"La carità sta sotto i piedi di tutti e sale sino al cuore ed entra nel cuore di tutti."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

  • Missione in Albania

    I figli di Don Orione nella terra delle Aquile erano stati negli anni 1936-46. In Albania, la popolazione ha vissuto la persecuzione comunista molto duramente poiché la Costituzione espressamente imponeva la cancellazione di Dio dal cuore e dalla testa delle gente. Venivano incarcerati cristiani di tutte le confessioni, così come ebrei e musulmani.

    La comunità Orionina si è ristabilita in Albania il 18 ottobre 1992 subito dopo la caduta del comunismo. La prima missione è stata aperta nella città di Elbasan, a sud di Tirana.


    Il 21 giugno 1998, festa di San Luigi, è stata aperta la comunità di Shiroka, un villaggio in prossimità di Scutari nel nord dell'Albania. Le attività della missione si svolgono in 6 villaggi diversi: Muriqan, Obot, Oblike, Bardhaj e Bardhanjor. Nel giugno del 2014 a Bardhaj (100 chilometri a Nord della capitale Tirana) è stata inaugurata la Casa della Comunità.


    L'attività della Comunità è prevalentemente rivolta a:
    - evangelizzazione;
    - promozione della dignità di ciascuna persona, attraverso le forme e il carisma di don Orione;
    In particolare, molte attività (oratori, centri pastorali, asilo, corsi per la formazione dei giovani e dei ragazzi) sono rivolte ad una fascia debole della popolazione, i giovani, schiacciata tra una pesante eredità del passato ed un futuro tutto da costruire. Per i giovani, “sole o tempesta del domani”, sono stati realizzati molti progetti di sviluppo e cooperazione, finanziati da varie istituzioni italiane e internazionali.
    Nell'intento di seminare nel presente le abilità per il futuro, le proposte ai giovani mirano a:
    - fornire competenze personali e professionali spendibili per la realizzazione del progetto di vita individuale.
    - prevenire l'inclusione sociale attraverso le competenze;
    - favorire il dialogo, la comunicazione e l'accoglienza dell'altro e del diverso, secondo il carisma di Don Orione.

     

    La gallery della missione

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Riceviamo da Don Rolando, Don Dorian e Don Giuseppe Testa notizie dalla missione orionina del Nord Albania.
Carissimi confratelli amici e benefattori vicini e lontani,
il periodo estivo ovunque è un periodo di riposo, di ferie e un po’ di tranquillità; qui nella missione invece è un periodo intenso di attività con i ragazzi e i giovani. Subito appena terminata la scuola a metà di giugno è iniziato l’oratorio estivo a Bardhaj al quale hanno partecipato per 3 settimane oltre 200 ragazzi e una trentina di giovani animatori. Il tema presentato in forma gioiosa con messaggi, giochi, canti è stato “Tutti in scena. Ora tocca a te”. In quei giorni abbiamo avuto la visita di Mons. Giovanni D’Ercole con il gruppo dell’ufficio missionario delle Marche, sacerdoti e laici. Sono rimasti entusiasti della gioia contagiosa che trasmettono i nostri ragazzi. Don Dorian ha guidato una settimana di formazione per ministranti con circa quaranta partecipanti di Bardhaj e Oblike. Don Rolando con un gruppo ha partecipato al meeting dei giovani a Foggia, dal 26 al 30 luglio. Appena tornato è iniziato l’oratorio estivo ad Oblike: 12 giorni intensi con un gruppo di 60 ragazzi vivacissimi, pieni di vitalità e fantasia. Alcuni animatori di Bardhaj hanno collaborato con il gruppo di Oblike e tutto è andato molto bene. Tra tutto questo ci sono stati molti matrimoni preparati e celebrati perché qui da noi nel nord Albania il mese dei matrimoni è agosto. Per le ferie estive gli emigranti ritornano dalle varie nazioni dove lavorano, ritrovano i parenti e si sposano per poi ripartire con le spose.
Il mese di settembre è stato ricco di avvenimenti e feste. Abbiamo iniziato subito con la festa del Kurban Bajram, 60 giorni dopo la fine del mese del Ramadam, mese del digiuno, c’è questa festa mussulmana che ricorda il sacrificio di Abramo chiamato ad offrire il figlio Isacco in olocausto al Signore, ma viene fermato dall’angelo del Signore, la sua obbedienza, anche in una richiesta estrema fu contata come giustizia, anche i mussulmani lo stimano come “l’amico di Dio”, al posto del figlio offrì un caprone, così i mussulmani offrono una parte dell’agnello per i poveri.  Noi con i nostri giovani sotto la guida della regista Verjana Abazaj abbiamo realizzato un recital per il 25° della missione e l’ordinazione di Don Pavlin Preka. A Rreshen c’è stata la consacrazione episcopale di Don Gjergj Meta, nuovo vescovo della diocesi. Bella festa e grande partecipazione di sacerdoti e religiosi. Il 3 settembre Don Rolando insieme al vescovo Mons. Angelo Massafra, è andato a Bar, in Montenegro per la consacrazione della nuova cattedrale dedicata a San Pietro apostolo. Il 5, con alcuni giovani, Don Rolando e Don Dorian sono partiti per il Kossovo, a Prishtina, dove si è svolta la consacrazione della nuova cattedrale santuario dedicata a Madre Teresa di Calcutta. La celebrazione presieduta dal cardinal Don Ernesto Troshiani, delegato del Papa, è stata solenne, la chiesa realizzata è molto bella e imponente. Il 6, a Bardhaj, le suore Oblate hanno iniziato l’asilo, mentre in casa invece abbiamo vendemmiato. Il caldo è stato intenso per tutto l’estate e l’uva si è maturata presto, speriamo in un buon vino. Il 7 di buon mattino siamo partiti tutti per Lushnje per partecipare alla ordinazione episcopale del nuovo vescovo dell’amministrazione apostolica del Sud Albania padre Giovanni Peragine dei padri Barnabiti. Ci siamo incontrati con i confratelli di Elbasan che sono nel territorio dell’amministrazione apostolica e molti altri, sacerdoti e religiosi, venuti per l’occasione. Ha presieduto la celebrazione l’arcivescovo di Tirana Mons. Giorgio Frendo. Bella giornata di festa. Dall’Italia è venuto anche don Felice Bruno, consigliere provinciale alle missioni per conoscere il nuovo responsabile del sud Albania. Il giorno 8 ci siamo svegliati con il fresco perché nella notte ha piovuto un po’. Dopo 4 mesi di caldo intenso e siccità la prima acqua. Nel pomeriggio il tempo si è ristabilito e nella festa della nascita di Maria, il nostro confratello Il chierico Dritan Boka di Bardhaj, ha rinnovato i voti della sua consacrazione nelle mani di Don Rolando delegato del provinciale. Hanno partecipato a questo momento di festa i confratelli di Elbasan e un centinaio di giovani di Bardhaj e Oblike. Un bell’aperitivo ha concluso la festa.
Domenica 10 dopo le celebrazioni mattutine, nel primo pomeriggio Don Rolando è partito per l’aeroporto, lì ha incontrato Don Giuseppe De Guglielmo e insieme sono andati a Milano poi a Montebello della Battaglia, per l’incontro dei direttori in programma dall’11 al 13 settembre. Il giorno 11 in Albania è ricominciata la scuola: elementari medie e liceo. Il 12 anche l’asilo ad Oblike ha iniziato le sue attività. Abbiamo 20 bambini iscritti da 3 a 6 anni. Il 14 a Laç Vau i Dejes è stato consacrato vescovo di Sapa Don Simon Kull, con la sua ordinazione si è ricomposta la conferenza episcopale albanese che a causa dei morti e dei vescovi andati in pensione era da più di un anno incompleta. Un anno di grazia del Signore per la chiesa albanese.
La seconda parte del mese di settembre ci ha visti impegnati nella preparazione dei due eventi che ci hanno riempito di gioia prima il XXV anniversario del ritorno della congregazione in Albania con la apertura della missione ad Elbasan, successivamente l’ordinazione sacerdotale del nostro confratello Don Pavlin Preka a Scutari e la prima S. Messa a Bardhaj.
Con ottobre c’è stata l’apertura dell’anno pastorale, la festa della parrocchia il primo del mese, la festa patronale di Obot il 7 insieme al ricordo della consacrazione della chiesa di Bardhaj dedicata alla Madonna del Rosario, le cresime di 44 giovani il 14 ottobre. L’arrivo di Don Paolin e i vari incontri con il vescovo con il parroco della cattedrale con il cerimoniere per l’organizzazione della liturgia della consacrazione, quindi tutti gli accorgimenti per accogliere degnamente 40 tra confratelli, amici e chierici che sono arrivati per questo evento. Il 21 ottobre nella cattedrale di Scutari piena di fedeli, con 45 sacerdoti concelebranti e 5 diaconi Mons. Angelo Massafra ha consacrato Don Paolin sacerdote. Il pranzo con tutti gli invitati circa 300, si è svolto a Bardhaj nel salone dell’oratorio e nel cortile, grazie al tempo bello che il Signore ci ha donato. Si è concluso con balli e danze popolari albanesi che hanno rallegrato tutti i presenti soprattutto i giovani. La sera c’è stato il secondo momento di questa giornata al teatro Migjeni, il teatro della città dove i nostri giovani hanno presentato il recital “Lolek “il giovane Woitila, sulla gioventù e la vocazione di San Giovanni Paolo II. Bellissimo, ha commosso i 600 spettatori che hanno affollato il teatro in ogni suo angolo disponibile. L’arcivescovo presente, ne è rimasto entusiasta e così anche gli attori e dipendenti del teatro e altri venuti per curiosità. La nostra regista Verjana Abazaj che ha preparato i ragazzi, 67 tra attori, ballerini e coro, in questi due mesi di prove, si è commossa per la presentazione emozionante ed è stata intervistata a lungo dai media presenti. Un giorno pieno di emozioni!
Il 22 giornata missionaria mondiale, a Bardhaj Don Paolin emozionatissimo ha celebrato la sua prima Santa Messa. La predica del giorno l’ha preparata il parroco Don Dorian il saluto finale Don Flavio Peloso direttore Generale emerito. Tutto si è svolto con decoro e grande gioia. I fedeli, che hanno riempito la nostra chiesa, hanno seguito la celebrazione con devozione e attenzione fino ai ringraziamenti finali che Don Paolin ha rivolto a tutti coloro che dall’inizio del suo cammino vocazionale fino ad oggi lo hanno seguito, aiutato e sostenuto nei momenti di difficoltà. Terminati i saluti, le foto e gli auguri ci siamo diretti al ristorante Rinja, nel centro di Bardhaj, e 250 tra confratelli, parenti ed amici hanno preso parte al pranzo animato da balli e musiche popolari fino alle 5 del pomeriggio, poi si è tornati a casa per riposarsi un po’. Il giorno dopo, il 23 ottobre, a seguito della Messa di ringraziamento celebrata nella nostra chiesa tutti gli ospiti dall’Italia sono ripartiti per l’aeroporto e rientrati alle loro sedi. Il 28 festa di San Simone e Giuda abbiamo celebrato la festa patronale di Bardhanjor. Don Paolin si è fermato ancora una settimana ed ha celebrato la santa messa ad Oblike, dalle Clarisse, dai salesiani e domenica 29 ad Elbasan e Gramsh. Per la sua ordinazione sono venuti 3 pullman da queste comunità.
Il giorno 1 novembre Don Paolin ha presieduto la celebrazione al cimitero di Bardhaj, dove è anche sepolto suo padre. C’erano moltissimi fedeli, la devozione verso i defunti in Albania è grande. Il 2 Don Paolin è rientrato a Roma per continuare i suoi studi. Lo accompagniamo con la preghiera. Il 4 novembre abbiamo partecipato in cattedrale a Scutari a una grande concelebrazione nel primo anniversario della beatificazione dei 38 martiri albanesi uccisi in odio alla fede durante il comunismo che per quasi 50 anni ha devastato l’Albania. Domenica 5 al teatro Migjeni si è svolta la replica del recital sulla vocazione del papa Giovanni Paolo II. La prima rappresentazione è piaciuta moltissimo tanto che la direttrice stessa del teatro ci ha chiesto di fare una replica. Il teatro si è di nuovo riempito di spettatori e i nostri ragazzi hanno dato una seconda prova di bravura presentando il recital in maniera emozionante. L’anno prossimo 2018, ricorderemo il XXV anniversario della visita di Giovanni Paolo II in Albania. Il primo papa nella storia che ha visitato l’Albania e che insieme a Madre Teresa presente a Scutari in quella occasione hanno sigillato in maniera definitiva il ritorno della libertà religiosa e la fine dell’esperienza comunista nel paese. Si vuole dare risalto a questo ricordo, abbiamo dato la nostra disponibilità a ripresentare il recital anche al teatro nazionale a Tirana.
Ringraziamo tutti cominciando dal padre Provinciale Don Aurelio, Don Assamouan Pierre Kouassi, consigliere generale alle missioni, i confratelli, i chierici con Don Carlo e Don Hyacinthe che li hanno accompagnati, Don Flavio direttore generale emerito, Don Achille che da provinciale ha sostenuto la missione in ogni sua iniziativa e Don Leonardo, Don Felice, Don Ivaldo, Don Alberto, Don Francesco Mazzitelli, i confratelli di Elbasan e un bel gruppo di amici che in occasione della consacrazione di Paolin sono venuti a Bardhaj. Sono stati dei giorni di benedizione e di gioia condivisa. Preghiamo e speriamo di poter ripetere quanto prima una esperienza simile.  Il Signore vi benedica tutti. Pregate per noi perché l’annuncio del Vangelo porti frutti di santità e pace e il Signore ci doni altre numerose e sante vocazioni.

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Vi presentiamo il saluto del Direttore provinciale rivolto ai partecipanti al Simposio ecumenico del 19 ottobre scorso ad Elbasan, in occasione del 25° anniversario degli orionini in Albania.

Gentili autorità civili e religiose,
Pregiatissimi fratelli di altre confessioni e religioni,
Carissimi confratelli e amici,

Mi unisco volentieri a tutti voi che partecipate al 25° anniversario della presenza orionina in Albania. Se confrontati con la storia cristiana del vostro Paese, 25 anni sono veramente poca cosa, ma, nel microcosmo della storia orionina, si tratta di un traguardo significativo, dove la carità di Don Orione si è espressa con iniziative di bene. Infatti, nei primi anni dopo la caduta del regime, i religiosi della Piccola Opera si sono distinti nell'ambito della carità con gesti in favore degli ultimi, come il fondatore ha loro insegnato. Di conseguenza, ricordare la storia orionina in Albania significa celebrare un rendimento di grazie a Dio che ha reso più bella la Congregazione e apprezzata per le sue opere. Ricordare oggi questa storia di bene “è indispensabile per tenere viva l’identità, così come per rinsaldare l’unità della famiglia religiosa” (Francesco, A tutti i Consacrati,1).

In verità gli orionini erano giunti una prima volta nel Paese delle Aquile a metà degli anni trenta, rispondendo positivamente all'invito, più volte reiterato, del Cardinale Fumasoni Biondi, Prefetto della Congregazione di "Propaganda fide". Nemmeno 10 anni dopo, nel 1943, essi dirigevano un orfanotrofio maschile di 100 alunni a Scutari, un'azienda agricola a Bushati, una scuola professionale e la chiesa di san Paolo a Durazzo, una parrocchia a Zoimeni, un incipiente Piccolo Cottolengo a Tirana e un piccolo seminario nella "casa Ceka" presso Scutari. Ben 24 religiosi lavoravano in queste comunità, guidati da Don Sante Gemelli.

Le violenze della guerra e del regime comunista, pur volendo sopprimere ogni segno di umanità e di fede, non sono riuscite nel loro intento per cui, dopo il lungo inverno, la primavera è tornata e gli orionini sono giunti a Elbasan per collaborare alla riedificazione non di case e strade, ma della coscienza e della fede, abbruttite da un regime disumano. In quel contesto difficile, sono giunti i primi missionari, armati di generosità, di fede e di una certa ingenuità, preziosa amica per superare tante difficoltà.

Alcuni religiosi "della prima ora" sono tornati in Italia, mentre altri sono giunti in un secondo momento. Solo Don Giuseppe De Guglielmo è protagonista in prima persona di questa lunga storia che egli ha vissuto per intero. Per questa ragione, la festa del 25° che ha il sapore più di un nuovo inizio che di un traguardo raggiunto, si trasforma in un ringraziamento profondo dell'intera Provincia religiosa a questo confratello che ha annunciato il Vangelo, ha promosso iniziative per i giovani, ha "combattuto la buona battaglia" (2Tim 4,7) della fedeltà in una nazione dove ha dato il meglio della propria esperienza umana, cristiana e sacerdotale.

La ricorrenza dei 25 anni è anzitutto occasione per guardare il passato con gratitudine; infatti, dopo il pronto soccorso dei primi anni, la presenza degli orionini si è consolidata con le due parrocchie di Elbasan e di Bardhaj, l'oratorio, le stazioni missionarie e le tante attività di bene verso i giovani, specie i corsi professionali. Ma la più grande opera di Dio, segno della sua benedizione, sono i tre confratelli Don Dorian, Don Pavlin e il ch. Dritan. Essi sono il segno più grande che il carisma di san Luigi Orione si è ormai radicato nei cuori degli albanesi.

La rilettura sapienziale del passato mette in risalto la fedeltà di Dio che si è manifestata come misericordia. Attraverso di essa, Egli ha reso visibile la sua onnipotenza, come dice una delle collette più antiche del Messale Romano: “O Dio che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono” (XXVI Domenica del Tempo ordinario). Per manifestarci la sua presenza, il Signore ha scelto non un’idea astratta, ma un atteggiamento reale, concreto, un sentimento profondo, naturale, fatto di tenerezza e di compassione, di indulgenza e di perdono.

La celebrazione del 25° suggerisce alcune conversioni.
"Al di sopra di tutto vi sia la carità che è il vincolo di perfezione" (Col 3,15), raccomandava l'apostolo Paolo ai Colossesi. Anche oggi, questa è la prima testimonianza, specie in una società come la nostra che si caratterizza per lo scontro, la difficile convivenza tra le culture, la sopraffazione sui più deboli, le disuguaglianze. Questa è la prima forma di fedeltà al progetto di Dio, la più necessaria, quella che garantirà il successo del futuro apostolato.

La seconda conversione consiste nel rimanere fedeli alla missione che ci è stata affidata. I nostri ministeri, le nostre opere, le nostre presenze, rispondono a quanto lo Spirito ha chiesto? Sono adeguate a perseguirne la finalità nella società e nella Chiesa di oggi? C’è qualcosa che dobbiamo cambiare? In altre parole, la ricorrenza del 25° è un interrogativo per chiederci se forse, dopo un primo periodo di eroismo, non si intravvedono già le crepe di una pastorale ripetitiva che fatica a rispondere ai bisogni del popolo. C’è tanto bisogno di sacerdoti, religiosi, operatori pastorali che sappiano portare in ogni ambiente, anche il più lontano, il profumo della carità di Cristo e la misericordia di Dio a tutti, indistintamente. Così raccomandava Papa Francesco ai PP. Capitolari della Congregazione orionina.

Infine, la terza conversione, consiste nel guardare al futuro con iniziative concrete che aprano il cuore all'ottimismo. Non a caso, la ricorrenza che stiamo celebrando, si inserisce nel progetto pastorale provinciale dal tema: "Guardiamo il futuro con concretezza ed ottimismo: le 14 opere di misericordia". Credo che sia giunto il momento di attuare in modo nuovo le parole di Don Orione: "cercare e medicare le piaghe del popolo, curarne le infermità, andargli incontro nel morale e nel materiale: in questo modo la vostra azione sarà non solamente efficace, ma profondamente cristiana e salvatrice" (Scritti 61,114). In altre parole siamo chiamati a lenire le ferite della solitudine, della discordia, della vendetta... “con l’olio della consolazione, a fasciarle con la misericordia e a curarle con la solidarietà e l’attenzione dovuta. Non cadiamo nell’indifferenza che umilia, nell’abitudinarietà che anestetizza (Francesco, Misericordiae Vultus,15). Quante persone vivono al nostro fianco bisognose di essere accolte, medicate, ascoltate e custodite. Non è giunto, quindi, il tempo di pensare a qualche segno di facile realizzazione che vada in questo senso?

Carissimi, mentre auguro ai miei confratelli e a tutti voi di festeggiare fra venticinque anni, con lo stesso entusiasmo odierno, il 50° della presenza orionina in Albania, chiedo per tutti al Signore "il coraggio del bene" e la perseveranza nell'attuarlo.

Don Aurelio Fusi

(Direttore Provinciale)

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Come tradizione, il giorno dopo l'ordinazione, il novello sacerdote celebra la sua prima messa, insieme ai familiari ed amici.

Ci uniamo alle preghiere di quanti hanno pregato con lui in questa celebrazione, per sostenere il suo cammino e quello di tutti i giovani che hanno detto sì al Signore, offrendo la loro vita.

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La missione orionina in Albania ha festeggiato il 18 ottobre i suoi primi 25 anni. Tra le tante iniziative per ringraziare e celebrare questo compleanno importante, sicuramente il momento che più rispecchia il carisma di San Luigi Orione è stata l'ordinazione sacerdotale di Pavlin Preka, ieri a Scutari. Don Orione amava e valorizzava la vocazione religiosa a tal punto da scrivere in una lettera del 1914 "Il desiderio della vita perfetta non può venire che da Dio. È una somma grazia che Iddio ti fa: la vocazione religiosa è il più grande beneficio di Dio, dopo il battesimo. (…) E la vocazione religiosa non è già di chi è perfetto; ma di chi desidera di diventarlo. (…) Va avanti alla Madonna: mettiti come uno straccio, di più, come un figlio, ma bambino nelle sue mani, e poi decidi come fossi in punto di morte, e avrai deciso bene”

Il venticinquesimo anniversario dell'arrivo dei sacerdoti orionini non poteva che culminare nell'ordinazione di un giovane che con il suo sì pieno al Signore continua la sua opera seguendo le orme di san Luigi Orione.

Ma non solo questa festa ha visto protagonisti gli orionini in Albania: mercoledì a Elbasan si è tenuto un simposio a cui hanno partecipato, tra gli altri, il vescovo ortodosso AnDon Merdani, della  diocesi di Elbasan-Shpati-Librazhd; il Myftì, della regione di Elbasan, Agim Duka; il Pastore dell’Alleanza del Vangelo, Ilirjan Gjoni. Tra le autorità civili hanno partecipato: il Prefetto della città, sig. Arben Kamami; il Vice Sindaco Ervin Saraçi e il deputato del Parlamento sig. Taulat Balla. Presenti anche numerose Suore del distretto di Elbasan, un nutrito gruppo di giovani e alcuni laici orionini venuti dall’Italia.

Don Achille Morabito ha trattato il tema “Don Orione e l’Albania”, ripercorrendo le tappe che hanno portato la Congregazione nel “Paese delle aquile”. Molto prezioso, a riguardo, è il Diario scritto da Don Santo Gemelli, primo missionario in Albania negli anni Trenta. Dopo l’avvento al potere di Henver Hoxha, nel gennaio del 1946, i confratelli furono tutti espulsi dall’Albania.  Nel luglio del 1991 – dopo l’appello di Giovanni Paolo II – la Congregazione prese i primi contatti per un «ritorno» al di là dell’Adriatico. E così il 18 ottobre 1992 si ricominciò l’avventura in Albania con due confratelli: Don Giuseppe De Guglielmo e Fratel Renato Ponassi. Successivamente la comunità di Elbasan, prima, e quella di Shiroka, fondata del 1998, hanno accolto altri confratelli.

Don Felice Bruno, Consigliere provinciale delegato per le missioni, ha trattato il tema “Passione per Cristo, per l’uomo, per l’unità”. Partendo dal motto: Instaurare omnia in Cristo ha sottolineato l’amore appassionato a Cristo che si rivela in alcune pagine straordinarie che ci manifestano un volto di Don Orione mistico. Ma il suo non è un amore astratto, ma si declina in una passione grande per l’uomo, nei quali vede, ama e serve il Figlio dell’Uomo. Un amore che si fa impegno per la giustizia e il riconoscimento della dignità dei poveri  la battaglia per il riconoscimento delle 8 ore per le mondine, l’accoglienza in seminario dei neri in Brasile, delle religiose e religiosi ipovedenti…). Infine l’amore per Gesù si declina in una passione per l’unità dei cristiani: la preghiera di Gesù divenne la sua preghiera, un suo impegno attraverso la carità. Dopo aver sottolineato l’importanza dell’ecumenismo della carità, ha evidenziato il ruolo dei “Piccolo Cottolengo” costruiti in tutte le grandi città, quali particolari centri di ecumenismo concreto, con l’accoglienza di chiunque abbia un dolore da lenire, di ogni lingua, razza e cultura. Infine, ricordando il decennale della nascita della creazione del centro interreligioso di Elbasan, Don Bruno ha sottolineato il ruolo delle Chiese e delle religioni nella collaborazione per la costruzione di un mondo più giusto e fraterno.

Don Giuseppe De Guglielmo ha concluso gli interventi, ricordando in modo particolare i primi momenti, che non è esagerato definire “eroici”, viste le difficoltà di ogni tipo, dalla lingua alla cultura, dalle strutture alla situazione economica disastrosa, per non parlare dei danni morali e psicologici che aveva generato  il regime comunista per quasi 50 anni. Ecco uno dei passaggi del suo intervento: «Dopo qualche giorno, le  paure e i pregiudizi sparirono di colpo; fummo  avvolti da un’atmosfera di accoglienza calorosa. Mi rimasero impresse nella memoria, tra l’altro, le bellissime e significative benedizioni che ci venivano rivolte, come: “Benedette le tue gambe che ti hanno portato oggi qui a casa mia” (una vecchietta di Gjinar)…. Fratel  Renato invece si tuffò, nel vero senso della parola, nei quartieri di Elbasan più problematici  con delle sacche di povertà estreme e di abbandono sociale. In pochissimi giorni tutti conoscevano chi era Fratel Renato! Cominciò col distribuire caramelle e immagini sacre, alimenti,  biancheria… Tutti lo rispettavano: niente albanese, italiano così così;  non era un intellettuale esperto in problematiche sociali; però  parlava  una lingua molto  strana, che non si apprende nei banchi di scuola e che tutti capiscono: la lingua della carità».

 

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Oggi, 18 ottobre, ricordiamo i 25 anni della riapertura della missione in Albania. Il 5 ottobre 1980 il Papa Giovanni Paolo II visitò Otranto e parlando dei martiri di ieri e di oggi, da lì con sguardo profetico disse: “E così nell’odierna circostanza non posso non volgere il mio sguardo, oltre il mare, alla non distante eroica Chiesa in Albania, sconvolta da dura e prolungata persecuzione ma arricchita dalla testimonianza dei suoi martiri: Vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e semplici fedeli.”  Invitando a stare pronti per ritornare ad annunciare il vangelo in quella regione. Nella nuova costituzione approvata nel 1967 il dittatore Enver Oxha, aveva dichiarato l’Albania stato ateo e inasprito la persecuzione contro la chiesa cattolica, le sue istituzioni e le sue proprietà che furono requisite dallo stato. Molte chiese distrutte, altre trasformate, fu proibita qualsiasi manifestazione di fede pubblica e privata. Il Vaticano dichiarato nemico dello stato. Una delle frequenti accuse contro i sacerdoti, i vescovi o laici, per arrestarli era: spie del vaticano.
Il 21 febbraio del 1991 dopo quasi 50 anni di regime ed isolamento dal mondo, la gente abbatté la grande statua del dittatore nella piazza centrale di Tirana e quel fatto segnò la fine del regime comunista. Dopo alcune visite fatte nella primavera del 1992, da Don Giovanni d’Onorio De Meo, superiore della provincia ss. Apostoli il 18 ottobre di quell’anno don Giuseppe De Guglielmo fu il primo orionino che tornò in Albania ad Elbasan perché quella fu la città dove ci indirizzò l’allora nunzio apostolico mons. Ivan Diaz. Parliamo di ritorno perché i primi confratelli in Albania li inviò Don Orione stesso nel 1936. Furono mandati per assistere i numerosi lavoratori italiani che in quel tempo operavano in Albania, ma poi allargarono il loro apostolato prendendo la cura pastorale di varie parrocchie, dell’orfanotrofio di Scutari, aprendo un piccolo seminario e anche una colonia agricola. Terminata la seconda guerra mondiale il partito comunista prese il potere eliminando tutti gli avversari e come prima decisione espulse tutti i missionari cattolici. L’ultimo orionino a lasciare l’Albania fu don Sante Gemelli nel 1946. Dopo i primi anni molto difficili a causa della instabilità politica e sociale e della estrema povertà: rivoluzioni, guerra del Kossovo, clandestini che scappavano, migrazioni interne ed esterne, bande criminali, ci si sta avviando verso una normalizzazione di vita ed anche il lavoro pastorale è più tranquillo. Il 21 giugno del 1998 fu aperta la seconda comunità orionina a Shiroka, villaggio nei dintorni di Scutari, poi nel 2014 è stato realizzato il centro Don Orione a Bardhaj. Nel 2005 abbiamo avuto il primo sacerdote albanese Don Dorian Mjestri di Elbasan ed ora a conclusione di questo 25° ci sarà l’ordinazione del secondo Don Pavlin Preka, di Bardhaj, una gioia per la parrocchia, per la congregazione e per la chiesa.

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Il giorno 8 settembre nella chiesa parrocchiale della Madonna del Rosario di Bardhaj alle 18.00 durante la messa della festa della nascita di Maria, il chierico Dritan Boka ha rinnovato, nelle mani di Don Rolando Reda (delegato dal provinciale), i suoi voti temporanei per un anno. Hanno concelebrato i confratelli della comunità Don Dorian Mjestri, Don Giuseppe Testa e i confratelli venuti per l’occasione da Elbasan, Don Giuseppe De Guglielmo e Don Giuseppe Bisceglia.  Erano presenti i familiari di Dritan, in particolre il papà che nonostante le difficoltà che ha nel muoversi ha voluto essere accompagnato fino alla chiesa per essere presente a questo momento importante per il figlio e un folto gruppo di giovani di Bardhaj e di Oblike ai quali dopo la comunione Dritan stesso ha rivolto un pensiero raccontando la bellezza gioiosa dell’esperienza che sta vivendo nella risposta alla chiamata del Signore sia nello studio che nella attenzione ai poveri nella bella esperienza vissuta durante l’estate nelle nostre missioni del Madagascar. Si è pregato per lui affinché si rafforzi nella sua risposta e perché il Signore in mezzo ai giovani susciti altre vocazioni per il regno di Dio, il bene della Chiesa e lo sviluppo della congregazione in Albania. Un Kokteil semplice, ma gioioso ha concluso la serata.

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Il 7 settembre 2017 è stato ordinato il nuovo Vescovo dell’amministrazione apostolica del sud Albania mons. Giovanni Peragine, barnabita di Altamura. Mons. Hil Kabashi da un anno, compiuti i 75 anni aveva presentato le sue dimissioni, e all’inizio di settembre di questo anno è arrivata la notizia della scelta di padre Giovanni come suo successore. Da 20 anni inviato missionario in Albania è stato parroco di Milot e presidente della conferenza dei religiosi e delle religiose in Albania e presidente delle conferenze dei superiori maggiori di Europa. La celebrazione di consacrazione è stata presieduta dall’arcivescovo di Tirana Durazzo mons. Giorgio Frendo, di cui è stato collaboratore come vicario foraneo. Hanno concelebrato tutti i vescovi dell'Albania, del Kosovo e del Montenegro e tanti sacerdoti religiosi e sacerdoti diocesani. Un avvenimento ecclesiale per tutta l’Albania reso vivo dalla presenza di molti religiosi e religiose e da un grande numero di fedeli che gioiosamente hanno cantato e pregato per il nuovo vescovo. La cominità orionina aspetta con gioia il nuovo Vescovo per festeggiare con la comunità di Elbasan, che in ottobre ricorderà il XXV della sua apertura, nel territorio dell’amministrazione apostolica. I confratelli di Bardhaj e quelli di Elbasan insieme a don Felice Bruno consigliere provinciale alle missioni venuto da Roma, hanno partecipato all’evento per testimoniare la piena disponibilità della provincia alla collaborazione pastorale con il nuovo ordinario.

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Riceviamo da Don Rolando, Don Dorian e Don Giuseppe Testa notizie dalla missione orionina del Nord Albania.


Carissimi confratelli, amici e benefattori vicini e lontani,
abbiamo vissuto il mese di maggio, mese dedicato alla Madonna con grande gioia e intensità. Ci conforta che la devozione verso la nostra Mamma Celeste, Maria SS. è molto radicata nei nostri fedeli e cercano di trasmetterla alle nuove generazioni.
Siamo rimasti un poco indietro con le notizie delle nostre attività pastorali, educative e sociali. La parrocchia, nelle nostre comunità di Bardhaj, Oblike e Obot è ancora l’unico punto di riferimento sicuro per le famiglie ed i giovani. Nel mese di gennaio abbiamo avuto una grande ondata di freddo che ha creato gravi disagi a molte famiglie che non hanno come difendersi. Le case sono costruite con blocchi di cemento, il tetto non è coibentato, rari sono quelli che hanno finestre con i doppi vetri, insomma quando la temperatura va sotto zero tutti soffrono. La conseguenza sono stati i molti funerali di anziani che abbiamo celebrato, le scuole sono state chiuse per 3 settimane, perché quasi nessuna ha il riscaldamento. Molti sono stati i danni registrati nell’agricoltura: mandarini, limoni, aranci, palme bruciate dal freddo, poi pompe rotte, tubazioni squarciate, cisterne ghiacciate. Anche il nostro pozzo di 50 metri, è rimasto bloccato 3 giorni. A febbraio la situazione è migliorata. Il 6 abbiamo ricordato una data particolare i 50 anni dal famoso ordine dato dal dittatore Enver Oxha, di chiudere tutti i luoghi di culto perché la nuova costituzione stabiliva che l’Albania fosse uno stato ateo, quindi venivano proibite tutte le manifestazioni di fede pubbliche e private e la religione veniva dichiarata nemica dello stato, del progresso e del popolo e quindi sono cominciati i momenti più duri della persecuzione contro la Chiesa Cattolica, le sue istituzioni e attività. Tutti i beni: terre, case, ospedali, scuole ecc… sono stati incamerati dallo stato, molte chiese sono state distrutte, altre trasformate e utilizzate per altri scopi: palazzetto dello sport, cinema, magazzini, centri culturali, teatri e tribunali. I vescovi ed i sacerdoti che contestarono questa imposizione furono arrestati, torturati e fucilati. Ma abbiamo anche, ricordato il 25° anniversario della riapertura del seminario interdiocesano che avvenne nel 1992 proprio nella stessa data del 6 febbraio, la sede fu l’episcopio perché il seminario era stato occupato da circa 20 famiglie che non volevano lasciare lo stabile.  Nel 1994, dopo che erano stati consacrati i primi quattro vescovi da Giovanni Paolo II, e quindi anche il neo vescovo di Scutari mons. Frano Illia che aveva bisogno della sua sede, dovette intervenire la polizia per far sgombrare la struttura. Il comune si prese l’impegno di trovare una soluzione abitativa per gli sfrattati. Uno dei problemi gravi creati dal comunismo in Albania è legato all’abolizione della proprietà privata e l’incameramento di tutti i beni da parte dello stato che poi li ha utilizzati secondo i propri criteri. Caduto il regime ritornare in possesso dei propri beni: terre, case, appartamenti, botteghe, è una lotta estenuante tra antichi proprietari, utilizzatori e imbroglioni che corrompono i funzionari preposti al catasto e fanno carte false per dimostrare un diritto che non hanno o come è successo a noi orionini ad Elbasan dove il comune ha venduto alla chiesa Cattolica un terreno che non le apparteneva e dopo 15 anni sono usciti i proprietari, quando sul terreno era stata costruita una chiesa, una scuola e un oratorio, ma il tribunale della città ha dato ragione agli antichi proprietari senza chiamare in causa chi aveva creato il problema ossia il Comune. I conflitti per le proprietà sono migliaia e spesso non si vede soluzione perché la corruzione nella giustizia è a livelli altissimi.
Con l’inizio di marzo c’è stato un netto miglioramento del tempo, quindi la gente, soprattutto i contadini hanno ricominciato a lavorare con la speranza di un raccolto buono. Durante la quaresima tutte le attività pastorali di Bardhaj, Oblike e Obot sono state portate avanti con grande entusiasmo e partecipazione da parte della gente e dei ragazzi: catechismo, oratorio, momenti di formazione per i giovani, incontri con gli amici nel marzo orionino, incontri con le famiglie, benedizione delle case. Il primo aprile si è svolta la ormai tradizionale via Crucis sul monte Tarabosh con la partecipazione di oltre 1000 giovani. Quest’anno è iniziata dal santuario della Madonna del buon Consiglio come primo momento di ricordo per i 550 anni dalla partenza della immagine della Madonna per Genazzano. Sabato 8 aprile abbiamo celebrato la giornata mondiale dei giovani a livello diocesano secondo le varie zone pastorali. Don Rolando ha guidato la zona numero due, mentre don Dorian e don Giuseppe hanno accolto i giovani della zona nr. 3 a Bardhaj. Canti, giochi, momenti di riflessione, testimonianze sui martiri albanesi, preghiera e possibilità di confessarsi in preparazione alla Pasqua hanno scandito la mattinata. Il tema è stato quello indicato dal papa “Grandi cose ha fatto il Signore per me.” Ci ha presentato la giovane Maria come modello di giovane aperto alla volontà di Dio che va incontro agli altri. Poi è iniziata la settimana santa: dobbiamo ringraziare il Signore che abbiamo una grande massa di persone che vengono per le confessioni e per le celebrazioni di questa settimana centrale in tutto l’anno liturgico. Il venerdì santo al mattino c’è stata la presentazione della via crucis vivente oltre 60 giovani si sono impegnati per mesi per provare le varie scene e i dialoghi con i costumi dell’epoca realizzati dalle suore Oblate della Madonna del Rosario, che hanno collaborato con grande impegno in tutto. Anche il vescovo Mons. Angelo Massafra, che ha partecipato alla manifestazione, è rimasto ammirato dell’impegno profuso e dalla bellezza della manifestazione. La notte di Pasqua abbiamo avuto le veglie a Bardhaj e Oblike. Il giorno di Pasqua Don Dorian è andato in Dukagjin, sulle montagne ed ha celebrato in due villaggi: Breglumi e Thethe dove da Natale non era salito più alcun sacerdote, rendendo un bel servizio agli abitanti delle montagne. Don Rolando e Don Giuseppe si sono divisi le celebrazioni a Bardhaj, Bardhanjor, Obot, Oblike e Fermentin. Il lunedì di Pasqua abbiamo organizzato una grande festa in oratorio con tutti coloro che hanno collaborato nella settimana santa, all’ora di pranzo erano oltre 200 i giovani e i ragazzi presenti. Panini, e salcicce per tutti.
Dopo Pasqua sono iniziati i festeggiamenti per il 550° anniversario della partenza della Madonna. Il 22 aprile un simposio scientifico, il 25 aprile il pellegrinaggio a piedi al santuario ed il 26 la festa: la celebrazione l’ha presieduta il delegato del Papa sua eccellenza il Card. Vincenzo Rodè. Questo è il fatto: il 26 aprile del 1467, l’esercito ottomano arrivò a Scutari e la cinse di assedio. Il santuario era fuori delle mura della città e fu subito distrutto ma come dice la leggenda, l’immagine della Madonna, un affresco di Maria con il bambino in braccio, preso dagli angeli la sera prima era volato via e portato a Genazzano, una cittadina a sud di Roma, dove gli agostiniani costruirono un bellissimo santuario attorno a questo affresco comparso miracolosamente. Lo accompagnavano anche due uomini di nobile famiglia che essendo in preghiera in quel momento furono rapiti in estasi e a “piè asciutto traversarono il mare con lo stuolo celeste”. Cosa sia avvenuto in realtà non lo sappiamo ma l’affresco di sicura provenienza scutarina si trova dal 1467 a Genazzano. Nel 500° anniversario di questo avvenimento non si era potuto fare nulla perché eravamo nel pieno del regime comunista che proprio in quell’anno distrussero il santuario esistente che era stato costruito nel 1917. La partecipazione della gente, nel ricordo della rinascita del santuario dedicato alla Madonna del Buon Consiglio è stata eccezionale. Domenica 30 aprile, Don Rolando con alcuni giovani della parrocchia, è stato a Roma perché nella nostra parrocchia Mater Dei a Montemario è stato ordinato diacono Paolin Preka, albanese, giovane del nostro villaggio di Bardhaj. Una grande gioia per la congregazione e per tutti noi.
Il mese di maggio è iniziato con grande devozione da parte di tanta gente. Per tutto il mese circa 150-200 persone hanno partecipato con fedeltà e devozione alla santa messa mattutina delle ore 7 in parrocchia. Il 3 maggio Don Giuseppe Testa è partito per Roma e poi con il gruppo dei confratelli in pellegrinaggio a Fatima nel ricordo del 100° anniversario delle apparizioni, ha pregato per tutti noi.
Grazie ad Anna, diplomata in recitazione e regia, con 20 dei nostri giovani di Oblike e Bardhaj, stiamo realizzando un corso di recitazione alla ricerca di nuovi talenti e per l’animazione delle feste delle nostre comunità. Il 5 e 6 Don Rolando e suor Veronica hanno partecipato al corso di formazione per formatori organizzato dal KSHEL su perseveranza e discernimento della vocazione molto bello e stimolante. Il 6 maggio Don Dorian ha guidato 2 pullman di parrocchiani in pellegrinaggio a Laç, al santuario di Santo Antonio. Il 7 giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, ci ha visti impegnati in maniera più intensa, in vista della ordinazione sacerdotale di Paolin, inoltre in quel giorno è anche arrivato il nuovo nunzio apostolico in Albania Mons. John Charlie Brown, che per molti anni ha lavorato insieme al Card. Jozef Razinger e al nostro Don Sandro Belano alla congregazione per la dottrina della fede. Il 9 maggio nel pomeriggio Don Dorian è andato all’aeroporto a prendere Don Giuseppe di ritorno dal pellegrinaggio a Fatima insieme a Don Felice Bruno consigliere alle missioni, oppure aree extra italiane della provincia. Si è fermato vari giorni con noi vedendo tutte le nostre attività e i nostri progetti, nell’incontro del 15 maggio fatto ad Elbasan tra le due comunità ci ha consegnato il libretto delle conclusioni del 1° capitolo provinciale con commento sulle varie decisioni prese. Abbiamo parlato del 25° della missione in Albania e della ordinazione sacerdotale di Paolin in ottobre. Dal 10 a 13 Don Rolando ha organizzato e seguito il triduo di preparazione per la festa della Madonna di Fatima a Oblike, nel centenario delle apparizioni. Tutte le famiglie hanno partecipato alle iniziative di preghiera e attività varie organizzate in questa occasione. Il messaggio della Madonna di pregare e tornare al Signore è stato ripetuto e speriamo porti frutti abbondanti di bene. In questa occasione grazie al contributo di alcuni benefattori è stato ripitturato l’esterno della chiesa.
Abbiamo iniziato anche il triduo in preparazione alla festa di San Luigi Orione. Il 16 al mattino con tanti ragazzi ha celebrato Don Dorian, nel pomeriggio Don Rolando. Prima dell’inizio della s. Messa ha cominciato a piovere con intensità, la festa e l’aperitivo sono stati spostati all’interno del salone. 300 persone, la gioia è stata grande conclusa con l’aperitivo per tutti.
Il 19 al mattino ci siamo incontrati a Tirana con il gruppo di Elbasan per programmare alcuni giorni di formazione insieme durante l’estate, poi nel pomeriggio è arrivato Adamo nostro collaboratore ai progetti di formazione. Il 20 si è concluso il percorso di formazione per adolescenti, al villaggio della pace con le ultime indicazioni e con una grande festa. I nostri giovani hanno avuto un ruolo importante come animatori degli incontri mensili. Oltre 100 giovani da varie parrocchie della diocesi hanno partecipato alla iniziativa e il vescovo che aveva caldeggiato l’iniziativa è stato quasi sempre presente mettendosi a disposizione per le confessioni e incontri personali con i giovani. Il 22 è iniziata la nostra settimana di collaborazione con il santuario per la SS. Messa alle 18 di sera e le confessioni. Tutti i giorni c’è stata una grande presenza di fedeli. Il 25 c’è stata la festa a Dajç breg Bunes per l’Ascensione del Signore e per le cresime. L’arcivescovo ha presieduto la celebrazione, poi nel pomeriggio è partito per Roma insieme agli altri vescovi per la visita “ad Limina” che hanno iniziato il 26 con la celebrazione sulla tomba di San Pietro. Il 27 ultimo sabato del mese di maggio al santuario ha presieduto Don Rolando di fronte a quasi 3 mila persone che hanno ascoltato e seguito con devozione il rosario e poi la SS. Messa. Domenica 28 a Bardhaj abbiamo avuto le prime comunioni, 35 bambini dopo due anni di preparazione catechistica hanno ricevuto con gioia ed emozione la prima comunione per la festa di tutta la comunità. Il 29 Don Rolando ha chiuso il mese di maggio a Obot con la processione per le vie del villaggio e la SS. Messa. Nonostante il caldo c’è stata una buona partecipazione dei fedeli. Il 31 si è chiuso ufficialmente il mese mariano con pellegrinaggi da Bardhaj e da Oblike a piedi. Migliaia sono state le persone presenti. Ha presieduto, per la prima volta dal suo arrivo, il Nunzio apostolico Mons. John Brown, meravigliato del gran numero e della devozione dei fedeli.
La Madonna ci benedica tutti e ci protegga sotto il suo manto. Auguriamo ogni bene e ringraziamo di cuore tutti gli amici, i benefattori e coloro che ci sostengono con la loro preghiera. “Ave Maria e avanti” ci ripeteva Don Orione, “sempre nel bene”. Le opere di carità siano i mezzi che utilizzeremo per condurre il cuore dei giovani e dei poveri a Cristo, alla chiesa e al papa, e costruiremo la nuova civiltà dell’amore.                                                                                                              



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Giovedì, 27 Aprile 2017

Albania - Auguri di Pasqua

Pubblichiamo gli auguri di Don Rolando, Don Dorian, Don Emilio e i tre Don Giuseppe: De Guglielmo, Bisceglia e Testa

Carissimi confratelli, amici e benefattori vicini e lontani,
vogliamo con questo breve scritto, inviarvi i nostri auguri più belli per la santa Pasqua. Durante la settimana santa siamo stati molte ore impegnati non solo nelle celebrazioni, speciali e bellissime che prevede la liturgia ma in confessionale. Tanta gente è venuta ed ha ricevuto il perdono di Cristo con devozione e gioia. Il venerdì santo i nostri giovani di Bardhaj hanno presentato alla comunità la via Crucis vivente che ha emozionato anche il vescovo mons. Massafra presente tra noi. Sono state le cose belle vissute in questi giorni dalla nostra comunità qui in Albania. I mezzi di comunicazione sociale che abbiamo a disposizione ci rendono partecipi di tutti gli avvenimenti del mondo in tempo reale ovunque ci troviamo. Le notizie che corrono sul web con più velocità sono quelle negative: guerre, bombardamenti, uccisioni, attentati, migrazioni, ingiustizie, corruzioni, mafie, scandali ecc… nei vari telegiornali ne sentiamo una serie mattino, mezzo giorno e sera. In mezzo a questa situazione dai toni scuri, la Chiesa ci annuncia una novità, una notizia bomba, la madre di tutte le bombe che può salvare l’umanità e non distruggerla, una speranza, una promessa di gioia e di salvezza: Cristo è risorto!!! Rallegrati Vergine Maria, alleluia, Il Signore è veramente risorto, alleluia. Con occhio profetico San Luigi Orione vedeva nella morte in croce di Cristo l’avvenimento fondamentale, l’inizio, il germoglio della nuova umanità. “Io non sento che una infinita, divina sinfonia di spiriti, palpitanti intorno alla croce, e la croce stilla per noi goccia a goccia attraverso i secoli, il sangue divino sparso per ciascuna anima umana. Dalla croce Cristo grida: “Sitio” Terribile grido di arsura, che non è della carne, ma è grido di sete, di anime, ed è per questa sete delle anime nostre che Cristo muore”. Risuona allora nel profondo dell’animo nostro il comandamento di Gesù “Amatevi l’un l’altro come io ho amato voi. Vi ho detto tutte queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.” È la nuova civiltà dell’amore instaurata da Cristo risorto che fa urgenza alle porte delle nazioni e al cuore di ciascuno di noi. Charitas Christi urget nos! “Coraggio miei fratelli: sursum corda! Sursum corda! E avanti, sempre avanti nel bene! Christus heri, hodie et in secula! Alleluja!Alleluja!Alleluja! Cristo è risorto! E ancora è con noi! Fratelli, risorgiamo con Lui! Allarghiamo i nostri orizzonti, eleviamo il nostro spirito a tutto ciò che è alta vita, che è luce, che è bello, buono vero, santo. Cristo è risorto! Vedo Gesù che torna: non è un fantasma, no! È lui, il Maestro, è Gesù che cammina sulle acque limacciose di questo mondo così torbido, così spaventoso. L’avvenire è di Cristo! T’avanza, t’avanza o divino Risorto! La barca di questo povero mondo fa acqua da tutte le parti: senza di Te va a fondo: vieni, o Signore, vieni! Risuscita in tutti i cuori, in tutte le famiglie: su tutte le piaghe della terra. O Cristo, risorgi e risorgi! Senti il grido angoscioso delle turbe. A te appartengono, sono tua conquista.” (San Luigi Orione.)
Buona Pasqua a tutti. Dall’Albania

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Un'iniziativa particolare all'oratorio di Elbasan: per i bambini che frequentano gratuitamente il dopo scuola è stata realizzata un'attività di sensibilizzazione sull'educazione stradale.
Ogni mese il gruppo del doposcuola segue un approfondimento: stavolta i bambini hanno affrontato l'educazione stradale. I ragazzi si sono preparati realizzando un piccolo spettacolo basato su quanto hanno imparato nel mese.  Hanno imparato a memoria la loro parte da recitare, hanno preparato i cartelloni riguardo all'argomento che dovevano presentare e l'hanno poi rappresentato davanti agli altri ragazzi dell'oratorio.  Invitato d'onore Don Giuseppe, la cui presenza ha valorizzato i risultati del lavoro dei bambini: egli ha poiavuto l'onore di distribuire a ciascuno di loro i lavori fatti durante il periodo ottobre - febbraio (le schede di verifica), da portare a casa a far vedere ai loro genitori. Infine, festa per tutti con una buona merenda e una marmalata da portare a casa.

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Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3