III Domenica del Tempo Ordinario – La Parola di Cristo abiti tra voi
Nella terza domenica del tempo ordinario, la Chiesa celebra la Domenica della Parola, per riflettere sul dono inestimabile che è la Parola di Dio. Papa Francesco nel 2019 istituì questa festa con il Motu proprio “Aperuit illis”: “aprì loro la mente per capire le scritture” è uno degli ultimi gesti compiuto da Gesù, nel Vangelo di Luca, prima della sua Ascensione.
L’espressione biblica con la quale si intende celebrare la VII edizione della Domenica della Parola di Dio è tratta dalla lettera di san Paolo ai Colossesi: “La parola di Cristo abiti tra voi” (3,16).
Il brano del Vangelo di Matteo di oggi, ci presenta Gesù, all’inizio della sua vita pubblica, che si ritira a Cafarnao. Metteo inserisce una citazione del profeta Isaia: “Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta”.
La Galilea dei pagani era abitata da una popolazione varia, un territorio umiliato nella storia: l’annuncio messianico parte da una regione periferica, disprezzata, contaminata dal paganesimo, la “Galilea delle genti”.
Quell’antica profezia rivela la natura del messianismo di Gesù, che è universale, che è una chiamata alla salvezza per tutti i popoli.
La chiamata dei primi discepoli ci ricorda che Gesù continua a camminare lungo le nostre strade, continua a incontrarci nei luoghi, tempi e modi più impensabili. Non è sempre facile percepire e decifrare questa chiamata nel quotidiano: uno degli aiuti più efficaci ci viene proprio dall’ascolto della Parola di Dio.
Anche oggi Gesù fissa lo sguardo come ha fatto con Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni, e ci invita a diventare pescatori di uomini, costruendo quel popolo di Dio che accoglie tutti, anche i territori di Zabulo e di Neftali dei nostri giorni.
