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Editoriale – Viaggia, non cambiare mai, insisti, persisti e troverai Dio

Editoriale – Viaggia, non cambiare mai, insisti, persisti e troverai Dio

Riceviamo questo elaborato dal giovane Francesco Volpe.

I giovani partono, vanno via e questo non è di certo un peccato. La fuga di cervelli è inevitabile, una doccia fredda, ma necessaria. Prendere il volo non solo ti apre gli occhi, il cuore, ma soprattutto i polmoni, liberando il tuo naso dalle polveri inutili che chiamiamo pregiudizi e che a volte non permettono di sentire il vero profumo delle cose.
Per arrivare a questa conclusione ho dovuto preparare le valigie, caricarmi del peso di nuove responsabilità e voltare pagina. Nuove culture e persone con tante storie da dire, da raccontare, mi hanno fatto visita, mi hanno lasciato qualcosa e mi hanno arricchito. Grazie alla lingua tedesca ho imparato, per esempio, che la neve non solo si vede, ma ha un profumo e si annusa perché per i tedeschi, anche una distesa bianca ha un sapore. E se viaggiando, ho imparato ad annusare qualcosa che prima vedevo soltanto, continuo a ricercare perennemente quello che ancora mi è ignoto, intangibile, la verità, Dio. Che sia la vista, il gusto o l’udito: l’essenza delle cose ora la voglio solo percepire.
Viaggiare, l’adrenalina del decollo, un inizio, non sapere ciò che accadrà, significa percepire la presenza di Dio. Sensazione dopo sensazione ti sentirai a casa, ma non tutto sarà semplice. Se la vostra meta è un posto lontano, completamente diverso da quello in cui siete cresciuti, vi toccherà rimboccarvi le maniche ed essere perennemente concentrati. Fin quando vivrete in Italia, alcune sfide passeranno in secondo piano, ma se e quando deciderete di andare all’estero, mettevi in testa che: “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”.  Dovrete confrontarvi con un nuovo idioma, con modi di pensare completamente diversi dal vostro e giudicare senza la pretesa di essere superiori agli altri. Le vostre abitudini alimentari saranno sostituite e i ritmi delle vostre giornate saranno scanditi da nuove esperienze. Dulcis in fundo cito il tempo: se deciderete di andare a vivere in posti remoti in cui il sole è solo un miraggio, portate con voi della Vitamina D e siate forti.
Viaggiare è come un bambino che scopre di essere al mondo, che vede e tocca le cose senza pensarle o nominarle. La scoperta, però, è a doppio taglio. Come un terremoto, il nuovo scuoterà la mente, la confonderà, ma alla fine le permetterà di rigenerarsi e di creare qualcosa di originale.  Incomberà il rischio di perdere il filo rosso, quello invisibile di cui ognuno di noi necessita per non perdere il cammino della retta via. La preghiera vi salverà. Una luce sempre accesa, anzi, come una medicina, la spiritualità vi aiuterà a giocare con le sfide della vita e a diventare forti. Pian piano, tutto assumerà un nuovo significato e l’impossibile diventerà possibile. Sfrutto le parole di Don Orione, condivise da Monsignor Giovanni D’Ercole sul suo profilo Face book, perché ritengo vago il viaggio di un uomo se si smette di ricercare Dio:
«Ieri mi cadde lo sguardo su queste parole: Dio solo! Il mio sguardo era pieno di stanchezza e la mente ripensava a tante giornate piene di affanno, e sopra il turbinio di tante angosce, mi pareva fosse la voce affabile del mio angelo: Dio solo! anima sconsolata, Dio solo! Su d’una finestra c’era una pianta di ciclamini e più avanti un crocifisso, un caro e venerato crocifisso che mi ricordava anni indimenticabili, e lo sguardo pieno di pianto andò a finire là ai piedi del Signore. E mi pareva che l’anima si rialzasse, e che una voce di conforto scendesse da quel cuore trafitto, e mi invitasse a salire in alto, a confidare a Dio i miei dolori e a pregare. Che silenzio dolce e pieno di pace! E nel silenzio Dio solo! Andavo ripetendo tra me, Dio solo! E mi pareva sentire come un’atmosfera benefica attorno alla mia anima! E allora vidi dietro di me la ragione delle pene presenti: vidi che invece di cercare di piacere a Dio solo era da anni che andavo mendicando la lode degli uomini, ed ero in una continua ricerca di qualcuno che mi potesse vedere, apprezzare, applaudire, e conclusi tra me: bisogna cominciare vita nuova: lavorare cercando Dio solo!» (San Luigi Orione).

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