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Trebaseleghe – Riflessi di donna

Trebaseleghe – Riflessi di donna

La Casa Don Orione di Trebaseleghe ha voluto celebrare con una suggestiva mostra fotografica le signore che frequentano il Centro Servizi per Anziani, sia in regime residenziale che diurno, ritratte in giovane età. Un atto di cura condivisa, che ha messo al centro la persona, nella sua unicità.

La mostra si intitola dal titolo “Riflessi di Donna – Volti, Storie, Memorie” e ha visto il prezioso contributo dei familiari, che con generosità hanno recuperato fotografie delle proprie madri, mogli, zie, nonne, figlie e sorelle, contribuendo a costruire un ricco patrimonio di ricordi.

“Riflessi di Donna” è un percorso emozionale ed emozionante attraverso volti, sguardi e sogni: ogni fotografia diventa una finestra sul passato e un’occasione per celebrare non solo ciò che queste donne sono oggi, ma anche ciò che sono state e continuano ad essere.  Donne uniche, custodi di memoria e testimoni di epoche preziose.

Le immagini raccontano di momenti di vita, abitudini, esperienze, personalità, valori, legami, occasioni, speranze, ricordi. Custodiscono la storia di chi vi è ritratto, permettendo di avvicinarvisi in punta di piedi e darvi uno sguardo, con curiosità e rispetto.

L’esposizione è stata curata dalla dott.ssa Sara Sabbadin, psicologa della struttura, con l’aiuto della tirocinante Isabella, dell’animatrice Valentina e della collaboratrice Lucia.

A completamento dell’area espositiva sono stati utilizzati anche dei bellissimi fiori di carta realizzati a mano dai giovani del progetto “Ci sto.. a fare fatica” (in collaborazione con il Comune di Trebaseleghe) e delle poesie dedicate alle donne, tra cui “A tutte le donne” di Alda Merini, “In piedi signori davanti a una donna” di William Jean Bertozzo e “Dedicato alle donne” di Madre Teresa di Calcutta.

Per ogni soggetto ritratto è stata inoltre creata una sezione dedicata con una breve descrizione dell’etimologia e del significato del nome, per evidenziare ciò che ognuna di esse rappresenta, nella propria unicità e irripetibilità.

Il giorno dell’inaugurazione le fotografie sono state proiettate sul grande schermo e successivamente è stato proposto un laboratorio di gruppo di narrazione autobiografica, attività che contribuisce a mantenere attive le capacità cognitive, sostenere l’autostima e le competenze sociali.  Non ultimo, la possibilità di poter condividere le immagini e ripercorrere la propria storia con famigliari e conoscenti promuove lo scambio intergenerazionale, arricchendo entrambe le parti e rafforzando il senso di continuità ed appartenenza.

L’iniziativa contribuisce a valorizzare il femminile nella sua dimensione più autentica, sottolineando quanto ogni persona sia portatrice di un vissuto unico e meritevole di essere riconosciuto e condiviso. Al tempo stesso, l’apertura della mostra al territorio rappresenta un importante segnale di dialogo tra la struttura e la comunità, nell’ottica di favorire l’incontro, abbattere le distanze e promuovere una cultura della partecipazione e dell’inclusione, in cui la memoria individuale diventa patrimonio collettivo.

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