"Anime e anime! Ecco tutta la nostra vita. Ecco il nostro grido."
Don Orione

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

  • Missione in Albania

    I figli di Don Orione nella terra delle Aquile erano stati negli anni 1936-46. In Albania, la popolazione ha vissuto la persecuzione comunista molto duramente poiché la Costituzione espressamente imponeva la cancellazione di Dio dal cuore e dalla testa delle gente. Venivano incarcerati cristiani di tutte le confessioni, così come ebrei e musulmani.

    La comunità Orionina si è ristabilita in Albania il 18 ottobre 1992 subito dopo la caduta del comunismo. La prima missione è stata aperta nella città di Elbasan, a sud di Tirana.


    Il 21 giugno 1998, festa di San Luigi, è stata aperta la comunità di Shiroka, un villaggio in prossimità di Scutari nel nord dell'Albania. Le attività della missione si svolgono in 6 villaggi diversi: Muriqan, Obot, Oblike, Bardhaj e Bardhanjor. Nel giugno del 2014 a Bardhaj (100 chilometri a Nord della capitale Tirana) è stata inaugurata la Casa della Comunità.


    L'attività della Comunità è prevalentemente rivolta a:
    - evangelizzazione;
    - promozione della dignità di ciascuna persona, attraverso le forme e il carisma di don Orione;
    In particolare, molte attività (oratori, centri pastorali, asilo, corsi per la formazione dei giovani e dei ragazzi) sono rivolte ad una fascia debole della popolazione, i giovani, schiacciata tra una pesante eredità del passato ed un futuro tutto da costruire. Per i giovani, “sole o tempesta del domani”, sono stati realizzati molti progetti di sviluppo e cooperazione, finanziati da varie istituzioni italiane e internazionali.
    Nell'intento di seminare nel presente le abilità per il futuro, le proposte ai giovani mirano a:
    - fornire competenze personali e professionali spendibili per la realizzazione del progetto di vita individuale.
    - prevenire l'inclusione sociale attraverso le competenze;
    - favorire il dialogo, la comunicazione e l'accoglienza dell'altro e del diverso, secondo il carisma di Don Orione.

     

    La gallery della missione

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Mercoledì, 11 Luglio 2018

Albania - Notizie da Bardhaj

Riceviamo da Don Rolando Reda, Don Dorian Mjestri e Don Giuseppe Testa notizie inerenti gli ultimi mesi dalla nostra missione orionina del Nord Albania.


Carissimi confratelli, amici e benefattori vicini e lontani,
in questi ultimi mesi abbiamo avuto qui in Albania una serie di avvenimenti e ricordi molto importanti che hanno toccato da vicino anche la vita della nostra missione. Nei giorni 5 – 9 marzo, Don Gianni Giarolo vicario provinciale e Don Maurizio Macchi consigliere hanno fatto la visita canonica prima ad Elbasan e poi dal 7 al 9 a Bardhaj. È stata la prima visita di Don Gianni in Albania. Un po’ breve come visita canonica ma molto fraterna. Tra le altre cose il giorno 7 hanno incontrato a Tirana, il nunzio apostolico mons. Charles Brown, ed hanno parlato della situazione della chiesa di Elbasan.

Il giorno 14, pochi giorni dopo, festa della primavera ci siamo incontrati tutti ad Elbasan perché il primo ministro Edi Rama è venuto fino alla chiesa san Pio X ed ha consegnato l’atto di proprietà di 5000 mq di terra al Nunzio che lo ha consegnato al vescovo mons. Giovanni Peragine il quale lo ha dato a Don Giuseppe De Guglielmo, direttore attuale della comunità.
Le parole del primo ministro “La chiesa cattolica ha subito 50 anni di persecuzioni durante la dittatura comunista e 25 anni di persecuzione dall’ inferno della nostra burocrazia. Speriamo con questo atto di mettere la parola fine a tutto questo, nessuno più minaccerà di espellervi da qui.” Era presente anche Don Felice Bruno consigliere alle missioni, venuto appositamente per partecipare a questo evento. Rimane in sospeso ancora una piccola cosa: quando fu edificato in fretta e furia, il muro di cinta nel 1997, al tempo dei disordini e sparatorie, sono stati inglobati 700 mq di più, speriamo che si possa giungere presto alla soluzione finale.
Per tutto il mese di marzo le piogge sono state intense su tutta la regione, le dighe che producono energia elettrica sono arrivate ai livelli di guardia e quindi è iniziato lo scarico forzato dai tunnel di sicurezza e tutta la zona a sud di Scutari è finita di nuovo sotto acqua. 40 giorni e 40 notti di allagamento, soprattutto nel nostro villaggio di Obot.

La domenica delle palme l’acqua era talmente alta che non siamo potuti andare a celebrare perché la gente poteva uscire di casa solo con le barche, il Sabato Santo per la benedizione dei cibi e la domenica di Pasqua per la santa Messa abbiamo raggiunto la chiesa con un grande camion militare, il livello dell’acqua era sceso un po’ e così abbiamo incontrato le persone molto stressate da questa situazione, anche per i gravi danni creati alle colture e agli allevamenti da 40 giorni di allagamento.
I pozzi d’acqua - nel villaggio non c’è l’acquedotto - sono a tuttora inservibili, inquinati da sostanze nocive trasportate dal fiume. L’intervento di sostegno del governo e delle autorità locali è stato quasi insignificante nell’emergenza ed anche ora dopo l’emergenza.
Il giorno 11 aprile l’arcivescovo di Scutari Mons. Angelo Massafra ha organizzato un incontro interreligioso con ortodossi e mussulmani su alcuni problemi che affliggono le famiglie e la società: droga, usura e giochi d’azzardo. Sono stati presenti i capi delle tre confessioni religiose, diverse autorità locali e rappresentanti della cultura della città che hanno ascoltato con attenzione le esposizioni dei tre relatori: uno mussulmano, uno ortodosso e uno cattolico. Anche i media locali hanno applaudito alla bontà della iniziativa che ha messo in evidenza alcune delle piaghe spesso nascoste di molte famiglie.
Il 15 aprile suor Teresa Alfano, delle suore Oblate della Madonna del Rosario, per il suo sostegno, che dona ormai da più di 20 anni, a molte famiglie povere di Bardhaj, ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Scutari. Un riconoscimento alle opere di carità compiute. Ha creato una rete di benefattori e amici a sostegno di ammalati, di bambini, delle famiglie più numerose e quelle nella estrema povertà. Il segno della Divina Provvidenza che sostiene i più deboli.
Il 16 Don Dorian ha radunato tutto il gruppo artistico per riprendere le prove del recital su Giovanni Paolo II. Il 21 aprile a Lezha con un gruppo di giovani abbiamo partecipato al ricordo dei 550 anni dalla morte dell’eroe nazionale Gjergj Kastrioti detto Skenderbeu, difensore della fede e della cristianità fino alla morte, davanti all’occupazione turca dei Balcani. Il 25 aprile con una solenne concelebrazione abbiamo ricordato il XXV anniversario della visita di Giovanni Paolo II in Albania, a Scutari. In quella occasione consacrò i primi 4 vescovi albanesi: Mons Frano Illia, Mons. Zef Simoni, Mons Robert Ashta e Mons. Rrok Mirdita ricostituendo ufficialmente la gerarchia in Albania, poi consacrò l’altare della cattedrale che tornava al suo stato originario. Per 25 anni era stata trasformata in palazzetto dello sport, e benedisse anche la prima pietra del santuario della Madonna del Buon Consiglio totalmente distrutto.

Il 26 abbiamo festeggiato la Madonna del Buon Consiglio sempre nell’ambito del XXV della storica visita del primo papa in Albania e i 25 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche dell’Albania con la Santa Sede. Il primo nunzio fu Mons. Ivan Diaz. La presenza del presidente della Repubblica Illir Meta prima alla celebrazione e poi al pranzo in seminario con tutti i vescovi, sacerdoti e seminaristi ha voluto sottolineare l’importanza che quella visita ha avuto nella rinascita della Chiesa e della nazione albanese dopo la dittatura comunista che l’aveva isolata da ogni organizzazione internazionale. I festeggiamenti li abbiamo conclusi il sabato 28 con i nostri giovani che hanno riproposto al teatro dell’accademia delle belle arti di Tirana il recital “Lolek” il giovane Woitila, sulla vita di Giovanni Paolo II. Ci ha invitato l’arcivescovo di Tirana Mons. George Frendo. Era presente anche il nunzio apostolico Mons. Charles John Brown e l’ambasciatore polacco in Albania e un pubblico abbastanza numeroso. Tutti sono rimasti stupiti dalla bravura degli attori e dal messaggio di grande speranza che la fede e il messaggio evangelico diffonde anche nelle situazioni più drammatiche che si possono attraversare. È stata una bellissima esperienza anche per i nostri ragazzi. Siamo tornati a casa a mezzanotte, stanchi ma molto contenti.

È iniziato poi il mese di maggio, mese dedicato alla Madonna. La devozione verso Maria è forte nella nostra gente e al mattino per tutto il mese più di 100 persone sono venute alla messa quotidiana, poi tutti a scuola o al lavoro. Il giorno 8 abbiamo festeggiato con le suore dopo la supplica di mezzogiorno alla Madonna del Rosario. Dal 10 al 13 a Oblike abbiamo celebrato un triduo di preparazione e la festa della Madonna di Fatima con la partecipazione di molte persone e la festa in onore di Maria organizzata dai giovani. Abbiamo avuto la visita sempre gradita di Don Felice, che ha partecipato a Oblike alla festa della Madonna, compreso il pellegrinaggio a piedi che abbiamo fatto con circa 80 giovani, fino al santuario della Madonna del buon Consiglio sabato 12. Ha predicato in albanese a Bardhaj domenica mattina e a Oblike domenica sera. Lunedi 14 lo abbiamo accompagnato fino ad Elbasan e nell’incontro con i confratelli ci ha aggiornato sugli ultimi avvenimenti della provincia, poi insieme abbiamo festeggiato in anticipo il Fondatore.Il 13 maggio Ascensione del Signore e ricordo delle apparizioni della Madonna a Fatima. Terminata la festa a Oblike, abbiamo iniziato il triduo di preparazione alla solennità di san Luigi Orione.
Il giorno 16 aprile c’è stata una grande partecipazione di fedeli sia nella messa del mattino presieduta da Don Dorian, sia in quella solenne del pomeriggio, alle 17.00, presieduta da Don Rolando. Avrebbe dovuto venire l’arcivescovo di Scutari Mons. Angelo Massafra, ma un attacco influenzale lo ha bloccato a letto. Gli abbiamo augurato una pronta guarigione. 400 persone, quasi tutti giovani: da Hoti i ri, da Oblike, da Obot e naturalmente da Bardhaj, hanno seguito con attenzione la celebrazione. I canti sono stati guidati dal maestro Luca Mllugja direttore del coro della cattedrale ed eseguiti dal coro di Hoti i ri. Don Rolando all’omelia ha presentato gli amori di Don Orione, gli ideali che hanno ispirato la sua vita e le sue opere: Gesù, il Papa, le anime e Maria. Subito dopo i giovani di Bardhaj hanno animato la festa. Canti, balli e poesie alternate da messaggi significativi tratti dagli scritti e fatti della vita di Don Orione hanno intrattenuto per un’ora gioiosa tutti i presenti. L’aperitivo finale è stato molto apprezzato, infatti è durato solo pochi minuti: le cose offerte erano ottime e l’appetito dei nostri giovani e bambini erano ottime. Abbiamo chiesto la protezione del nostro Santo fondatore sulle famiglie dei villaggi a noi affidati e che interceda per nuove e sante vocazioni.

Il giorno 19 maggio siamo andati con due autobus di fedeli in pellegrinaggio a Laç al Santuario di Santo Antonio tenuto dai frati minori. Qui in Albania c’è una grande devozione verso Sant’Antonio di Padova che supera tutte le differenze religiose, moltissimi mussulmani salgono sul colle a pregare e chiedere grazie al Santo e dicono che ne ricevono molte. Ogni sabato al Santuario della Madonna del buon Consiglio una folla di devoti che va e prega con fede. È uno spettacolo di devozione e di fede genuina di tantissima gente che cerca il consiglio e l’aiuto della mamma celeste.
Gli ultimi giorni del mese sono volati via tra incontri e momenti di preghiera in preparazione alle prime comunioni che 48 ragazzi di Bardhaj hanno ricevuto il 3 giugno festa del Corpus Domini, e la preparazione degli animatori per l’oratorio estivo iniziato a metà giugno alla fine della scuola. Chiediamo a tutti una preghiera e a quelli che possono un aiuto per le nostre attività estive.
Salutiamo di cuore tutti auguriamo ogni bene e benedizione dal Signore. “Fare del bene sempre, del bene a tutti del male mai a nessuno.” “Ave Maria e avanti”. (S. Luigi Orione).                                                                                      

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L’8 giugno in Albania è terminata la scuola e dall’11 al 30 giugno si è svolto a Bardhaj l’oratorio estivo. Il tema pensato e presentato da Don Dorian è stato “Ho aperto le braccia ed il cuore, un momento di preghiera, un brano del vangelo poi un fatto della vita di Don Orione come traccia formativa sulla formazione umana e cristiana che ci educa alla solidarietà, alla collaborazione, alla pace.
Poi giochi, balli, laboratori e bans di gruppo. 30 giovani animatori hanno guidato per 20 giorni 150 ragazzi in tutte queste attività. La partecipazione è stata sempre entusiasta e gioiosa e si è conclusa il 30 giugno con la festa del Papa. L’arcivescovo mons. Angelo Massafra ha presieduto la concelebrazione conclusiva di ringraziamento e poi la festa.
Tutto era stato preparato all’aperto nel cortile, ma la pioggia arrivata improvvisamente, ha costretto lo svolgimento all’interno del salone che è grande, ma non poteva contenere tutti: ragazzi, parenti e amici, più di 500 persone. Tutti i presenti, anche se stretti, hanno assistito ai balli, canti, poesie e sketch che i ragazzi avevano preparato, intervallati dal messaggio del Papa sulla felicità.
Il saluto e la benedizione dell’arcivescovo ha chiuso l’incontro. All’uscita un gelato per tutti, offerto dalla comunità, ha addolcito la tristezza della fine dell’oratorio estivo.
L’augurio è che i messaggi di speranza, di pace e di gioia seminati nel cuore di tutti questi ragazzi portino frutti abbondanti di bene nella loro vita, nella comunità e nella società.

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Da dicembre 2016 il Don Orione di Elbasan in collaborazione con la Regione Friuli-Venezia Giulia ed il Comune di Monfalcone, sviluppa un progetto a favore di un gruppo di Diversamente Abili nel villaggio di Gostime insieme alla comunità di Don Andrea Gasparino. Il primo Maggio 2018 è stata organizzata un'escursione didattica con ragazzi, animatori e genitori alla città di Pogradec con visita al parco naturale di Drillon  a 150 Km da Elbasan, zona turistica famosa situata sul lago di Ocride.

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Il 13 maggio scorso, festa dell'Ascensione del Signore e ricordo delle apparizioni della Madonna a Fatima, terminata la festa a Oblike, è iniziato il triduo di preparazione alla solennità di san Luigi Orione.

Il giorno 16, giorno della festa dedicata a Don Orione, c’è stata una grande partecipazione di fedeli sia nella messa del mattino presieduta da don Dorian, sia in quella solenne del pomeriggio, alle 17.00 presieduta da don Rolando, che ha sostituito l’arcivescovo di Scutari monsignor Angelo Massafra, ammalato. Quatrocento persone, quasi tutti giovani di Hoti i ri, di Oblike, di Obot e naturalmente quelli di Bardhaj, hanno seguito con attenzione la celebrazione. I canti sono stati guidati dal maestro Luca Mllugja, direttore del coro della cattedrale ed eseguiti dal coro di Hoti i ri.

Don Rolando all’omelia ha presentato gli amori di don Orione, ideali che hanno ispirato la sua vita e le sue opere: Gesù, il Papa, le anime e Maria. Subito dopo i giovani di Bardhaj hanno animato la festa. Canti, balli e poesie alternate da messaggi significativi tratti dagli scritti e fatti della vita di don Orione hanno intrattenuto per un’ora gioiosa tutti i presenti.

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La nostra Parrocchia orionina ad Elbasan in Albania ha organizzato per la Santa Pasqua una via crucis particolare con i ragazzi dell'oratorio.

La comunità parrocchiale si sta muovendo già da tempo nella società per far conoscere il buon operato dell'opera orionina, specie nell'ultimo periodo in cui si sono accesi i riflettori verso un dialogo interreligioso (leggi QUI).

La Parrocchia di Elbasan come partner e promotore di un progetto che si occupa di promuovere nei ragazzi la giustizia, la cura per la città, l'ambiente ed il rispetto degli altri, ha organizzato la via crucis, rendendo attori i ragazzi con cartelloni preparati da loro stessi raffiguranti le varie stazioni.

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“Il dialogo interreligioso non è un’aspirazione, ma un’esperienza quotidiana con le sue gioie e le sue sfide, perché l’islam nella sua pluralità costituisce altrettante sfide per i cristiani” - Consiglio delle conferenze episcopali europee

Lunedì 5 marzo in Albania, il centro interreligioso di Elbasan ha presentato un progetto che parte da quest’anno contro ogni forma di estremismo religioso.
Il progetto è fatto con la comunità europea, il provveditorato, i comuni delle città interessate Elbasan, Gramsh, Cerrik e Belesh.

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Mercoledì 14 marzo 2018, il premier dell'Albania, on. Edi Rama, ha consegnato ufficialmente il certificato di proprietà (5.000 m2) al vescovo dell'Amministrazione Apostolica del Sud Albania (Mons. Giovanni Peragine) dopo aver deliberato col Consiglio dei ministri l'esproprio del terreno per motivi pubblici e, in questa maniera, aver salvato l'intera proprietà (chiesa ed edifici annessi) dalla distruzione fisica stabilita dai tribunali civili nei tre livelli di giudizio.
Erano presenti alla breve cerimonia  un bel numero di fedeli e giovani della parrocchia di s. Pio x, un gruppo di fedeli delle stazioni missionarie vicine (Mollas, Gostime, Gramsh), religiose della città e della diocesi del sud Albania,  i sacerdoti orionini a cui è stata affidata la cura pastorale della parrocchia (sostenuti anche dal consigliere provinciale don Felice Bruno e dai confratelli che operano a Bardhaj), le autorità ecclesiali (il Vescovo dell'Amministrazione Apostolica del sud, mons. Giovanni Peragine, il Nunzio Apostolico, Mons. Charles Brown), le autorità civili (la sig.ra Mirela Kumbaro, ministro della cultura, il vice-sindaco della città di Elbasan e i deputati Kushi e Balla).

Il primo ministro, dopo essere stato accolto dalle autorità civili ed ecclesiali, è stato accompagnato a visitare brevemente gli ambienti della parrocchia S. Pio X. Al termine della visita ha avuto luogo la cerimonia di consegna del certificato di proprietà durante la quale il premier ha espresso la sua soddisfazione per la "fine di un calvario lungo, assurdo e doloroso per la comunità cattolica locale e per la Chiesa Cattolica in Albania la quale, dopo aver attraversato le fiamme dell'inferno della dittatura, si è imbattuta per 25 anni nelle fiamme dell'inferno dell'amministrazione.  [...]noi, purtroppo, abbiamo ereditato una situazione apocalittica per quanto concerne le proprietà delle Fedi religiose e per diversi anni ci siamo impegnati nel restituire i titoli di proprietà, legalizzando ambienti, chiese o moschee costruite e ricostruite da fedeli generosi e dalle stesse comunità. [...] C'è ancora da fare che adesso siamo più vicini alla fine che non all'inizio di questa vicenda molto contorta".

Dopo la consegna del certificato di proprietà, il vescovo titolare della diocesi ha ringraziato il premier e, alle sue parole, han fatto seguito quelle del Nunzio Apostolico in Albania, Mons. Charles John Brown il quale ha espresso, a nome di Papa Francesco e personalmente, particolare riconoscenza per il sostegno durante questa vicenda "vorrei anzitutto dire quanto è riconoscente la Chiesa Cattolica in Elbasan per quello che il primo ministro ha fatto per noi in questa vicenda. A nome di Papa Francesco, ringrazio il primo ministro per il suo intervento e il suo sostegno. Oggi è bello essere qui in Elbasan e, mentre festeggiamo il primo giorno di primavera, vi ringrazio nuovamente per tutto ciò che avete fatto".

Terminata la cerimonia, il primo ministro è andato via mentre nel cortile della chiesa i fedeli si son trattenuti salutandosi fraternamente e intrattenendosi con il vescovo, il nunzio, i sacerdoti e le religiose.

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Da domenica 4 nel pomeriggio a venerdì 9 marzo, nella settimana che ha preceduto la giornata missionaria orionina, don Gianni Giarolo vicario provinciale e Don Maurizio Macchi consigliere incaricato della pastorale giovanile vocazionale hanno compiuto la visita canonica alle due comunità in Albania. Per don Gianni è stata la prima visita in Albania, don Maurizio c’era già stato, ma più di 10 anni fa quando fu consacrato sacerdote don Dorian, e da allora molte cose sono cambiate.

Ad Elbasan, si sta andando verso la soluzione finale all’annoso problema della proprietà del terreno della chiesa e dell’oratorio rivendicato dalla famiglia della moglie dell’ex- presidente della repubblica. Il governo ha avocato a sè il problema espropriando il terreno ed ha compensato lautamente gli antichi proprietari.

Dopo gli incontri di prassi hanno visitato le stazioni missionarie di Gostime, Mollas e Gramsh, dove i sacerdoti orionini svolgono la loro attività pastorale. Mercoledì dopo l’incontro con il vescovo dell'amministrazione Apostolica del sud Albania mons. Giovanni Peragine e il nunzio apostolico mons. Charles John Brown, a Tirana, i visitatori sono giunti a Bardhaj.

Il primo incontro è stato fatto la sera stessa. Giovedì 8 al mattino hanno potuto incontrare il vescovo mons. Angelo Massafra e quasi tutti i sacerdoti, religiosi e religiose al ritiro spirituale diocesano nel seminario di Scutari e poi hanno fatto una visita alle nostre stazioni missionarie di Bardhanjor, e Oblike. Ad Obot non sono potuti andare perché dopo la neve e le piogge incessanti della settimana il villaggio è di nuovo sommerso dalla esondazione del fiume Buna. La cura dei due villaggi di Shiroka, dove gli orionini hanno abitato per 15 ann, è stata lasciata ai cappuccini di Tarabosh come quella del villaggio di Muriqan, la cui chiesa dedicata a san Nicola, è stata realizzata su iniziativa del provinciale di allora don Achille Morabito e chiamata la chiesa degli otto caffè.

Ora i missionari orionini sono impegnati nella comunità di Fermentin che è molto più vicino a Bardhaj, permettendo una più agevole collaborazione con le suore pastorelle.

"Ringraziamo don Gianni e don Maurizio per i consigli fraterni, gli incoraggiamenti e anche le osservazioni che ci hanno fatto, dice Don Rolando Reda, missionario orionino, Preghiamo perché il Signore, dopo l’ordinazione sacerdotale di don Paolin Preka avvenuta nell’ottobre 2017, ci doni altre vocazioni, pregate per noi.  Lodiamo il Signore e come sempre diceva il nostro santo fondatore san Luigi Orione:Ave Maria e avanti."

 

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Riceviamo da Don Rolando, Don Dorian e Don Giuseppe Testa notizie dalla missione orionina del Nord Albania.
Carissimi confratelli amici e benefattori vicini e lontani,
il periodo estivo ovunque è un periodo di riposo, di ferie e un po’ di tranquillità; qui nella missione invece è un periodo intenso di attività con i ragazzi e i giovani. Subito appena terminata la scuola a metà di giugno è iniziato l’oratorio estivo a Bardhaj al quale hanno partecipato per 3 settimane oltre 200 ragazzi e una trentina di giovani animatori. Il tema presentato in forma gioiosa con messaggi, giochi, canti è stato “Tutti in scena. Ora tocca a te”. In quei giorni abbiamo avuto la visita di Mons. Giovanni D’Ercole con il gruppo dell’ufficio missionario delle Marche, sacerdoti e laici. Sono rimasti entusiasti della gioia contagiosa che trasmettono i nostri ragazzi. Don Dorian ha guidato una settimana di formazione per ministranti con circa quaranta partecipanti di Bardhaj e Oblike. Don Rolando con un gruppo ha partecipato al meeting dei giovani a Foggia, dal 26 al 30 luglio. Appena tornato è iniziato l’oratorio estivo ad Oblike: 12 giorni intensi con un gruppo di 60 ragazzi vivacissimi, pieni di vitalità e fantasia. Alcuni animatori di Bardhaj hanno collaborato con il gruppo di Oblike e tutto è andato molto bene. Tra tutto questo ci sono stati molti matrimoni preparati e celebrati perché qui da noi nel nord Albania il mese dei matrimoni è agosto. Per le ferie estive gli emigranti ritornano dalle varie nazioni dove lavorano, ritrovano i parenti e si sposano per poi ripartire con le spose.
Il mese di settembre è stato ricco di avvenimenti e feste. Abbiamo iniziato subito con la festa del Kurban Bajram, 60 giorni dopo la fine del mese del Ramadam, mese del digiuno, c’è questa festa mussulmana che ricorda il sacrificio di Abramo chiamato ad offrire il figlio Isacco in olocausto al Signore, ma viene fermato dall’angelo del Signore, la sua obbedienza, anche in una richiesta estrema fu contata come giustizia, anche i mussulmani lo stimano come “l’amico di Dio”, al posto del figlio offrì un caprone, così i mussulmani offrono una parte dell’agnello per i poveri.  Noi con i nostri giovani sotto la guida della regista Verjana Abazaj abbiamo realizzato un recital per il 25° della missione e l’ordinazione di Don Pavlin Preka. A Rreshen c’è stata la consacrazione episcopale di Don Gjergj Meta, nuovo vescovo della diocesi. Bella festa e grande partecipazione di sacerdoti e religiosi. Il 3 settembre Don Rolando insieme al vescovo Mons. Angelo Massafra, è andato a Bar, in Montenegro per la consacrazione della nuova cattedrale dedicata a San Pietro apostolo. Il 5, con alcuni giovani, Don Rolando e Don Dorian sono partiti per il Kossovo, a Prishtina, dove si è svolta la consacrazione della nuova cattedrale santuario dedicata a Madre Teresa di Calcutta. La celebrazione presieduta dal cardinal Don Ernesto Troshiani, delegato del Papa, è stata solenne, la chiesa realizzata è molto bella e imponente. Il 6, a Bardhaj, le suore Oblate hanno iniziato l’asilo, mentre in casa invece abbiamo vendemmiato. Il caldo è stato intenso per tutto l’estate e l’uva si è maturata presto, speriamo in un buon vino. Il 7 di buon mattino siamo partiti tutti per Lushnje per partecipare alla ordinazione episcopale del nuovo vescovo dell’amministrazione apostolica del Sud Albania padre Giovanni Peragine dei padri Barnabiti. Ci siamo incontrati con i confratelli di Elbasan che sono nel territorio dell’amministrazione apostolica e molti altri, sacerdoti e religiosi, venuti per l’occasione. Ha presieduto la celebrazione l’arcivescovo di Tirana Mons. Giorgio Frendo. Bella giornata di festa. Dall’Italia è venuto anche don Felice Bruno, consigliere provinciale alle missioni per conoscere il nuovo responsabile del sud Albania. Il giorno 8 ci siamo svegliati con il fresco perché nella notte ha piovuto un po’. Dopo 4 mesi di caldo intenso e siccità la prima acqua. Nel pomeriggio il tempo si è ristabilito e nella festa della nascita di Maria, il nostro confratello Il chierico Dritan Boka di Bardhaj, ha rinnovato i voti della sua consacrazione nelle mani di Don Rolando delegato del provinciale. Hanno partecipato a questo momento di festa i confratelli di Elbasan e un centinaio di giovani di Bardhaj e Oblike. Un bell’aperitivo ha concluso la festa.
Domenica 10 dopo le celebrazioni mattutine, nel primo pomeriggio Don Rolando è partito per l’aeroporto, lì ha incontrato Don Giuseppe De Guglielmo e insieme sono andati a Milano poi a Montebello della Battaglia, per l’incontro dei direttori in programma dall’11 al 13 settembre. Il giorno 11 in Albania è ricominciata la scuola: elementari medie e liceo. Il 12 anche l’asilo ad Oblike ha iniziato le sue attività. Abbiamo 20 bambini iscritti da 3 a 6 anni. Il 14 a Laç Vau i Dejes è stato consacrato vescovo di Sapa Don Simon Kull, con la sua ordinazione si è ricomposta la conferenza episcopale albanese che a causa dei morti e dei vescovi andati in pensione era da più di un anno incompleta. Un anno di grazia del Signore per la chiesa albanese.
La seconda parte del mese di settembre ci ha visti impegnati nella preparazione dei due eventi che ci hanno riempito di gioia prima il XXV anniversario del ritorno della congregazione in Albania con la apertura della missione ad Elbasan, successivamente l’ordinazione sacerdotale del nostro confratello Don Pavlin Preka a Scutari e la prima S. Messa a Bardhaj.
Con ottobre c’è stata l’apertura dell’anno pastorale, la festa della parrocchia il primo del mese, la festa patronale di Obot il 7 insieme al ricordo della consacrazione della chiesa di Bardhaj dedicata alla Madonna del Rosario, le cresime di 44 giovani il 14 ottobre. L’arrivo di Don Paolin e i vari incontri con il vescovo con il parroco della cattedrale con il cerimoniere per l’organizzazione della liturgia della consacrazione, quindi tutti gli accorgimenti per accogliere degnamente 40 tra confratelli, amici e chierici che sono arrivati per questo evento. Il 21 ottobre nella cattedrale di Scutari piena di fedeli, con 45 sacerdoti concelebranti e 5 diaconi Mons. Angelo Massafra ha consacrato Don Paolin sacerdote. Il pranzo con tutti gli invitati circa 300, si è svolto a Bardhaj nel salone dell’oratorio e nel cortile, grazie al tempo bello che il Signore ci ha donato. Si è concluso con balli e danze popolari albanesi che hanno rallegrato tutti i presenti soprattutto i giovani. La sera c’è stato il secondo momento di questa giornata al teatro Migjeni, il teatro della città dove i nostri giovani hanno presentato il recital “Lolek “il giovane Woitila, sulla gioventù e la vocazione di San Giovanni Paolo II. Bellissimo, ha commosso i 600 spettatori che hanno affollato il teatro in ogni suo angolo disponibile. L’arcivescovo presente, ne è rimasto entusiasta e così anche gli attori e dipendenti del teatro e altri venuti per curiosità. La nostra regista Verjana Abazaj che ha preparato i ragazzi, 67 tra attori, ballerini e coro, in questi due mesi di prove, si è commossa per la presentazione emozionante ed è stata intervistata a lungo dai media presenti. Un giorno pieno di emozioni!
Il 22 giornata missionaria mondiale, a Bardhaj Don Paolin emozionatissimo ha celebrato la sua prima Santa Messa. La predica del giorno l’ha preparata il parroco Don Dorian il saluto finale Don Flavio Peloso direttore Generale emerito. Tutto si è svolto con decoro e grande gioia. I fedeli, che hanno riempito la nostra chiesa, hanno seguito la celebrazione con devozione e attenzione fino ai ringraziamenti finali che Don Paolin ha rivolto a tutti coloro che dall’inizio del suo cammino vocazionale fino ad oggi lo hanno seguito, aiutato e sostenuto nei momenti di difficoltà. Terminati i saluti, le foto e gli auguri ci siamo diretti al ristorante Rinja, nel centro di Bardhaj, e 250 tra confratelli, parenti ed amici hanno preso parte al pranzo animato da balli e musiche popolari fino alle 5 del pomeriggio, poi si è tornati a casa per riposarsi un po’. Il giorno dopo, il 23 ottobre, a seguito della Messa di ringraziamento celebrata nella nostra chiesa tutti gli ospiti dall’Italia sono ripartiti per l’aeroporto e rientrati alle loro sedi. Il 28 festa di San Simone e Giuda abbiamo celebrato la festa patronale di Bardhanjor. Don Paolin si è fermato ancora una settimana ed ha celebrato la santa messa ad Oblike, dalle Clarisse, dai salesiani e domenica 29 ad Elbasan e Gramsh. Per la sua ordinazione sono venuti 3 pullman da queste comunità.
Il giorno 1 novembre Don Paolin ha presieduto la celebrazione al cimitero di Bardhaj, dove è anche sepolto suo padre. C’erano moltissimi fedeli, la devozione verso i defunti in Albania è grande. Il 2 Don Paolin è rientrato a Roma per continuare i suoi studi. Lo accompagniamo con la preghiera. Il 4 novembre abbiamo partecipato in cattedrale a Scutari a una grande concelebrazione nel primo anniversario della beatificazione dei 38 martiri albanesi uccisi in odio alla fede durante il comunismo che per quasi 50 anni ha devastato l’Albania. Domenica 5 al teatro Migjeni si è svolta la replica del recital sulla vocazione del papa Giovanni Paolo II. La prima rappresentazione è piaciuta moltissimo tanto che la direttrice stessa del teatro ci ha chiesto di fare una replica. Il teatro si è di nuovo riempito di spettatori e i nostri ragazzi hanno dato una seconda prova di bravura presentando il recital in maniera emozionante. L’anno prossimo 2018, ricorderemo il XXV anniversario della visita di Giovanni Paolo II in Albania. Il primo papa nella storia che ha visitato l’Albania e che insieme a Madre Teresa presente a Scutari in quella occasione hanno sigillato in maniera definitiva il ritorno della libertà religiosa e la fine dell’esperienza comunista nel paese. Si vuole dare risalto a questo ricordo, abbiamo dato la nostra disponibilità a ripresentare il recital anche al teatro nazionale a Tirana.
Ringraziamo tutti cominciando dal padre Provinciale Don Aurelio, Don Assamouan Pierre Kouassi, consigliere generale alle missioni, i confratelli, i chierici con Don Carlo e Don Hyacinthe che li hanno accompagnati, Don Flavio direttore generale emerito, Don Achille che da provinciale ha sostenuto la missione in ogni sua iniziativa e Don Leonardo, Don Felice, Don Ivaldo, Don Alberto, Don Francesco Mazzitelli, i confratelli di Elbasan e un bel gruppo di amici che in occasione della consacrazione di Paolin sono venuti a Bardhaj. Sono stati dei giorni di benedizione e di gioia condivisa. Preghiamo e speriamo di poter ripetere quanto prima una esperienza simile.  Il Signore vi benedica tutti. Pregate per noi perché l’annuncio del Vangelo porti frutti di santità e pace e il Signore ci doni altre numerose e sante vocazioni.

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Vi presentiamo il saluto del Direttore provinciale rivolto ai partecipanti al Simposio ecumenico del 19 ottobre scorso ad Elbasan, in occasione del 25° anniversario degli orionini in Albania.

Gentili autorità civili e religiose,
Pregiatissimi fratelli di altre confessioni e religioni,
Carissimi confratelli e amici,

Mi unisco volentieri a tutti voi che partecipate al 25° anniversario della presenza orionina in Albania. Se confrontati con la storia cristiana del vostro Paese, 25 anni sono veramente poca cosa, ma, nel microcosmo della storia orionina, si tratta di un traguardo significativo, dove la carità di Don Orione si è espressa con iniziative di bene. Infatti, nei primi anni dopo la caduta del regime, i religiosi della Piccola Opera si sono distinti nell'ambito della carità con gesti in favore degli ultimi, come il fondatore ha loro insegnato. Di conseguenza, ricordare la storia orionina in Albania significa celebrare un rendimento di grazie a Dio che ha reso più bella la Congregazione e apprezzata per le sue opere. Ricordare oggi questa storia di bene “è indispensabile per tenere viva l’identità, così come per rinsaldare l’unità della famiglia religiosa” (Francesco, A tutti i Consacrati,1).

In verità gli orionini erano giunti una prima volta nel Paese delle Aquile a metà degli anni trenta, rispondendo positivamente all'invito, più volte reiterato, del Cardinale Fumasoni Biondi, Prefetto della Congregazione di "Propaganda fide". Nemmeno 10 anni dopo, nel 1943, essi dirigevano un orfanotrofio maschile di 100 alunni a Scutari, un'azienda agricola a Bushati, una scuola professionale e la chiesa di san Paolo a Durazzo, una parrocchia a Zoimeni, un incipiente Piccolo Cottolengo a Tirana e un piccolo seminario nella "casa Ceka" presso Scutari. Ben 24 religiosi lavoravano in queste comunità, guidati da Don Sante Gemelli.

Le violenze della guerra e del regime comunista, pur volendo sopprimere ogni segno di umanità e di fede, non sono riuscite nel loro intento per cui, dopo il lungo inverno, la primavera è tornata e gli orionini sono giunti a Elbasan per collaborare alla riedificazione non di case e strade, ma della coscienza e della fede, abbruttite da un regime disumano. In quel contesto difficile, sono giunti i primi missionari, armati di generosità, di fede e di una certa ingenuità, preziosa amica per superare tante difficoltà.

Alcuni religiosi "della prima ora" sono tornati in Italia, mentre altri sono giunti in un secondo momento. Solo Don Giuseppe De Guglielmo è protagonista in prima persona di questa lunga storia che egli ha vissuto per intero. Per questa ragione, la festa del 25° che ha il sapore più di un nuovo inizio che di un traguardo raggiunto, si trasforma in un ringraziamento profondo dell'intera Provincia religiosa a questo confratello che ha annunciato il Vangelo, ha promosso iniziative per i giovani, ha "combattuto la buona battaglia" (2Tim 4,7) della fedeltà in una nazione dove ha dato il meglio della propria esperienza umana, cristiana e sacerdotale.

La ricorrenza dei 25 anni è anzitutto occasione per guardare il passato con gratitudine; infatti, dopo il pronto soccorso dei primi anni, la presenza degli orionini si è consolidata con le due parrocchie di Elbasan e di Bardhaj, l'oratorio, le stazioni missionarie e le tante attività di bene verso i giovani, specie i corsi professionali. Ma la più grande opera di Dio, segno della sua benedizione, sono i tre confratelli Don Dorian, Don Pavlin e il ch. Dritan. Essi sono il segno più grande che il carisma di san Luigi Orione si è ormai radicato nei cuori degli albanesi.

La rilettura sapienziale del passato mette in risalto la fedeltà di Dio che si è manifestata come misericordia. Attraverso di essa, Egli ha reso visibile la sua onnipotenza, come dice una delle collette più antiche del Messale Romano: “O Dio che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono” (XXVI Domenica del Tempo ordinario). Per manifestarci la sua presenza, il Signore ha scelto non un’idea astratta, ma un atteggiamento reale, concreto, un sentimento profondo, naturale, fatto di tenerezza e di compassione, di indulgenza e di perdono.

La celebrazione del 25° suggerisce alcune conversioni.
"Al di sopra di tutto vi sia la carità che è il vincolo di perfezione" (Col 3,15), raccomandava l'apostolo Paolo ai Colossesi. Anche oggi, questa è la prima testimonianza, specie in una società come la nostra che si caratterizza per lo scontro, la difficile convivenza tra le culture, la sopraffazione sui più deboli, le disuguaglianze. Questa è la prima forma di fedeltà al progetto di Dio, la più necessaria, quella che garantirà il successo del futuro apostolato.

La seconda conversione consiste nel rimanere fedeli alla missione che ci è stata affidata. I nostri ministeri, le nostre opere, le nostre presenze, rispondono a quanto lo Spirito ha chiesto? Sono adeguate a perseguirne la finalità nella società e nella Chiesa di oggi? C’è qualcosa che dobbiamo cambiare? In altre parole, la ricorrenza del 25° è un interrogativo per chiederci se forse, dopo un primo periodo di eroismo, non si intravvedono già le crepe di una pastorale ripetitiva che fatica a rispondere ai bisogni del popolo. C’è tanto bisogno di sacerdoti, religiosi, operatori pastorali che sappiano portare in ogni ambiente, anche il più lontano, il profumo della carità di Cristo e la misericordia di Dio a tutti, indistintamente. Così raccomandava Papa Francesco ai PP. Capitolari della Congregazione orionina.

Infine, la terza conversione, consiste nel guardare al futuro con iniziative concrete che aprano il cuore all'ottimismo. Non a caso, la ricorrenza che stiamo celebrando, si inserisce nel progetto pastorale provinciale dal tema: "Guardiamo il futuro con concretezza ed ottimismo: le 14 opere di misericordia". Credo che sia giunto il momento di attuare in modo nuovo le parole di Don Orione: "cercare e medicare le piaghe del popolo, curarne le infermità, andargli incontro nel morale e nel materiale: in questo modo la vostra azione sarà non solamente efficace, ma profondamente cristiana e salvatrice" (Scritti 61,114). In altre parole siamo chiamati a lenire le ferite della solitudine, della discordia, della vendetta... “con l’olio della consolazione, a fasciarle con la misericordia e a curarle con la solidarietà e l’attenzione dovuta. Non cadiamo nell’indifferenza che umilia, nell’abitudinarietà che anestetizza (Francesco, Misericordiae Vultus,15). Quante persone vivono al nostro fianco bisognose di essere accolte, medicate, ascoltate e custodite. Non è giunto, quindi, il tempo di pensare a qualche segno di facile realizzazione che vada in questo senso?

Carissimi, mentre auguro ai miei confratelli e a tutti voi di festeggiare fra venticinque anni, con lo stesso entusiasmo odierno, il 50° della presenza orionina in Albania, chiedo per tutti al Signore "il coraggio del bene" e la perseveranza nell'attuarlo.

Don Aurelio Fusi

(Direttore Provinciale)

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Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3