli educatori Michele Ferrazzano e Adriano Tartaglia e i volontari del Servizio Civile, che dal 5 ottobre 2015 stanno prestando servizio presso il Centro Don Orione Monte Mario. Come ogni primo incontro, si è cercato di gettare le basi per quelli che saranno gli incontri successivi: dalla consueta presentazione di benvenuto, si è passati ad aspetti puramente conoscitivi e pedagogici.  “Homo videns” direbbe Sartori: oggi come oggi, per sensibilizzare una persona o per rendergli nota una determinata cosa, è meglio utilizzare l’immagine a discapito della carta stampata. Non a caso, durante l’incontro, ci si è avvalsi delle nuove tecnologie e di contenuti multimediali per far trapelare messaggi fondamentali, basilari per chi vive quotidianamente l’ambito del volontariato e, se proprio volessimo sentirci dei buonisti, per chi si avvale della carità per rendere il proprio quieto vivere un qualcosa di straordinariamente meraviglioso.
Tralasciando la poesia e tornando all’incontro, oltre ad essere stati delineati alcuni aspetti della figura di Don Orione o di alcuni suoi ben noti intenti (la carità salverà il mondo), si è parlato di un altro santo, ancor più noto: Padre Pio. Il Santo, oltre ad essere conosciuto per questioni prettamente spirituali e mistiche, è sempre stato dedito alla carità e alla misericordia. Questo aspetto si concretizza in un’opera in particolare: l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo (FG). Tutto questo serve per parlare di tre concetti chiave: umanità, professionalità, spiritualità.
Vi è stato il momento laboratorio: chiamati in causa per mettere in moto i neuroni. I partecipanti hanno analizzato i tre concetti chiave, apparentemente banali, ma che hanno portato ad un piccolo momento di confronto.
L’incontro si è concluso parlando della GMG, che quest’anno avrà luogo a Cracovia, e di Papa Francesco. Sono Proprio le parole del Pontefice a concludere questo primo incontro: “Costruite un mondo di bellezza, di bontà e di verità […] Per favore, andate controcorrente. Siate coraggiosi, coraggiose: andate controcorrente. Andate avanti. Ma con i valori della bellezza, della bontà e della verità”. Le parole di Papa Francesco sintetizzano l’intento dell’MGO: condividere, cooperare, stare al passo con i tempi, cercando di non smarrire il cammino della retta via pur di fare qualcosa di costruttivo per se stessi e per la collettività.  
Si sta parlando di giovani, persone dal futuro incerto, che sperano di rendere la propria vita unica, rara e inimitabile. Per ora vivono il Don Orione come un momento di crescita e di sensibilizzazione. Anzi, come dice “Freddy”, un volontario del Servizio Civile: “Il Don Orione è casa, anzi è barilla. Dove c’è barilla, c’è casa”.

 

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Domani, domenica 28 febbraio 2018 alle ore 15.30 presso la “Casa di Riposo Don Orione” a Trebaseleghe (PD) si terrà la cerimonia di apertura della Porta Santa, che permetterà agli ospiti della struttura e a chiunque vorrà di celebrare il Giubileo Straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco.

La “Casa di Riposo Don Orione”, gestita da religiosi dell’Opera di Don Orione, è stata inaugurata il 4 luglio 1988. Dispone di 142 posti per ospiti non autosufficienti, 12 posti destinati agli autosufficienti ed è attivo anche un Centro diurno per anziani non autosufficienti. La Congregazione orionina è presente fin dall’inizio con una comunità di religiosi che svolgono un’importante opera di aiuto pastorale anche nelle parrocchie vicine.

“Seguendo – dichiara DON BRUNO LIBRALESSO, direttore della “Casa Don Orione" di Trebaseleghe – l’indicazione di Papa Francesco di vivere questo Giubileo Straordinario nelle Chiese locali, sono numerose le Porte della Misericordia aperte in opere di carità della nostra Congregazione, sia in Italia che all’estero. Questa di Trebaseleghe nasce proprio in un luogo dove la misericordia è vissuta giorno per giorno, al fianco di una delle categorie sociali oggi più fragili, gli anziani”.

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Natale e Dante, due ragazzi del Centro Don Orione di Seregno, hanno scritto qualche riga per il giornalino del Centro sul loro paese, Seregno. Pubblichiamo con emozione le loro parole qui di seguito:
Avete mai passeggiato per Seregno? È davvero molto bello e a noi piace tantissimo.
Le strade per arrivare in centro dalla nostra Casa sono belle pulite e i negozi con le vetrine sempre decorate.
Usciamo volentieri ogni volta che possiamo anche perché è bello andare a trovare gli amici che ormai ci conoscono da anni.
Incontriamo sempre persone gentili che ci salutano, sorridono e scambiano volentieri con noi due parole.
E che dire della sosta caffè, del dolcetto in pasticceria, del pezzo di focaccia o di pizza, della spesa fatta per piccoli bisogni, del giornale quotidiano! Delle torte regalate per festeggiare i compleanni, dell’aperitivo condiviso con i coscritti al bar dell’angolo!
Ovunque andiamo, siamo sempre accolti bene, con cortesia, amicizia e anche un po’ di pazienza se combiniamo qualche pasticcio!
Grazie di queste amicizie, grazie di questa accoglienza, del lavoro che fate ogni giorno, del servizio che offrite con il sorriso e di tutti i caffè, i pasticcini e molto altro ancora che ci offrite gratuitamente, mostrando un cuore generoso. Grazie anche ai molti avventori che assieme a voi compiono questo gesto, a volte silenzioso e nell’ombra.
Chissà che un giorno non veniate voi a ber un caffè a Casa nostra. Avete conquistato la nostra amicizia e noi non dimentichiamo mai chi dona col cuore.

Caffè

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Domenica 7 febbraio 2016, presso il Centro Don Orione di Bergamo, si è tenuto il Convegno “L’arte del volontariato”.
L’evento è stato interamente organizzato dall’A.V.O. (Associazione di Volontariato), alla presenza di Don Ugo Dei Cas, direttore del Centro, della dottoressa Maria Carolina Marchesi, Assessore alle politiche sociali del comune di Bergamo, della dottoressa Roberta Cattaneo, responsabile dell’ufficio infermieristico del Centro Don Orione e della signora Rosa Restifa, attuale presidente dell’AVO di Bergamo.
Nel convegno si è parlato del ruolo del volontario a fianco dei malati e, in particolare, a fianco degli anziani ospiti del Centro. Attualmente sono presenti nella struttura 40 volontari AVO inseriti nei vari reparti che stanno vicino agli ospiti ascoltandoli, dandogli la mano e anche accompagnandoli nel trapasso.
Al termine del Convegno, Don Ugo ha celebrato la S. Messa, proponendo un brano del Vangelo e sottolineando come Dio si serva degli uomini per portare a termine i propri compiti, senza mai fare da solo, cercando sempre dei collaboratori.
Alla Messa è seguito il pranzo con tutti i Volontari: un momento di convivialità, socializzazione e famiglia tra tutti i partecipanti.

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Satato 13 febbraio ad Ercolano c'è stato un incontro dei Giovani del Servizio Civile, una mattinata di condivisione, di ascolto e di formazione carismatica orionina per i giovani.

Voglio Trovare un senso alla mia vita” sono le parole di una canzone di Vasco Rossi, che hanno introdotto l'incontro.
Nell'autopresentazione ognuno, oltre al nome, ha detto 2 parole: una sull'aspetto orionino che più lo affascina, un'altra che sintetizzi l'esperienza che stanno facendo al don Orione di Ercolano.
Le parole di Giovanni Paolo II “Tutti ti cercano” hanno aiutato a prendere consapevolezza della dimensione religiosa che c'è in ogni uomo, e di cui essere responsabili nel curarla.
La visione delle para olimpiadi di Seattle del 1992 si conclude con questo messaggio: “la cosa importante in questa vita è AIUTARE GLI ALTRI A VINCERE, anche se comporta rallentare e cambiare la nostra corsa”
Il video su don Orione in tre minuti, ha fatto crescere la consapevolezza di appartenere ad una grande famiglia sparsa in tutto il mondo, sentendosi così parte della numerosa folla del sogno del manto azzuro di don Orione. “Solo la carità salverà il mondo” è il messaggio conclusivo.
Umanità, professionalità e spiritualità sono stati ribaditi come pilastri dell’operare orionino, così come voleva anche padre Pio in Casa Sollievo della Sofferenza.
Infine dopo aver ripassato le 14 opere di misericordia, corporali e spirituali, con l'impegno a viverne maggiormente qualcuna, si è parlato della GMG a Cracovia: bella opportunità per i giovani!
L'ascolto delle parole di papa Francesco ai giovani che li invita a non aver paura ad “andare controcorrente, e ad avere voglia di bellezza, bontà e verità” ha concluso l'incontro. L'arrivederci è per un prossimo incontro con il Cineforum!

 

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Vi segnaliamo un evento che si terrà domenica 7 febbraio 2016, presso il Centro Don Orione di Bergamo: il Convegno “L’arte del volontariato” organizzato dall’AVO, associazione presente con i suoi volontari nella struttura orionina di Bergamo da circa 5 anni.

Sarà un’occasione per ringraziare, una volta in più, tutte quelle meravigliose persone che quotidianamente tengono compagnia agli ospiti e collaborano nell’organizzazione delle attività.

Clicca QUI per il programma

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A tutti gli amici che in qualche modo seguono e hanno preso a cuore la storia di Vasylyna (pubblicata QUI) vi diamo suoi aggiornamenti (qui i vari aggiornamenti fino ad ora: uno, due, tre) tramite le parole di Don Moreno Cattelan:

 

Cari amici e sostenitori.
Eccovi l’ultimo comunicato inerente le condizioni attuali di Vasylyna, la giovane mamma (29 anni) della nostra parrocchia/oratorio affetta da tumore osseo.
 
La recente cura con il costoso “Blinatumomab “(un nuovo anticorpo contro le cellule tumorali) sembra dare dei piccoli segnali positivi.  La diminuzione delle stesse è il segnale che c’è ancora una possibilità di recupero. Bisogna però terminare il trattamento (ancora 4 fiale) per poi procedere al trapianto del midollo (donatrice sarà la sorella Natalija).
Il problema è la mancanza di fondi per l’acquisto delle ultime quattro fiale e poi del successivo trapianto (degenza e trattamento nella clinica di Cracovia dov’è ricoverata dalla scorsa estate). Il “gruppo di sostegno” (non solo economico ma soprattutto psicologico) di amici, vicini di case e famiglie continua tutti i giorni a lanciare appelli su appelli. Vengono fatte delle raccolte e vendite apposite tutte le settimane (grazie anche ad un servizio sul caso trasmesso dalla televisione nazionale) ma quanto donato o raccolto è comunque ancora insufficiente per l’ingente somma della spesa da affrontare.
Vedo però che il gruppo è molto affiatato e determinato.  Riusciranno sicuramente nell’impresa anche se appare titanica!  
Lo stato attuale di Vasylyna rimane comunque instabile. E’ molto esausta, indebolita, ha dolori…
I medici sono ottimisti visto che il trattamento ha dato finora un risultato positivo.
Ma soprattutto lei crede nel suo recupero.
Vuole tornare a L’viv quanto prima per abbracciare i suoi due figli (Solomjia e Matvi) che l’aspettano a casa, sa che c’è molta gente che la sta aiutando.
E’ stato già percorso un lungo tratto di strada.  Non ci si può fermare ora.
L’appello che viene lanciato quotidianamente è la richiesta di un sostegno economico e la preghiera comunitaria alle 9,00 della mattina e alle 21,00 della sera.

Grazie per il vostro sostegno, a tutto campo. Ogni bene.
Don Moreno

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Primo appuntamento dell'anno del corso di formazione volontari al Centro Don Orione di Chirignago.
La proposta della serata era “Percorsi di vita...e di fede: ritorno alla Chiesa attraverso l'Opera di carità”.
Una serata pensata per rendere protagonisti i volontari, perché potessero testimoniare la loro personale esperienza di vita nel servizio.
Ad accogliere i numerosi partecipanti (almeno una quarantina) una sala allestita come un salottino, con un bel tappeto e due poltroncine rivolte verso il pubblico, per ricreare un ambiente in cui ci si potesse sentire “a casa” e raccontarsi con serenità. Non è facile, infatti, parlare di sé, dei propri errori, di momenti difficili o dolorosi del proprio passato. Ma è importante farlo, perché la testimonianza di vita reale, l'esempio concreto di persone vicine a noi, è un messaggio che arriva dritto ai cuori e lascia il segno. Storie molto diverse tra loro, ma con un punto fondamentale in comune; ad un certo punto è avvenuto l'incontro con Gesù e qualcosa è cambiato. Le vie del Signore sono infinite; viene a bussare alla porta del nostro cuore e lo fa nei modi più diversi e inaspettati, lasciando a noi la possibilità di scegliere. E così a volte ci mettiamo tanto tempo ad aprire il cuore, ma quando lo facciamo tutto cambia; il nostro sguardo si sposta da noi stessi per rivolgersi agli altri, cambiano le priorità, si scopre che la vera felicità viene dal rendere felici gli altri e si entra nel meraviglioso mondo del volontariato. Servizio che fa crescere e dà gioia sia a chi lo dà che a chi lo riceve.
Tutto questo l'Equipe “Cura del volontariato” del Centro Don Orione di Chirignago lo sa bene, per questo organizza gli incontri con estrema cura, amore, dedizione e precisione. Tutto è pensato e curato nei minimi dettagli, perché qui il volontario è considerato un valore. Molto importante anche la presenza di alcuni educatori ed operatori. Martina, educatrice, al termine della serata ha ringraziato tutti con queste parole “Grazie per aver invitato noi operatori, perché per noi i volontari erano solo delle persone di passaggio, non sapevamo nulla di questo mondo; ora che li conosciamo meglio, li guardiamo con occhi diversi”
Ad intervallare le testimonianze e dare il tempo ad ognuno di assimilarle e meditarle, le dolci note e le splendide voci di Elisa, Elisa e Laura, la parte femminile della band “Once in a Blue Moon”. Dopo aver già suonato un paio di volte per il Centro nel corso del 2015, sono ormai affezionate e si sono subito rese disponibili per questa serata dandole un apporto fondamentale. Le loro melodie hanno accompagnato e coccolato i volontari, contribuendo a creare un clima di raccoglimento e armonia.
A rompere il ghiaccio, dopo la recita dei Vespri guidata da don Nello, è stato Giuseppe, da anni volontario presso il Centro, che ha raccontato del suo passato di contestazione e di come abbia incontrato Gesù proprio grazie alla figura di San Luigi Orione, assistendo allo spettacolo “C'è posto per tutti”. Da quella sera qualcosa è scattato in lui, ha cominciato a farsi tante domande, a mettere in discussione le sue certezze e le sue scelte, ed ha intrapreso un cammino che lo ha riavvicinato alla Chiesa e al servizio.
E' stato poi il turno di Massimiliano, operatore e volontario in una struttura del Friuli, che con la moglie si fa ogni volta un bel viaggio per partecipare a questi incontri di formazione. La sua infanzia è stata segnata da un brutto incidente occorso nel lavoro a suo padre, vigile del fuoco, le cui conseguenze hanno sconvolto la vita di tutta la famiglia e hanno fatto scattare in lui una forte rabbia contro Dio; come aveva potuto permettere questo?
Per lui il riavvicinamento è avvenuto grazie all'incontro con un ragazzo di grande fede che, non tanto con le parole quanto con l'esempio di vita, col suo sguardo luminoso e sincero, con la gioia che emanava, ha abbattuto le sue difese e lo ha accompagnato nella scoperta del volontariato. Una via che ora intraprende con gioia e convinzione, insieme a sua moglie, impegnati in tante attività che spaziano dai disabili, agli anziani, agli ospedali.
In due si è più forti, ci si aiuta reciprocamente a rimanere sul cammino giusto ed affrontare le difficoltà, che sono tante. Sì, perché più si lavora per Gesù e più il demonio cerca di metterci lo zampino.
L'ultimo intervento è stato di un'altra coppia, Andrea e Barbara, volontari a Chirignago da diversi anni. Andrea aveva avuto una formazione religiosa da cui si era allontanato nell'adolescenza, Barbara era cresciuta in un ambiente ateo. Ad un certo punto entrambi hanno sentito un vuoto di significato nella loro vita, la mancanza di qualcosa che desse significato all'esistenza. Ma spesso non è facile capire “cosa” manca e così si spazia tra mille interessi, alla ricerca di qualcosa che possa dare la vera felicità, quella che ti fa danzare il cuore, ma non la trovavano nelle cose del mondo. Ad un certo punto anche per loro, per vie diverse, è arrivato il momento dell'incontro con Gesù, in cui hanno deciso di aprire il cuore ed iniziare un percorso di spiritualità e volontariato. Ed è proprio in quel momento che si sono conosciuti ed hanno intrapreso un percorso insieme di crescita nella fede e nel servizio, di affidamento totale a Gesù, che li ha portati a vivere una lunga esperienza missionaria all'estero ed essere coinvolti in moltissime attività di volontariato, tra cui quella nel Centro di Chirignago, ed è proprio qui, nel parco secolare, in una splendida giornata di settembre 2013, che si sono sposati. Da quando hanno fatto la scelta di una vita semplice ed essenziale, impegnata nel volontariato a 360°, il Signore ha continuato ad aprire loro nuove porte ed opportunità, così ora la loro vita è povera di “cose”, ma ricca di emozioni ed amore.
Il pubblico si è fatto coinvolgere e trasportare dalle testimonianze, così quando è stata proposto a tutti di riflettere su cosa muoveva Don Orione a donarsi agli altri e su cosa è cambiato nella propria vita dall'incontro col Signore, molti hanno voluto esprimere ciò che sentivano nel cuore, e tutti hanno attaccato il loro messaggio sul cartellone con raffigurata la stella cometa, simbolo di ciò che guida all'incontro con Gesù.
Una serata intensa e coinvolgente, che è servita a confrontarsi, a unire e motivare.
Fraternità che si è sentita poi anche nella condivisione della cena, una lunga e animata tavolata, in cui continuavano le risonanze su quanto appena vissuto.
Ed ora si attende il prossimo appuntamento… sarà un'altra serata da non perdere!

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Dal 5 al 9 gennaio il Consigliere provinciale addetto all’area “Missioni”, (Ucraina, Romania, Albania e Madagascar) don Felice Bruno, ha fatto visita alla comunità di L’viv.
A dire il vero il suo è stato un “ritorno” in Ucraina, da momento che faceva parte, con Don Egidio Montanari e don Czeslaw Jojko, della prima delegazione giunta a L’viv il 16 ottobre di 15 anni fa con l’intento di dare avvio ad una nuova missione nell’Europa dell’est.
Per varie ragioni, dopo qualche anno di presenza, don Felice è dovuto rientrare in Italia non avendo più avuto modo di ritornarci. Giustamente, come ha sottolineato il Parroco don Juriy
Blazyjevs’kij nel presentarlo ai fedeli della parrocchia, la sua visita è stata una verifica per “vedere come il seme gettato 15 anni fa era cresciuto e si fosse sviluppato”.
La realtà presente ai suoi occhi (parrocchia, oratorio, centro diurno e residenziale per disabili, caritas, seminario) è stata la conferma che la “fatica” dei primi anni, ricordata e rivissuta nei dialoghi personali e comunitari, non è stata vana.
Possedendo ancora, pur a distanza di anni, una buona padronanza della lingua ucraina, don Felice ha potuto parlare con le persone, con i giovani in oratorio, con gli amici disabili e soprattutto “cantare” alcune parti della Divina Liturgia. I giorni della sua permanenza sono infatti coincisi con le varie celebrazioni del Santo Natale in Rito orientale. Ha avuto anche modo di incontrare alcune persone, soprattutto amici conosciuti  nei primi tempi della missione quando si dedicava all’apostolato nell’orfanotrofio in qualità di insegnate di lingua italiana.
Nel congedarsi don Felice ha voluto sottolineare  la sua meraviglia per quanto è stato realizzato, ammirando non solo la bellezza del complesso abitativo, ma soprattutto la vicinanza con la popolazione del quartiere.

Non essendo stati presenti i 7 candidati, seminaristi, che erano in famiglia per le vacanze natalizie, don Felice si è riproposto di tornare nella primavera prossima per un incontro specifico con loro.
E’ stato stabilito anche un calendario per quanti, giovani o no, volessero fare un’esperienza nella missione: in estate nell’ambito dell’animazione in oratorio, o durante tutto l’anno per un servizio a Casa-Cafarnao, la residenza degli amici disabili.
Dice il proverbio: “Se son rose, fioriranno”. Don Felice ha lasciato L’viv per raggiungere Roma raccogliendo un bel mazzo di rose, variegate, fresche e profumanti di carità e opere di misericordia…nonostante la neve abbondante caduta nei giorni della sua permanenza.

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