Domenica delle Palme – Un ramo di ulivo, segno di rinascita
Con la Domenica delle Palme iniziamo la celebrazione della Settimana Santa.
È la settimana in cui le comunità cristiane rivivono i misteri centrali della redenzione: Passione, morte e risurrezione di Gesù. È la settimana della fede per eccellenza, è il cuore del Vangelo. Gesù di Nazaret, il crocifisso, è risorto. O, per usare le parole di Papa Benedetto, la buona notizia resta sempre la stessa: Cristo è morto ed è risorto per la nostra salvezza
In questa domenica, in tutti e tre i cicli, vengono proclamati due brani del Vangelo: L’ingresso a Gerusalemme: proclamato prima della processione delle palme, il racconto della Passione: proclamato durante la celebrazione eucaristica.
Quest’anno ascolteremo il racconto di Matteo. Egli scrisse per i cristiani di origine giudaica, mostrando come Dio realizzi in Gesù la promessa fatta al suo popolo e come Gesù dia compimento alle Scritture. Mediante i suoi capi, il popolo giudaico ha rifiutato Gesù; ora la promessa passa ad un popolo nuovo, la Chiesa, il popolo dei battezzati.
Questo popolo, a sua volta, deve essere vigilante, poiché anch’esso può rifiutare di seguire Gesù. Questo vale anche per noi cristiani di oggi, quando adottiamo uno stile di vita che non ha nulla a che fare con il Vangelo. Cristiani “corteccia” e non “linfa” (per usare un’immagine del Cardinale Martini). Cristiani presenti a Natale, a Pasqua o ai funerali solo per convenienza sociale. Cristiani che cercano il rametto di ulivo come un gesto scaramantico, dimenticando che gli stessi che hanno gridato “Osanna” tra poco grideranno “Crucifige”.
Porteremo a casa un rametto di ulivo o una piccola palma. L’ulivo è una pianta longeva e resistente, simbolo di eternità, forza e trionfo nell’antichità, ma anche di pace e vita. Nel mondo biblico ci ricorda la rinascita (come la colomba di Noè in Genesi 8:11). Abbiamo cura di questo ramoscello: Non trasformiamolo in una lancia. Ci ricordi la bontà dell’olio, quello che serve per medicare le sofferenze del prossimo. Ci aiuti a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti e alla calunnia.
Solo Matteo riporta l’intervento della moglie di Pilato, che dichiara Gesù “giusto”. Pilato, lavandosene le mani, compie un gesto che ripetiamo anche noi ogni volta che non curiamo la nostra vita cristiana, trovando scuse nel “non ho tempo”. La verità è che spesso Dio è diventato ingombrante o superfluo.
“Dove è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore”, ha detto Gesù. La palma che porteremo a casa ci ricordi chi è veramente il nostro tesoro.
