Tortona – San Luigi Orione, fuoco dell’eucarestia e coraggio della fede
Ieri la famiglia carismatica orionina ha vissuto nel Santuario della Madonna della Guardia una giornata di profonda spiritualità in occasione della festa di San Luigi Orione.
Durante tutto l’arco della giornata, numerosi fedeli sono passati presso l’urna del Santo per rivolgergli una preghiera silenziosa e hanno preso parte con devozione alle diverse celebrazioni eucaristiche. Il momento culminante è stato il solenne pontificale delle ore 17.00, presieduto da Mons. Giovanni D’Ercole, Vescovo orionino emerito di Ascoli Piceno, e concelebrato dai confratelli dell’Opera. Alla cerimonia hanno partecipato autorità civili e militari, insieme a una nutrita presenza di popolo. La liturgia è stata solennemente animata dalla Corale del Santuario “San Luigi Orione”, diretta dal M° Enrico Vercesi e accompagnata all’organo dal M° Alberto Do.
Nella sua intensa omelia, Mons. D’Ercole ha legato la figura di Don Orione al mistero dell’Ascensione, spiegando che Gesù non si è allontanato, ma è rimasto invisibile e presente nella Parola e nell’Eucaristia. “Don Orione – ha sottolineato il vescovo – è l’uomo che ha compreso che Gesù è nell’Eucaristia. Lo conosciamo come l’uomo dei poveri, ma è soprattutto l’uomo dell’adorazione”. Ha ricordato con commozione gli anni della sua giovinezza, quando gli raccontavano delle lunghe notti trascorse dal Fondatore in preghiera davanti all’altare: “È diventato un uomo della carità perché passava il tempo con Gesù. Non si può fare la carità se non si passa lungo tempo con Lui. Noi non siamo operatori sociali”. Rivolgendosi poi alle autorità e ai fedeli, in un tempo spesso segnato da lamentele e sguardi rivolti verso il basso, Mons. D’Ercole ha richiamato la vibrante attualità di uno scritto del Santo del 1939, esortando tutti a una fede forte e coraggiosa, capace di difendere la Chiesa e di unire la comunità nei “sacri amori della fede e della patria”. Un invito a non essere cristiani tiepidi, ma a riscoprire il segreto di Don Orione: un cammino guidato dallo Spirito Santo che parla al cuore.
Al termine della celebrazione, i presenti rivolgendo lo sguardo all’urna di Don Orione, hanno recitato la preghiera alla Santissima Trinità, chiedendo grazie e protezione al Santo della carità. La giornata si è conclusa nel segno della fiducia filiale verso la Vergine Maria, ricordando l’esortazione che Don Orione amava ripetere per spronare i suoi figli a camminare con audacia e che risuona come un programma di vita per tutta la comunità: “Ave Maria e avanti! Non saremo preparati alle sfide del nostro tempo se non avremo in noi Gesù Cristo, se in noi non ci sarà un petto affocato d’amor di Dio”.












