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Avezzano – Uno strano prete tra le macerie della Marsica

Avezzano – Uno strano prete tra le macerie della Marsica

13 Gennaio 1915 – 13 Gennaio 2026.

Sono passati 111 anni dal terribile terremoto che distrusse interi paesi della Marsica. C’è un’immagine che, a 111 anni di distanza, ci ricorda che anche le tenebre più cupe possono essere squarciate da un raggio di luce: un piccolo prete impolverato, con le mani ferite dal gelo e dalle pietre, che ferma il corteo reale.

Mentre la Marsica sprofondava nel silenzio della morte, San Luigi Orione non aspettò il permesso della storia. Scavò con le proprie braccia per strappare decine di bimbi all’abisso e poi, con la “follia” dei santi, caricò quegli orfani impauriti sulle macchine lussuose del Re Vittorio Emanuele. I sedili di velluto si sporcarono del fango della Marsica, ma diventarono l’unico trono possibile per la speranza.

Quel fango era il simbolo di un ordine capovolto, dove la vita di un orfano valeva più di protocollo. Quel 13 gennaio fra don Orione e la Marsica nacque un patto di sangue e fango che portò il popolo marso alla resilienza e ad una rinascita fiera e potente.

Con questo spirito, nella chiesa attigua all’Istituto Don Orione di Avezzano, dedicata alla Madonna del Suffragio, si è celebrato l’anniversario del terremoto e dell’amicizia tra quello “strano prete”, descritto da Ignazio Silone, e la popolazione di quei luoghi martoriati: non a Don Orione è stato proclamato nel 2019 Patrono dei Volontari della Marsica, un riconoscimento legato al suo carisma di carità e servizio.

Monsignor Giovanni Massaro, Vescovo della Diocesi dei Marsi, ha presieduto la celebrazione nel Santuario della Madonna del Suffragio, alla presenza di enumerosi sacerdoti orionini e diocesani e dei rappresentati delle Associazioni di Protezione Civile e delle istituzioni, tra cui anche il sindaco di Avezzano prof. Gianni Di Pangrazio.

Dopo la celebrazione, nel Teatro Don Orione, Giacomo Proietti in collaborazione con l’Istituto Don Orione, ha presentato lo spettacolo “13 Gennaio 1915 Terremoto”, con brani tratti dalle opere dell’autore e portati in scena dall’autore e da Emma Francesconi.  Lo spettacolo ha ricordato le 30.000 anime che quel giorno “persero la vita e la pace” e ha ripercorso “quei tragici momenti segnati dalla storia e da un fato crudele che lasciò solo pietre”.

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