Messina – Il Servizio Civile si fa comunità: una testimonianza
Ci sono esperienze di Servizio Civile che durano dodici mesi. E poi ci sono esperienze che, in quei dodici mesi, lasciano qualcosa che continua nel tempo.
Nella parrocchia Santa Maria Consolata di Messina, è ripartito il 1°ottobre il doposcuola con 53 bambini iscritti, grazie alla presenza dai volontari del Servizio Civile Universale Don Orione, accompagnati dagli operatori e affiancati dai volontari della comunità parrocchiale.
È un esempio concreto di come il Servizio Civile Universale, possa diventare molto più di un progetto: può trasformarsi in un servizio reale per il territorio, in un’opportunità per le famiglie e in una straordinaria scuola di cittadinanza per i giovani.
Dietro la presenza dei dodici giovani c’è un lavoro importante di organizzazione, formazione e accompagnamento. ENDO-FAP ETS attraverso la gestione del Servizio Civile Universale Don Orione, crea le condizioni perché i giovani possano vivere il loro servizio all’interno delle opere, incontrando bisogni reali e mettendo a disposizione tempo, energie e capacità.
Fondamentale è anche il ruolo degli OLP, operatori locali di progetto, che accompagnano i ragazzi nel percorso quotidiano, li sostengono nelle difficoltà e li aiutano a trasformare ciò che vivono in una vera esperienza di crescita. Perché un giovane non viene semplicemente mandato a svolgere un’attività: viene accompagnato mentre impara a mettersi al servizio degli altri.
Ed è proprio questo il valore del Servizio Civile: mettere in relazione i giovani con una necessità concreta e trasformare il loro impegno in un beneficio per tutta la comunità.
C’è poi un segnale particolarmente bello: alcuni giovani che negli anni passati hanno concluso il Servizio Civile continuano ancora oggi a collaborare volontariamente al doposcuola. Il loro servizio è terminato, ma non il legame con la comunità. Questo significa che l’esperienza ha lasciato una traccia, ha creato appartenenza e ha fatto comprendere che il tempo dedicato agli altri è un investimento sulla propria crescita e sul bene comune.
Quella di Messina non vuole essere una storia da raccontare per dire “quanto siamo bravi”, ma vuole essere soprattutto un esempio da condividere: l’esempio di cosa accade se il progetto di Servizio Civile Universale Don Orione risponde a un bisogno vero del territorio.
A Messina la risposta è concreta: 53 bambini, dodici giovani, operatori, volontari e una comunità che cresce insieme. Non esiste una formula da copiare. Ogni territorio ha le proprie necessità. Ma esiste un principio che può essere condiviso: guardare il territorio, individuare una fragilità e mettere i giovani nelle condizioni di costruire una risposta.
È una modalità profondamente orionina. San Luigi Orione, nella Messina ferita dal terremoto del 1908, seppe guardare la realtà e rivolgere la propria attenzione soprattutto ai più fragili e ai bambini. Oggi le fragilità sono diverse, ma la missione resta attuale: essere presenti dove c’è bisogno.
Un grazie a chi rende possibile tutto questo Grazie ai dodici giovani del Servizio Civile che oggi iniziano il loro percorso. Grazie agli operatori che li accompagnano. Grazie a ENDO-FAP, che rende possibile questa rete di servizio, formazione e crescita. Grazie ai volontari e alla comunità di Santa Maria Consolata. E grazie ai giovani degli anni passati che hanno dimostrato che il Servizio Civile può continuare anche dopo la conclusione del progetto.
Oggi riapre il doposcuola. Ma, soprattutto, riparte una grande esperienza di cittadinanza attiva. Dodici giovani entrano in servizio. Cinquantatré bambini li aspettano. Una comunità è pronta ad accompagnarli. Questo è il Servizio Civile Universale Don Orione: non soltanto un anno da vivere, ma un’esperienza da portarsi dentro.
E se questa storia farà nascere, in qualche altra realtà Don Orione d’Italia, la domanda “Perché non proviamo a fare qualcosa di simile anche noi?”, allora Messina avrà fatto qualcosa di ancora più importante: avrà trasformato la propria esperienza in un’opportunità per tutta la rete.
L’OLP Antonino






