Rapporto Caritas 2026: dietro ogni numero, c’è una persona
Il Report Statistico Nazionale 2026 di Caritas Italiana fotografa un Paese in cui la povertà ha smesso di essere un fenomeno temporaneo ed emergenziale, trasformandosi in una condizione strutturale. Sotto la pressione di inflazione, erosione del potere d’acquisto e tensioni geopolitiche, quasi un residente su dieci in Italia vive oggi in povertà assoluta (circa 5,7 milioni di persone).
I dati emersi delineano i contorni di un disagio sociale sempre più profondo e multidimensionale:
1. Richieste d’aiuto mai così alte
Nel 2025 la rete Caritas ha supportato 282.539 persone, il valore più elevato mai registrato, con una crescita del +1,7% rispetto all’anno precedente e un balzo del +48% in dieci anni. Il Nord Italia registra l’incremento più consistente (+61,8%) e il carico medio più alto per singolo centro d’ascolto.
2. Il boom del “lavoro povero” e la cronicità
Avere un impiego non basta più per stare al sicuro: il 24% di chi si rivolge alla Caritas è un lavoratore che non riesce a coprire le spese dignitose per vivere (dieci anni fa erano appena il 13,3%). Inoltre, la povertà si fa cronica: oltre un assistito su quattro (28,1%) è nel circuito di aiuto da almeno cinque anni. Le famiglie con figli minori restano il nucleo principale della domanda di supporto (52%).
3. L’emergenza abitativa e l’Isee medio
I problemi economici e di reddito colpiscono il 78,1% degli utenti, con un Isee medio nazionale di 4.974 euro. Subito dopo la mancanza di reddito, la casa rappresenta il fattore di vulnerabilità principale, arrivando a colpire il 34,9% delle persone (tra chi si trova in grave esclusione abitativa o senza tetto e chi non riesce a pagare affitto e bollette).
4. Disuguaglianze sanitarie in aumento
La povertà genera evidenti inequità nella tutela della salute. Il 16,1% degli assistiti manifesta gravi fragilità sanitarie (malattie croniche, disabilità o problemi di salute mentale). In dieci anni, il numero di persone con disabilità supportate da Caritas è letteralmente raddoppiato (+102,6%).
5. Solitudine e “povertà relazionale”
In un’Italia in cui le famiglie unipersonali sono in forte crescita, la solitudine amplifica il disagio. Quasi un utente Caritas su tre (32,9%) vive da solo. Chi è solo è mediamente più anziano, ha redditi più bassi ed è esposto a forme di “povertà multipla” (59,9% dei casi) in cui ai problemi economici si sommano contemporaneamente barriere sanitarie e abitative. Gli over 65 totali assistiti sono passati dal 7,7% a ben il 15,4% in dieci anni.
Per rispondere a questa complessa rete di bisogni, nel 2025 la rete Caritas ha erogato oltre 4,8 milioni di prestazioni (circa 17 per assistito), concentrate principalmente nella distribuzione di beni materiali, alloggi, ascolto e supporto socio-assistenziale.
Don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, nell’introduzione al report scrive: “A parrocchie e diocesi questo Report chiede di lasciarsi provocare dai dati, senza mai dimenticare le voci e i volti che essi rappresentano. Alle istituzioni chiede di non considerare l’ascolto di Caritas come un’appendice emotiva, ma come un osservatorio civile capace di rendere possibili percorsi concreti di riscatto. Alla politica chiede di tornare a essere, nel senso più alto, servizio al bene comune. Al Paese intero chiede di misurare il proprio stato di salute da ciò che accade ai più fragili”.
Scarica QUI il Report statistico della Caritas Italiana
