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Milano – Il corriere della carità

Milano – Il corriere della carità

Anche le piccole storie di ordinaria carità come questa fanno bene all’anima.

Marius lavora dal 1998, seppure con una breve interruzione, al Piccolo Cottolengo Don Orione di Milano. Ma lui il Don Orione ce l’ha nel cuore da molto prima.

Marius viene da Oradea, una città del Nord della Romania, non lontana dal confine con l’Ungheria. In questa cittadina giunsero nel 1991 Don Luigi Tibaldo e i primi sacerdoti orionini e aprirono, come fece Don Orione ancora chierico, un Oratorio, aperto a tutti ragazzi e poveri di ogni appartenenza religiosa.  Da allora per Marius il Don Orione è sinonimo di casa.

Ora Marius, ai tempi del COVID-19, è diventato il “corriere della carità”.

Normalmente il suo lavoro è quello di factotum: giardiniere, imbianchino, elettricista, manutentore, fattorino e autista. In questo periodo però c’è bisogno di qualcuno che si occupi di consegnare nelle diverse case dell’Opera Don Orione in Italia i dispositivi di protezione individuale per il personale che assiste gli ospiti, perché i corrieri e gli autisti spesso ritardano o non sono disponibili.

E così, Don Orione chiama e Marius risponde “Eccomi!”.

Di solito a Marius non piace apparire, preferisce il lavoro umile e defilato, e accetta questo compito nuovo con molta semplicità: ” Lo faccio di cuore, non mi piace mettermi in mostra,  io lo faccio per Don Orione – dice Marius al telefono – io vivo al Don Orione, non ci sono orari  e non ci sono limiti, perché più che essere un semplice lavoro il Don Orione è la mia famiglia”.

Da Milano a Roma per consegnare mascherine e camici acquistati anche con le donazioni ricevute e poi una sosta a Firenze a ritirare altro materiale: una macchina incontrata nel viaggio di andata, tre al ritorno, partenza di buon mattino, 1220 chilometri percorsi e rientro a Milano alle 16.40. Un tempo impensabile solo qualche mese fa!

Altra consegna a Bergamo, al Centro Don Orione, duramente colpito dal Corona Virus: lì, riferisce Marius, si tocca con mano la drammaticità della situazione. Tutti gli operatori sono coperti da mascherine, cuffie, occhiali, camici e guanti, tanto da non riuscire a capire se sotto tutto quel guardaroba protettivo c’è un uomo o una donna.

Ora Marius è pronto per altri viaggi, per portare là dove serve i dispositivi che aiutano OSS, medici e infermieri a continuare l’opera di Don Orione: prendersi cura dei più fragili.

#AIUTACIADAIUTARE! Anche tu puoi aiutarci – clicca QUI.

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