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Montebello della Battaglia – Storie di straordinaria normalità

Montebello della Battaglia – Storie di straordinaria normalità

Ascolto, condivisione di esperienze e confronto sono le parole chiave della seconda giornata del X Convegno delle Opere di Carità.

Patrizia Valdemi ha raccontato l’esperienza degli Alloggi protetti della Fondazione Sospiro. Dallo sforzo costante di individuare di cosa ha bisogno quella persona in quel particolare momento della sua vita, è nata l’offerta di alloggi in cui la persona non è più un utente, ma un condomino, con tutto ciò che entrbambi i termini implicano.

Un servizio improntato alla serenità e alla libertà, in cui gli operatori non sono più assistenti ma guida e supporto verso l’autonomia e l’autodeterminazione.

Silvia Caslini, Cooperativa La Meridiana, ha presentato il Paese ritrovato, borgo costruito a misura della persona con Alzheimer. Un villaggio per fare comunità, per far sentire capaci quelle persone cui la malattia toglie progressivamente il senso della vita e della quotidianità. Qui gli anziani sono residenti, non ospiti, e anche in questo caso la parola riflette la loro giornata: ci sono la parrucchiera, il bar, la pro loco, la chiesa, c’è l’orto e ci sono le panchine per fare quattro chiacchiere. Lo spazio, pensato per essere stimolante e fruibile da chi è disorientato, è già cura. Il resto lo fanno le relazioni, il senso di comunità e di un ritrovato ruolo in mezzo agli altri e nella propria giornata.

Anche le realtà orionine hanno raccontato la loro straordinaria normalità.Dalla Spagna, Jesus e Noemi hanno raccontato una storia di amore per il servizio, nata da un gruppo di giovani attivi in parrocchia. dalle prime attività divolontariato, nascono piano piano scelte di studio e personali, fino a creare un’associazione che ora gestisce centri diurni, case per minori, attività di supporto alle persone a rischio di emarginazione.

Gli operatori del Piccolo Cottolengo Friulano di Santa Maria La Longa (Udine) hanno illustrato il nuovo progetto di autonomia nato nei mesi scorsi dall’ascolto del desiderio di autonomia di alcuni signori e signore che vivono nella struttra. Al pensionato Don Orione di Fumo di Corvino San Quirico, Pavia, tutto il personale è stato coinvolto in progetto partito dal disagio e dalla stanchezza del personale, per trasformarsi nella ricerca di una risposta convidisa. Così sono nati sette progetti che hanno superato la logica del reparto o del ruolo, che hanno coinvolto oss, cuoche e altre figure nella creazione di un orto o in una mostra fotografica.

Alla fine della mattinata, Francesco Guglietti, responsabile dell’area organizzativa del Fonder, ha portato i aluti di questa organizzazione, che con le sue attività sostiene la formazione continua degli operatori, che, come ha detto nel suo intervento “nelle vostre strutture, come avete raccontato, è diventata gesti concreti di cura, di relazione, di servizio“.

Nel pomeriggio, Padre Maurizio Faggioni, insieme ai Comitato etico della Provincia Religiosa, ha presentato i primi risultati dei lavori di questo gruppo.

Su queste tracce i partecipanti hanno lavorato in gruppi, toccando con mani tutte quelle situazioni in cui la vita della persona fragile è nelle mani dell’operatore, con tutti i dilemmi che ne derivano: questo comportamento verso l’ospite è corretto? E’ umano? E’ dignititoso? E’ etico?

Alla sera, nel prato di Villa Lomellini, per festeggiare il decennale del Convegno Apostolico è stata organizzata una festa, l'”Oktober Fest Orionina”.  In un clima di festa e di allegria, gli Alpini del Gruppo di Tortona hanno preparato grigliata e birra, mentre alcuni volontari del servizio civile hanno aiutato nella distribuzione. La musica poi ha abbattuto le distanze e tra canti e balli  il gruppo si è ancora di più amalgamato, nello spirito di Don Orione, che amava dire “Io voglio tenere tutti allegri: cantare e ballare sempre: voglio essere il santo dei balli, dei canti e dell’allegria in Domino”.

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