Novena alla Madonna della Guardia – Terzo giorno
Terzo giorno della Novena alla Madonna della Guardia nella memoria di Maria Vergine Regina e nella giornata dedicata ai malati.
Alle ore 17 don Flaviu ha riflettuto sul Vangelo dell’Annunciazione e sul “sì” di Maria, che ha cambiato la storia dell’umanità. “Dio non agisce da solo, ma sceglie di coinvolgere l’uomo nella storia della salvezza, rispettandone la libertà e facendosi primo passo nel dialogo. L’incontro con l’angelo avviene in un luogo umile e nascosto, riflettendo il cuore di Maria, che non si vanagloria ma riconosce la propria piccolezza ed esalta la grazia di Dio. Questo atteggiamento invita a superare l’orgoglio personale, ricordando che i doni e i successi umani derivano da Dio”. Riportando l’esperienza di missione in Amazzonia, il predicatore ha sottolineato che la vita non è una competizione riservata ai migliori, ma un progetto unico per ciascuno. Ognuno ha una missione e un senso nella vita: accogliere con fiducia la volontà di Dio e lasciarsi guidare dall’esempio di umiltà di Maria porta alla vera felicità.
Alle ore 17.30 presso il cortile del Centro Mater Dei si è celebrata la tradizionale “Messa del Malato”, presieduta da Mons. Marco Daniele, vicario episcopale e assistente spirituale diocesano dell’OFTAL. Presenti gli anziani del Centro Mater Dei, i bambini del Piccolo Cottolengo, le suore della Casa Madre, l’OFTAL e un bel gruppo di fedeli. Nell’omelia don Marco ha proposto due riflessioni centrali sulla figura di Gesù e sul senso profondo della fede. Innanzitutto, di fronte alla domanda di Cristo su cosa pensi la gente di lui, ha invitato a non considerarlo come una figura nostalgica o un’usanza del passato, poiché Gesù rappresenta una novità costante capace di trasformare radicalmente la vita di chi lo accoglie. In secondo luogo, richiamando la celebre citazione di Gabriel García Márquez sull’amore che cambia chi lo vive, il predicatore ha sottolineato che credere non significa accumulare nozioni teoriche o nozionismo catechistico, ma entrare in una relazione autentica. La risposta di Pietro acquista infatti reale valore solo perché poi testimoniata con i gesti concreti e il dono della propria vita nelle scelte di ogni giorno, nelle gioie e nelle sofferenze. In questo percorso di continua riscoperta personale, la Vergine Maria si pone infine come guida ideale, mostrando ai fedeli come l’incontro intimo e quotidiano con il Signore sia in grado di rendere ogni persona nuova.
Alle ore 21, Mons. Prastaro celebrando la messa vespertina nella XXI° domenica per annum, ha apporofondito la domanda centrale che Gesù pone nel vangelo “Chi dite che io sia?”. Questa domanda si trasforma in un interrogativo intimo rivolto a ciascun fedele, assimilabile al desiderio d’amore di chi cerca una relazione profonda e totalizzante. “Gesù non cerca nozioni teoriche o formule da catechismo, ma desidera sapere che posto occupa concretamente nella vita di ognuno. L’incontro autentico con Lui è l’unico capace di liberare l’uomo dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore e dall’isolamento, donando una gioia piena e rinnovata. Sebbene la fede non elimini le difficoltà quotidiane della vita, la presenza di Cristo dona energia e significato, rivelando che solo con Lui è possibile trovare la vera felicità”.
Presenti i vicariati di Varzi e Valli Curone e Grue con don Gino Bava vicario foraneo e don Mario Bianchi insieme ad un gruppo di parrocchiani di Quargnento e Solero che hanno voluto compiere un pellegrinaggio di fede e devozione alla Madonna. Ad animare la liturgia la Corale vicariale della Val Curone e Val Grue, diretta dal M° Silvia Semini.

















