Novena alla Madonna della Guardia – Quarto giorno
Nella domenica XXI° per annum alle numerose Sante Messa sono stati presenti molti fedeli fin dal mattino.
Alle ore 17 don Flaviu ha sottolineato come nel Vangelo Gesù chiede ai discepoli cosa la gente dica di lui e le risposte si limitano a ripetere le opinioni altrui. “Quando però la domanda si fa diretta («Ma voi, chi dite che io sia?»), cala il silenzio finché Pietro, per rivelazione divina, lo riconosce come il Cristo, diventando la roccia della Chiesa. Questa fede profonda e consapevole è indispensabile per non cadere in una religiosità superficiale basata sul sentito dire. L’esperienza missionaria in Brasile dimostra infatti come l’incertezza e la mancanza di radici portino molti ad allontanarsi. Gesù non è un semplice maestro o un operatore di miracoli tra i tanti, ma l’unico Salvatore che dona la vita eterna. Come dimostra la vita di Don Orione di fronte alle difficoltà, ogni credente è chiamato a essere una pietra viva per edificare la Chiesa. Per farlo occorre evitare risposte automatiche e trovare una propria risposta autentica, lasciando che il silenzio custodisca l’incontro vero con Cristo”. Ad animare questa liturgia la Corale di Isola d’Asti diretta dal M° Grazia Gianotti.
Alla sera alle ore 21 mons. Prastaro nella riflessione ha sottolineato come nel Vangelo Gesù ribalta la prospettiva chiedendo a Pietro chi egli sia per Lui, affidandogli un nuovo nome e la missione di edificare la Chiesa sulla sua confessione di fede. Dio sceglie deliberatamente la debolezza di un uomo imperfetto, una «piccola pietra», per mostrare che è il Signore stesso a reggere la comunità, dove nessuno è inutile e ogni persona ha un ruolo prezioso. “Il Papa garantisce oggi la fedeltà a questa fede autentica, orientando la Chiesa verso il Vangelo anziché verso il potere o il consenso. Non è possibile vivere una fede isolata: nella Chiesa troviamo la Parola, i Sacramenti e la fraternità essenziali per la salvezza. Anche di fronte alla crisi della pratica religiosa contemporanea, la promessa che «le porte degli inferi non prevarranno» offre speranza e invita ad affrontare i cambiamenti come un’opportunità per diventare cristiani più coerenti e radicati in Cristo”.
Presente il vicariato di Arquata – Serravalle Scrivia con il vicario foraneo Don Francesco Larocca. Ad animare la liturgia la corale di Persi diretta dal M° Lucia Moro.









