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Genova – Scuola, palestra di vita e di inclusione

Genova – Scuola, palestra di vita e di inclusione

Lamin ha terminato il suo primo anno di scuola: la scuola è la sua terza vita.

Lamin ha 27 anni e viene dal Gambia. La sua prima vita inizia in Gambia, da cui parte per raggiungere l’Italia.  Qui inizia a lavorare come elettricista, la seconda vita. Ma cinque anni fa, a causa di un incidente sul lavoro perde l’uso delle gambe e inizia la sua terza vita a Genova, alla Casa del Paverano del Piccolo Cottolengo Genovese.

L’incidengte però non gli fa persere la voglia di guardare al futuro, di diplomarsi e magari trovare un lavoro nel campo dell’informatica.

Superato l’esame della scuola secondaria di primo grado, Lamin si è iscritto all’istituto tecnico Majorana-Giorgi. La scuola gli consente di seguire le lezioni a distanza, ma grazie alla volontà dei suoi compagni per due giorni a settimana, loro, a rotazione, lo raggiungono nel nucleo San Gabriele per seguire le lezioni insieme.

È suonata l’ultima campanella di questo anno scolastico. Un anno fatto di lezioni, verifiche, interrogazioni. Ma anche di appunti copiati, compiti condivisi, ricreazioni interminabili. Un anno di esperienze e di legami costruiti giorno dopo giorno.

Un anno di presenza vicina, nonostante la didattica a distanza. Nonostante la differenza di età. Un anno in cui un gruppo di studenti è diventato un gruppo di compagni, in cui ragazzi e professori hanno saputo trasformare la scuola in qualcosa di più di un programma da seguire.

Promossi, bocciati, rimandati a settembre. Poco importa. Il traguardo più bello di questo anno scolastico vissuto insieme non si può misurare con i voti.  Perché ci sono lezioni che iniziano e si concludono con il suono della campanella. Altre invece no.

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