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Tortona – La Famiglia Carismatica Orionina accoglie Mamma Carolina al Santuario della Madonna della Guardia

Tortona – La Famiglia Carismatica Orionina accoglie Mamma Carolina al Santuario della Madonna della Guardia

La famiglia carismatica orionina si è riunita per offrire un tributo di affetto e di riconoscenza a Carolina Feltri, la mamma di San Luigi Orione. L’occasione è stata la traslazione dei suoi Resti mortali dal cimitero di Tortona al sepolcreto del Santuario.

Padre Tarcisio Vieira, Direttore Generale dell’Opera Don Orione, ha presieduto la celebrazione.

Il momento di preghiera si è sviluppato attorno ad alcuni temi centrali della vita di Carolina Feltri, proposti alla riflessione dei presenti dalla Superiora generale delle PSMC, Madre Alicja Kędziora, insieme alla Responsabile generale dell’Istituto Secolare Orionino Rosita Dore, alla Responsabile generale dell’Istituto Secolare Maria di Nazareth Guardini e alla Coordinatrice generale del Movimento Laicale Orionino Armanda Sano. Le loro parole, intrecciate a momenti di preghiera e raccoglimento, hanno guidato l’assemblea in un percorso di memoria, gratitudine e approfondimento spirituale.

Alcuni momenti della cerimonia hanno coinvolto in modo particolarmente intenso tutti i presenti. Tra questi, ha suscitato grande partecipazione l’invito rivolto a ciascuno a scrivere il nome della propria mamma su un biglietto, e deporlo in una cassetta. Un gesto semplice ma profondamente evocativo, pensato «per affidare tutte le mamme al Signore, perché nessuna sia dimenticata e perché la loro fede, come quella di Carolina, continui a portare frutto nei figli».

Attraverso i vari temi che hanno dato forma alla celebrazione sono stati espressi quegli insegnamenti che nella quotidianità Mamma Carolina ha trasmesso ai suoi figli e che, in particolare, hanno dato direzione alla vita di Don Orione:

Le radici umane della grazia. Un accento speciale è stato posto sul valore delle radici. La santità di Don Orione non è nata dal vuoto, ma ha germogliato nel terreno umile e fecondo di una casa semplice e povera. Carolina Feltri, figlia di braccianti e donna di straordinaria energia, incarna la “radice nascosta” che ha nutrito l’albero della missione orionina. Durante la celebrazione, il simbolo della terra di Pontecurone richiama proprio questo legame indissolubile con il terreno umano, fatto di fatiche e fede quotidiana, dove la grazia di Dio ha trovato accoglienza.

La santità del quotidiano e il “grembiule”. La figura di Carolina emerge dalle fonti come l’icona di una maternità operosa e forte. Don Orione ricordava con commozione i suoi sacrifici: «Quanti sacrifici ha fatto questa donna per noi!». Era una donna che “si alzava alle tre di notte” per lavorare, capace di far trionfare la famiglia in una “povertà onesta e discreta”. Tra i segni scelti per onorarla spicca il grembiule, simbolo di una santità vissuta nella fatica di ogni giorno e intrecciata alla preghiera. Carolina ha insegnato al figlio la rettitudine, lo spirito di sacrificio e il rispetto profondo per i doni di Dio, come il pane, che non andava mai sprecato. Questa educazione non passava solo dalle parole, ma dalla testimonianza di una vita spesa al servizio degli altri, conclusasi serenamente nel 1908 tra gli orfani e i poveri.

Un legame mariano e carismatico. Un’altra caratteristica fondamentale è il profondo legame con la Vergine Maria. È significativo che Carolina si sia sposata con Vittorio Orione l’11 febbraio 1858, proprio mentre a Lourdes appariva l’Immacolata. Fu lei la prima maestra di fede per Luigi, insegnandogli ad amare la Madonna attraverso gesti semplici come il rosario e l’Angelus. Portare Carolina nel Santuario della Guardia significa dunque ricongiungere la madre terrena alla Madre celeste sotto il cui sguardo Don Orione ha costruito la sua opera.

La Comunione dei Santi. La traslazione è infine un atto di fede nella Comunione dei Santi. Come scriveva lo stesso Don Orione, la morte non è che un “sospiro prezioso verso il Padre celeste” che non infrange i legami di bene vissuti in terra. Accogliendo Carolina nel sepolcreto, la Famiglia Orionina non solo onora la memoria storica, ma rinnova il proprio impegno a vivere il carisma della carità e della fiducia nella Provvidenza, di cui Mamma Carolina è stata testimone autentica. L’oleandro, trapiantato di generazione in generazione e portato come segno in processione, simboleggia proprio questa famiglia spirituale che continua a espandersi nel mondo partendo da quelle umili radici.

Attraverso i simboli della rosa (segno di grazia), del grembiule (fatica) e dell’oleandro (simbolo della famiglia che si espande), la figura di Carolina Feltri viene ricordata non solo come madre di un santo, ma come modello di una “santità nascosta” che sostiene e genera il bene nel mondo.

Carolina Feltri ebbe la consolazione di passare gli ultimi due anni vicino al suo figlio e nostro padre Don Orione. Morì al Paterno di Tortona il 17 ottobre 1908.  Vittorio Orione morì nel gennaio 1892; il figlio Luigi entrò in seminario nel 1889; i figlio Alberto si sposò nel 1895 e Benedetto nel 1899. Mamma Carolina rimase sola nella Casa di Pontecurone. La lasciò il 7 febbraio 1907 per andare con Don Luigi a Tortona. Portò con sé una mezza botticella di legno trasformata in vaso, riempita di terra con dentro un oleandro, a lei carissimo, che annaffiava e curava tutti i giorni. Era l’oleandro di famiglia.Secondo la tradizione in uso tra il popolo, quando un figlio si sposava e andava ad abitare altrove, un ramo veniva staccato dall’oleandro di casa e trapiantato.

L’oleandro, simbolo della famiglia Orione, non restò infruttuoso al Paterno: tanti e tanti rami furono trapiantati in tutto il mondo.

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