Genova – In pellegrinaggio a Tortona
Lo scorso 12 giugno, quasi 150 persone della grande famiglia del Piccolo Cottolengo Genovese di Don Orione hanno preso parte a un sentito pellegrinaggio alla Basilica Santuario della Madonna della Guardia di Tortona: ospiti delle diverse Case, collaboratori, volontari e amici si sono uniti in un cammino comune all’insegna della speranza e della carità.
Don Orione fu soprannominato il “Pellegrino Universale” per la sua straordinaria propensione a viaggiare e a fare visita a luoghi sacri, santuari e parrocchie in tutta Italia e all’estero; un instancabile movimento dettato da una fede profonda e dal desiderio di diffondere il Vangelo.
Il Santo nutriva una devozione speciale proprio per la Madonna della Guardia: era il 1907 quando organizzò il suo primo grande pellegrinaggio a Lei dedicato, a cui seguirono innumerevoli altri viaggi memorabili. Nel 1918 espresse il voto solenne di erigere a Tortona un grande Santuario intitolato alla Vergine. L’opera fu completata il 29 agosto 1931 e, nel 1959, sulla torre campanaria di 60 metri fu posta la celebre statua della Madonna dorata, alta ben 14 metri; da quassù, lo sguardo abbraccia l’intera pianura circostante fino all’orizzonte, regalando un panorama mozzafiato.
La diocesi di Tortona è intimamente legata alla figura del Fondatore: nato nella vicina Pontecurone, Don Orione entrò in seminario proprio a Tortona, dove qualche anno dopo inaugurò il suo primo oratorio e, successivamente, il collegio di San Bernardino. Questo legame indissolubile è custodito ancora oggi nel cuore del Santuario, dove riposano le sue spoglie all’interno di una teca di cristallo.
Sulle orme del Santo, un piccolo esercito di fedeli, proveniente dalla Casa del Paverano, dal Villaggio della Carità di Camaldoli, dalla Casa della Castagna e dalla Residenza Famiglia Moresco, si è riunito per pregare, riscoprirsi unito nella fede e condividere una giornata speciale nei luoghi più cari a Don Orione.
Al loro arrivo, la delegazione, guidata dal Direttore del Piccolo Cottolengo Genovese Don Dorino Zordan, è stata accolta da un sole caldo che faceva risplendere la grande statua dorata sulla cima del Santuario.
Successivamente, Don Dorino ha presieduto la Santa Messa, animata con grande partecipazione dalla corale della Casa della Castagna. Durante l’omelia, il Direttore ha rievocato la memoria liturgica del beato Francesco Drzewiecki, che proprio a Tortona portò a termine i suoi studi, e ha introdotto la ricorrenza del Sacro Cuore di Gesù. Ha inoltre ricordato un episodio storico del 1930 avvenuto a San Bernardino, nella casa che Don Orione aveva preso in affitto, quando il Fondatore, rivolgendosi alle Piccole Suore Missionarie della Carità, disse: “La vostra Casa è consacrata al Sacro Cuore. Il Sacro Cuore apparve in questa Casa, su quell’arco che c’è nell’entrata…”.
Il pranzo, condiviso in un clima di semplicità e allegria nel Salone del vicino Centro Mater Dei, ha coronato una giornata vissuta nel più puro spirito di comunione orionina. Prima del rientro a Genova, i partecipanti hanno potuto salire sulla torre del Santuario per ammirare la vista e, infine, scendere nella cripta per sostare in preghiera presso la prima tomba del Santo.
Come ogni pellegrinaggio della famiglia orionina, la tappa alla Guardia di Tortona è stata un’esperienza capace di unire generazioni, storie e vocazioni differenti sotto il segno dell’amore concreto. Una giornata che ha rafforzato i legami fraterni, rinnovato la fede e reso tangibile, ancora una volta, quella carità operosa che Don Orione ha seminato nella Chiesa e nel mondo.
Foto: Danilo Lo Re









