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XVII Domenica del Tempo Ordinario – Insegnaci a pregare

XVII Domenica del Tempo Ordinario – Insegnaci a pregare

Cercare, trovare, bussare, pregare. La preghiera: a tutti gli uomini e donne di ogni tempo, di ogni cultura, di ogni religione. Solo l’uomo è un essere che prega. E tutti pregano, anche chi si dice ateo.

Qual è la caratteristica della preghiera dei cristiani? L’evangelista Luca ci dà la risposta.

«Signore, insegnaci a pregare». Oggi la liturgia ci invita a tornare all’essenziale, alla sorgente della preghiera cristiana: la fiducia nel Padre. Il cuore della celebrazione è la relazione filiale che ci lega a Dio, una relazione viva, fiduciosa, quotidiana.

Il “Padre nostro” riassume tutto ciò che noi siamo, tutto ciò per cui viviamo, tutto ciò di cui abbiamo bisogno, tutto ciò che ci qualifica come veri figli di Dio, veri discepoli di Cristo. Inizia con la parola “Padre”. A lui rivolgiamo tutte le nostre preghiere, le nostre suppliche, perché la radice di ogni preghiera è il riconoscere, è il confessare la nostra figliolanza, il nostro essere figli suoi.

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