"La Chiesa e la società hanno bisogno di anime grandi che amino Dio e il prossimo senza misura."
Don Orione

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Dopo il Cineforum di ieri sera, iniziano oggi i lavori ufficiali del Convegno delle Parrocchie e dei Santuari orionini. Un incontro in cui, oltre all'italiano, si parleranno molte lingue, albanese, rumeno e ucraino, e soprattutto la lingua universale del Vangelo.

Proprio mentre Papa Francesco celebra con i giovani del mondo la XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù, anche le realtà pastorali orionine parlano dei giovani, alla luce del recente Sinodo. Il tema del Convegno infatti è "Sinodo: i giovani, da destinatari a protagonisti nella Chiesa!".

Il primo momento è dedicato all'ascolto di un protagonista dei lavori sinodali, Padre Salvatore Currò, C.S.I., Professore di Pastorale giovanile presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Salesiana di Roma e membro del Sinodo. A seguire ci sarà uno tempo il Confronto, nell'incontro con Federica Ancona, partecipante al Sinodo e alcuni ragazzi di Nuovi Orizzonti.

Sabato, momento conclusivo del convegno, i partecipanti dialogheranno alla ricerca di una via comune per condividere come rendere più protagonisti i giovani nelle parrocchie, protagonisti perché amati dalla parrocchia: come diceva Don Orione, "i giovani sono sempre di chi li illumina e li ama davvero".

In allegato la locandina del Convegno.

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Il dizionario della lingua italiana definisce foresteria un “insieme di locali destinati a ospitare le persone non residenti”. Al Villaggio della Carità di Camaldoli, da qualche anno a questa parte, un ex reparto per disabili è stato riorganizzato e “trasformato” proprio per questo scopo.

Una palazzina di due piani con giardino e una vista davvero spettacolare su Genova e il suo mare, accoglie tutti i gruppi che vogliono spendere il loro tempo libero stando accanto ai nostri ospiti, o che abbiano semplicemente bisogno di un luogo tranquillo per esperienze di ritiro e meditazione. La Foresteria, che può ospitare fino a una trentina di persone, è dotata di tutte le necessità: camere da letto, bagni, cucina-refettorio attrezzati e salone.

Vivere un’esperienza di Volontariato o di ritiro al Villaggio della Carità di Camaldoli è un’esperienza davvero unica, poiché unica è questa casa orionina abbarbicata sulle alture genovesi, dove la persona bisognosa (in tutte le sue sfaccettature) è sul serio “padrona” e libera di essere veramente sé stessa. Gli incontri che lasciano il segno sono all’ordine del giorno e non ci si deve stupire se, tornando alle proprie case e alla routine quotidiana, ci si possa trovare diversi, un po’ cambiati.

Qui il tempo si ferma e le relazioni tornano ad essere sincere, autentiche se gli si dà il tempo di nascere e crescere. Questa è l’esperienza che viviamo giornalmente noi operatori ma, soprattutto, è quella che viene riscontrata e riportata da tutti i gruppi che, ormai da un paio d’anni, hanno scelto il nostro Villaggio come luogo dove fare Servizio.

Chi finora l‘ha fatta da padrone in questo senso, sono stati gli Scout provenienti non solo da Genova e periferia ma anche da città del nord Italia (Faenza, Milano, Mestre, Lodi, Asti) che con la loro esuberanza e allegria hanno sempre portato una “ventata d’aria fresca”, ma anche tanto tanto “calore”.

 

 

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Il prossimo 11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes, si celebra la XXVII giornata mondiale del malato. Papa Francesco ha scelto un versetto del Vangelo di Matteo, "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Mt 10,8), come traccia di riflessione per questa giornata.

Il dono è la chiave della cura e del prendersi cura per il Santo Padre, che nel messaggio dice:  "i gesti di dono gratuito, come quelli del Buon Samaritano, sono la via più credibile di evangelizzazione. La cura dei malati ha bisogno di professionalità e di tenerezza, di gesti gratuiti, immediati e semplici come la carezza, attraverso i quali si fa sentire all’altro che è “caro”.".

Francesco ha parole di vivo ringraziamento per i volontari, che nel loro donarsi quotidiano sono l'incarnazione del Buon Samaritano: il volontario è un amico, capace di trasformare il malato da soggetto passivo di cure e assistenza a protagonista attivo di una relazione basata sulla reciprocità.

Nel discorso del Pontefice sono citate anche le strutture sanitarie cattoliche, richiamate con forza a valorizzare nel loro operato la dimensione della gratuità, perché essa viene direttamente dal Vangelo, l'autentica lina guida del loro agire. "Le strutture cattoliche sono chiamate ad esprimere il senso del dono, della gratuità e della solidarietà, in risposta alla logica del profitto ad ogni costo, del dare per ottenere, dello sfruttamento che non guarda alle persone"  dice Francesco.

E don Orione aveva ben presente questa gratuità che dilata il cuore, che spinge le azioni e muove le montagne, quando scriveva “Vorrei farmi cibo spirituale per i miei fratelli che hanno fame e sete di verità e di Dio; e vorrei vestire di Dio gli ignudi, dare la luce di Dio ai ciechi e ai bramosi maggiore luce, aprire i cuori alle innumerevoli miserie umane e farmi servo dei servi, distribuendo la mia vita ai più indigenti e derelitti; vorrei diventare lo stolto di Cristo, e vivere e morire nella stoltezza della carità per i miei fratelli!”.

 

Clicca QUI per leggere il messaggio di Papa Francesco.

 

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Mercoledì, 23 Gennaio 2019

Campocroce - 29 anni e non sentirli!

Il 15 gennaio 1990 è nato l’Orione Musical Group. E da 29 anni, ogni anno, il ricordo di quel giorno viene festeggiato e celebrato, così come è accaduto domenica 20 gennaio, con oltre 70 persone riunite per festeggiare presso l’Istituto Marco Soranzo, lì, dove tutto ha avuto inizio.

Un incontro di famiglie nella grande famiglia del Seminario della Vita. Un momento insieme, innanzitutto per ringraziare per le tante occasioni che la Provvidenza ha offerto al gruppo per essere in servizio in quest’ultimo anno: le tante animazioni liturgiche, la testimonianza “Io ci provo!” replicata in 4 occasioni all’Istituto Berna di Mestre, nel giorno della Festa di San Luigi Orione (ARTICOLO), la Cena di solidarietà per le missioni orionine durante la Festa del Radicchio di Martellago, gli incontri di preghiera con don Luca Ingrascì per le vocazioni orionine (ARTICOLO), le occasioni di servizio a Chirignago o a Campocroce, le cene condivise, le riunioni, l’amicizia, i sorrisi, la carità, la famiglia, i canti, il servizio.

Ed il modo migliore e più adeguato per ringraziare non poteva che essere con la celebrazione della Santa Messa. Quasi ogni momento di festa del gruppo inizia con la Santa Messa, in questa occasione celebrata da don Stefano Bortolato, direttore dell'Istituto Berna.

La festa di compleanno dell’Orione Musical Group è caduta nella domenica in cui il Vangelo ci porta a Cana di Galilea; e qui, l’occhio attento di Maria, richiama l’attenzione sul fatto che sta venendo meno il vino. E quando sta per mancare il “vino” nella vita cosa bisogna fare? Seguire il consiglio di Maria: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2, 15). Mettersi in ascolto e fidarsi di Lui. La fede è dire sì, io ci provo… faccio la mia parte, metto la mia “acqua”, sapendo che può diventare “vino buono”, se mi affido a Gesù.

Durante la celebrazione sono stati ricordati poi in più occasioni: Marilisa, Fabio, Claudio ed Angela (ARTICOLO), ora Angeli che dal Paradiso, sorridono agli amici dell’OMG e di sicuro, in maniera diversa, sono stati presenti ed hanno partecipato alla bella festa. Questi nostri amici sono stati ricordati in modo particolare al termine dell’Eucarestia, con il canto “Angelo di Dio” intonato prima da alcuni bambini del gruppo e poi da tutti i presenti. Ognuno cantava pensando agli angeli custodi di tutti, ma soprattutto a questi quattro speciali ed unici che sono stati parte viva dell’Orione Musical Group.

Al termine della Santa Messa sono stati letti gli auguri di don Moreno Cattelan, fondatore del gruppo, che dal 2004 si trova in Ucraina, nella missione orionina di Leopoli. Nonostante gli oltre mille km di distanza, don Moreno è sempre vicino all’Orione Musical Group e quando non può esserlo fisicamente, lo è sempre con il pensiero e con il cuore. Queste alcune delle parole del suo augurio:
 “Ci attende sempre una nuova sfida. Un rinnovamento. Un ritrovare motivi e passione.
Nuovi amici dove… c’è posto per tutti nella legge dell’Amor.
E’ questo il mio augurio a tutti e a ciascuno.
Nel nome della Divina Provvidenza si cammina e si costruisce.
Un abbraccio per dirvi semplicemente un immenso grazie!
Un abbraccio per confermarvi tutta la mia stima e gratitudine.
Un abbraccio per contagiarvi ancora e lanciarvi nel futuro che ci attende.
Tra un ricordo, un progetto, una nuova idea, una carezza ed una certezza:
Siate sempre e ovunque protagonisti dei vostri sogni!”.

La festa è continuata nella sala da pranzo dell’Istituto Soranzo, dal 2009 sede del Seminario della Vita, nel quale sono accolte famiglie in difficoltà spesso con bambini piccoli. Gran parte di loro sono state presenti al bel momento conviviale. A festeggiare con gli amici dell’Orione Musical Group c’erano anche alcuni ospiti del Centro don Orione di Chirignago.

La giornata è stata vissuta da tutti, adulti e bambini, con grande gioia. Gioia che l’Orione Musical Group prova a mettere da 29 anni nel testimoniare il messaggio di San Luigi Orione, accogliendo questo suo invito "Noi dobbiamo irradiare la gioia, la letizia di Dio, la felicità di Dio: far sentire che servire e amare Dio è vita, è calore, è ardore, è vivere sempre allegramente, - e che solo i servi di Dio sentono la pace gioiosa e il bene e la gioia santa della vita" (S. Luigi Orione, Scritti 21, 179, lettera del 9 novembre 1934).

 

 

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Il Centro Medico Sociale Don Orione di Savignano Irpino ha aderito in modo orginale alla campagna natalizia della Fondazione Don Orione, a sostegno della PAOFI Don Orione Foundation di Lucena nelle Filippine, una missione che sostiene 350 bambini con progammi di sotegno alimentare e scolastico.

Nell'anno in cui la casa irpina ha festeggiato il cinquantesimo di apertura, si è voluto ricordare questa lunga storia di carità realizzando un calendario che accompagnerà tutto il 2019 e che può portare un po' di aiuto in una terra bisognosa; questo perché "il tempo, per un cristiano, non si misura solo nei giorni o nelle ore, ma nella musira in cui ci si fa dono agli altri", dice il direttore del Centro Fabrizio Lanciotti nel testo introduttivo.

Il Calendario presenta per ogni mese l'immagine di un'opera del pittore Antonio Boatto (1936-2015), artista geniale ed allievo di Don Orione, che ha realizzato numerosi lavori proprio nelle chiese orionine di Marghera, Milano, Avezzano e Foggia e nel Santuario della Madonna della Guardia di Tortona. Le immagini accompagnano il tema scelto per il calendario, un versetto del Vangelo di Matteo: "ero forestiero".

Per ogni mese, sono presentati alcuni testi: una frase della Bibbia, che racconta la lunga storia d'amore tra Dio e l'umanità; la parola del Papa, da Palo VI a Francesco, che richiama l'urgenza di una Chiesa aperta e accogliente; un pensiero di Don Orione, l'apostolo della carità, che ci rinnova il suo appello ad avere un cuore grande e generoso.

A questa opera hanno collaborato oltre al Direttore del Centro, l'ingegner Mario Vernacchia per il progetto grafico e Don Achille Morabito per la selezione dei testi.

Per informazioni sul calendario è possibile scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

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Nella missione orionina a L'viv, Leopoli, in Ucraina, sono iniziati dal mese di settembre 2018 i lavori per la costruzione della nuova chiesa dedicata alla Divina Provvidenza.

Dice Don Moreno Cattelan, missionario: "In molti vi sarete sicuramente chiesti: "Ma quanto viene a costare la nuova chiesa?". Domanda lecita e pertinente. Lasciamo, per ora, la risposta alla vostra fantasia o capacità professionale di calcolo... Da quando siamo arrivati qui a L'viv (2001) ci siamo sempre fidati della Divina Provvidenza. A Lei abbiamo affidato anche questa nuova e costosa impresa.

Uno dei nostri intenti e far in modo che questa costruzione interessi non solo i nostri parrocchiani (primi beneficiari) ma l'intera città e quanti sono a noi vicini. Da qualche settimana istituito un "gruppo a servizio della costruzione della nuova chiesa" per INFORMARE, AGIRE E REPERIRE FONDI. Dal gruppo è nata l'idea di fare qualcosa durante le festività natalizie.

E infatti il giorno di Natale un gruppo di 20 persone, compresi quattro dei nostri amici di casa Cafarnao (Edik, Yura, Roman e Nazar) ha percorso le vie del centro città cantando le "Koliadke" (i canti natalizi ucraini tradizionali).
Con dei vistosi cartelli scritti in lingua ucraina, polacca e inglese ricordavano che le offerte raccolte erano devolute per la costruzione della nuova chiesa. La cosa si è ripetuta il giorno seguente con un gruppo più ridotto che ha visitato alcune famiglie, parenti e amici della nostra parrocchia. Anche il gruppo degli animatori ha raccolto l'appello e il giorno 9 gennaio ha visitato una 20tina di famiglie residenti tra la via Linkolna e Selianska. Alla fine sono state raccolte più di 20.000 grivnie (pari a circa 650 euro)."

Tra gli eventi previsti, presso il "Centro per la storia dell'urbanistica dell'Europa centro-orientale" venerdì 25 gennaio sarà presentato il libro a cura di don Egidio Montanari dal titolo "L'architettura di Mario Botta a L'viv. Apriori, L'viv-Kyev". All'evento parteciperà l'Ambasciatore italiano in Ucraina Davide La Cecilia.

"Con questo progetto è come se tornasse un nuovo Paolo Romano, per dare ancora una volta un nuovo criterio di qualità e iscrivere la città non solo nell'elenco delle più belle città storiche, ma anche fra quelle più rinomate per l'architettura moderna", ha detto Jlian Chaplins'kyi, architetto capo della città di L'viv.

Chi desidera aiutare i missionari orionini e la loro comunità a costruire la nuova chiesa può utilizzare le modalità indicate QUI.

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La Parrocchia orionina di Ognissanti di Roma, nel popolare quartiere Appio Latino, ha partecipato ad un progetto di recupero delle eccedenze alimentari, coordinato da Fondazione Banco Alimentare.

Il progetto "Harvest" realizzato da KFC - Kentucky Fried Chicken - per recuperare e donare le eccedenze alimentari dei suoi ristorantiè al suo primo anno di attuazione in Italia ed ha distribuito oltre 5.300 pasti. Con "Harvest" KFC è stata la prima azienda della ristorazione veloce in Italia a intraprendere un'iniziativa di recupero e donazione delle eccedenze alimentari, un impegno reso possibile grazieal percorso indicato dalla legge Gadda 166 del 2016, e realizzato in collaborazione con le strutture di volontariato attive sui diversi territori coinvolte da Fondazione Banco Alimentare.

L'iniziativa è partita con i ristoranti KFC di Arese e Milano Bicocca, a cui si sono poi aggiunti altri in Lombardia, uno a Pompei e due a Roma, nei Centri Commerciali Happio ed Aura. Tra le organizzazioni destinatarie c'è anche la Parrocchia Ognissanti di via Appia Nuova a Roma.

Don Walter Groppello, parroco della Parrocchia di Ognissanti in via Appia Nuova,ha commentato l'iniziativa: "Ringraziamo il Banco Alimentare per l'opportunità data alla Parrocchia di Ognissanti di entrare a far parte del programma Siticibo. I prodotti alimentari ritirarti settimanalmente dal ristorante KFC situato nel Centro Commerciale Happio e distribuiti nei giorni di mercoledì e venerdì alle persone indigenti che gravitano nei pressi delle stazioni ferroviarie di Tuscolana e Ostiense, sono stati molto graditi oltre che per l'ottima qualità anche per il fatto che trattandosi di pollo possono essere consumati indifferentemente da tutti".

Le attività

"È per noi un onore e un privilegio collaborare con KFC, un'azienda leader nel settore della ristorazione veloce - commenta Giuliano Visconti, presidente del Banco Alimentare del Lazio Onlus - nella comune lotta alla riduzione degli sprechi alimentari. Grazie al loro supporto sarà possibile portare avanti la nostra missione di recuperare cibo per poi redistribuirlo ai più bisognosi: un atto davvero di grande altruismo e sensibilità da parte di KFC verso i più poveri e verso l'ambiente".

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Il 28 dicembre ricorreva l'anniversario del terremoto che nel 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria e che vide tra i protagonisti dei soccorsi e della ricostruzione Don Orione.

Anche per ricordare questo evento, lo scorso 9 Gennaio si è svolto a Reggio Calabria il Convegno Sicurezza, Emergenza e Persone con Esigenze Speciali, un momento di confronto tra istituzioni e associazioni di categoria organizzato dall’Associazione Nazionale di Protezione Civile Don Orione, per discutere sugli interventi necessari per garantire la sicurezza  e assicurare la prevenzione del rischio per le persone con disabilità.

A fare gli onori di casa Don Graziano Bonfitto Direttore e Parroco dell’Opera Antoniana delle Calabrie:  nel suo intervento ha affermato che il grado di una civiltà si misura dal tipo di accoglienza che si ha nei confronti delle persone disabili, persone speciali con esigenze speciali, quindi dalla capacità di mettersi accanto a loro e prendersene cura. "Purtroppo facciamo ancora fatica a parlare di accoglienza e di inclusione perché abbiamo paura dell’altro, di misurarci con la diversità, mentre l’altro è una ricchezza per ciascuno di noi", ha detto don Graziano.

Il Progetto è partito da qualche mese  - ha evidenziato Tiziana D’Agostino presidente dell’Associazione Nazionale di protezione Civile Don Orione- e prevede un percorso formativo ed un programma di attività, di socializzazione prima e di formazione dopo,  attraverso  l’attivazione di laboratori pomeridiani. Il progetto è mirato all’inclusione dei ragazzi con disabilità,  sarà attuato mediante  percorsi individualizzati in relazione alle esigenze e alle capacità dei ragazzi, con lo scopo di  sviluppare le loro  potenzialità  e  l’autonomia, sottolineando le loro  “diverse abilità”, intese come capacità di riconoscere ed esprimere al meglio le proprie risorse in relazione a quelle che sono le procedure in caso di emergenza, i concetti di auto protezione e autosoccorso e le capacità di attivarsi per capire e affrontare i problemi.

L’incontro all’auditorium Don Orione è stato moderato da Alessia Luccisano ed ha visto la partecipazione delle Autorità cittadine.
Dopo i saluti S.E. il Prefetto Michele Di Bari ha ringraziato la famiglia Orionina per l’organizzazione del Convegno evidenziandone la pregnanza. “Credo che l’attualità di queste situazioni ci dia anche certezza di ciò che noi dobbiamo fare tutti i giorni, e quando un convegno si incarica di trasferire come bagaglio di conoscenze ai cittadini ciò che bisogna fare, prendendo spunto anche da questa particolare vicinanza che la Comunità Orionina ha in materia di Protezione Civile, io credo che le istituzioni ne possano gioire, ne possano trarre giovamento. La protezione civile non è mai avulsa dal fattore culturale, è certamente attività tecnica ma il sostegno di questa attività tecnica  non può che essere un percorso culturale che deve animare tutti, perché la cultura complessiva della Protezione Civile si fa giorno dopo giorno, anche attraverso le esercitazioni che spesso mancano. Se io devo fare una proposta, è che la comunità orionina possa anche attraverso questo convegno procedere e promuovere una esercitazione capace di scuotere, perché le esercitazioni scuotono e hanno anche la possibilità di animare, contagiare, di fare cultura. Che sia questo l’auspicio migliore perché l’Associazione Orionina possa procedere in  questa iniziativa.”

Incisivo anche l’intervento del Sindaco Giuseppe Falcomatà: “Abbiamo stanziato con i Patti per il Sud una somma di 150 mila euro per la realizzazione del nuovo piano di protezione civile che la città non aveva. Sono state già concluse le procedure di individuazione del progettista e siamo in tempo per accogliere i suggerimenti e recepire la normativa del 2015 della Regine Calabria  rispetto al sistema di garanzie  nella prevenzione delle situazioni di rischio per le categorie svantaggiate.”  
La Regione, con delibera di giunta 135/2015 e l’allegato protocollo, ha posto le basi per l’attuazione dell’Art. 11 della Convenzione Onu del 2006. “Tra il 2013 e il 2014 è stato attivato un tavolo tecnico tra la protezione civile regionale e la Consulta delle associazioni in rappresentanza della disabilità – ha dichiarato l’Architetto Alessandro Rugolo, del Dipartimento Regionale di Protezione Civile - e adesso siamo in fase di riorganizzazione delle nuove linee guida.”

Un progetto che mira anche a dare sostegno alle associazioni  che da anni si occupano dei disabili: "Mi piacerebbe – ha evidenziato Mirella Gangeri, presidente AGEDI che tutti conoscessero la disabilità soprattutto chi su questa deve intervenire in momenti particolari."

Ovviamente nella fase di programmazione delle emergenze per persone disabili è indispensabile coinvolgere le famiglie, ed ancor più produttivo sarebbe, come anticipato in precedenza,  predisporre una formazione specifica ed individuare  un gruppo di “volontari dedicati” che durante il percorso formativo abbia avuto conoscenza direttadelle persone disabili che andranno a soccorrere. Concetti ribaditi anche da Carmelo Ollio Presidente dell’Ente Nazionale Sordi Sezione Provinciale di Reggio Calabria.

All’iniziativa erano presenti il Dott. Giuseppe Costa – Commissario Capo  della Polizia di Stato – Portavoce del Questore di Reggio Calabria  il quale ha manifestato la disponibilità della Questura di Reggio Calabria a proseguire   in questo percorso avviato dall’Associazione Nazionale di protezione Civile Don Orione ,  per garantire la sicurezza di tutti i cittadini ma con una particolare attenzione nei confronti delle persone  con disabilità. 

Importante il contributo dell’Architetto Antonino Costantino del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria il quale ha evidenziato dal punto di vista del soccorritore, la necessità di una specifica formazione del personale deputato ad intervenire, sottolineando appunto la necessità di un approccio diverso in relazione alla singola persona.

Nell’ambito del convegno è stato proposto  l’avvio di tavoli di lavoro  volti a favorire una collaborazione tra Istituzioni  Associazioni di categoria,  sulle specifiche esigenze per giungere all’obiettivo  della predisposizione ed attuazione di strumenti di prevenzione e di intervento  atti ad eliminare le barriere architettoniche, comunicative e culturali, a partire dalla  predisposizione della mappa sinottica delle disabilità, ausilio indispensabile agli operatori impegnati nelle emergenze per poter garantire un soccorso tempestivo efficace e qualificato, con il coinvolgimento di personale specializzato sulle disabilità sia del servizio sanitario nazionale, sia delle associazioni di volontariato specializzati nel settore.

 

 

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Lunedì, 14 Gennaio 2019

Genova - Tai Chi per tutti

A metà dicembre scorso, il gruppo di sportivi  che pratica il Tai Chi al Villaggio della Carità di Genova Camaldoli, con la scusa dello scambio di Auguri, ha invitato altri praticanti della disciplina provenienti da altre palestre cittadine, per effettuare un allenamento tutti assieme, e, con il Natale alle porte, per festeggiare con un aperitivo “zeneise”, ossia focaccia e vino bianco, chiacchiere e risate, oltre a ricevere dei ben meritati complimenti per il livello ormai raggiunto nella pratica di questa antica disciplina, che porta salute e benessere.

Un ulteriore motivo per festeggiare è l’ampliamento del gruppo di sportivi che da quest’anno praticheranno il Tai Chi, con una formula che permette a persone con ridotta mobilità di approcciarsi a questa disciplina. Così, anche i “novizi” hanno avuto l'occasione di partecipare a questo momento, e toccare con mano un altro degli aspetti positivi della pratica di attività sportive.

Ecco le impressioni degli ospiti di Camaldoli che hanno partecipato alla festa:

Luigi: “Il Maestro ci ha fatto gli Auguri, e c'erano anche atleti praticanti in altre palestre, con cui ci siamo scambiati gli Auguri e un buon bicchiere di vino bianco, o aranciata, e dell'ottima focaccia genovese!”
Gianni: “Bello il tigi (Tai Chi in giannese), buona la focaccia!”
Maurizio: “Bella festa, c'era un sacco di gente!”
Antonio N. “Il Maestro ha detto che sono il più bravo di tutti!!!”

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Mercoledì, 09 Gennaio 2019

Roma - La Befana arriva dall'alto

Nel giorno dell’Epifania, domenica 6 gennaio, a Roma presso la parrocchia di Ognissanti è arrivata la Befana.
Con grande stupore di tutti i presenti la Befana si è calata dal campanile della parrocchia per arrivare in mezzo a tutti i bambini nel cortile dell’oratorio. Durante la lenta discesa ha salutato tutti i piccoli spettatori con la testa all’insù lanciando loro caramelle e dolciumi che custodiva nel grande sacco che portava con sé.
Una volta a “terra” l’attesissima Befana ha elargito in quantità dolci, cioccolato e anche un po’ di carbone!  La festa è poi proseguita in oratorio insieme a tutte le famiglie.

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