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Testimoni del presente – È l’amore che dà un buon sapore

Testimoni del presente – È l’amore che dà un buon sapore

Cosa faccio io al Don Orione? Preparo da mangiare per i nonnini del Piccolo Cottolengo di Milano.

Ci sono tanti modi per prendersi cura delle persone ed il mio è questo. Cucinare è la mia professione, è la mia passione.

Faccio questo lavoro da 30 anni, ma fino a dieci anni fa la mia vita era completamente un’altra.

Conoscete Gualtiero Marchesi? Ecco, io ho iniziato lavorando con lui. Avevo fatto l’istituto alberghiero e dopo un breve ed inutile passaggio a giurisprudenza ero subito entrato nel mondo dei grandi chef. Un mondo che ti assorbe, rapisce e… ti può stravolgere.

Alberghi e ristoranti stellati: questo è stato il mio mondo fino a dieci anni fa. Lavoravo … sempre! Non avevo una vita privata. Fino a che ho deciso: Cambio vita!

Era il 2008 quando risposi ad una ricerca per un responsabile cucine per il Don Orione a Milano.

Ricordo la prima sensazione quando entrai al Don Orione: non fu buona, anzi. Diciamo che… non mi piacque per nulla! Mi dissi: ho sbagliato a venire, questo non è il mio posto, vabbè, entro, ringrazio e me ne vado.

Ed invece quel giorno non andò così.

In quel colloquio conobbi Fabrizio Farina, che in pochi minuti mi trasmise i valori del nostro padre fondatore. Ora lo chiamo “nostro padre fondatore”, ma all’epoca sapevo davvero poco di lui, di San Luigi Orione. Uscii confuso da quel colloquio e dopo ce ne furono altri. Volevo capire, volevo conoscere quel mondo così diverso.

In quel periodo mi arrivarono altre 5 offerte di lavoro, ma il mio cuore, ora posso dirlo, si era aperto al Don Orione. Era una spinta forte quella che sentivo, qualcosa di più grande di me. Una scintilla si era accesa, ed è la scintilla che ancora oggi mi permette di superare tutti i problemi quotidiani, che come tutti mi trovo ad affrontare.

Lavorare al Don Orione per me è stato pormi domande nuove, ogni giorno.

La prima fra tutte è stata: Cosa e come deve mangiare una persona fragile?

Io voglio che il cibo sia fonte di benessere fisico e psicologico, ed ognuno ha le sue caratteristiche ed i suoi bisogni. Spesso non ci pensiamo, ma quanto è importante il cibo per noi? Il cibo è il cuore pulsante della nostra vita e quindi anche delle nostre realtà orionine. Il cibo è convivialità, ed il potersi godere un pasto è un tassello fondamentale della felicità, e molto spesso invece, purtroppo, questo aspetto viene ancora sottovalutato

Ma come far mangiare un malato di Alzheimer che si dimentica o non vuole farlo negli orari normali e che predilige solo il rosso? Con il menù rosso da passeggio!  E questo è solo un esempio di come con il cibo facciamo in modo che i nostri nonnini si sentano amati e coccolati.

Un’altra domanda importante di questa mia nuova vita è stata: come trasmettere questa mia filosofia ai miei collaboratori?

Perché se nei ristoranti stellati c’erano persone tutte motivate che avevano scelto quel mestiere, al Don Orione non era esattamente così.

Bene, innanzitutto dato che l’amore dà sempre un buon sapore ho detto a tutti che quando cucinano devono pensare che lo stanno facendo per qualcuno che amano, e che se proprio non riuscivano a pensare a qualcuno, potevano almeno pensare di cucinare per loro stessi.

Ha funzionato? Per molti sì, per altri ancora no, e dico ancora perché ognuno di noi ha i propri tempi.

Sicuramente abbiamo avuto una diminuzione del tasso d’assenteismo, e questo per me conta. Molte persone vengono più volentieri a lavorare e si sentono più coinvolte.

Ma la domanda che mi ha accompagnato in questi dieci anni è stata: chi è San Luigi Orione?  Ho letto e scoperto tante cose di lui e posso dire che informarsi e formarsi fa davvero bene, a tutti, per continuare a migliorare come persone e come professionisti.

Per certo dopo dieci anni posso dire che nel mio lavoro l’ingrediente fondamentale è l’amore. Il cibo si riempie di tutto ciò che noi abbiamo dentro mentre lo cuciniamo. E se dentro abbiamo amore, nel cibo metteremo amore… e come vi ho già detto l’amore dà sempre un buon sapore.

Ma forse ognuno di noi lo può dire del proprio lavoro. Se fatto con amore qualsiasi lavoro cambia, cambia noi, cambia gli altri.

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