Kiev – A noi non ci ferma nessuno
Queste sono le parole di Don Moreno Cattelan, sacerdote orionino impegnato nella missione a Kiev.
Cinquanta amici e volontari si sono collegati da diverse parti d’Italia, per incontrarlo su Meet. Hanno ascoltato la sua testimonianza, semplice ma, come sempre, potente. Le sue parole hanno fatto entrare per qualche momento nella realtà di chi vive ogni giorno sotto la minaccia della guerra in Ucraina.
“È un logoramento continuo. La pressione che si sente è molto forte”, ha iniziato don Moreno, “In questi quattro anni e mezzo la guerra ha attraversato diverse fasi, racconta, ma questo è uno dei momenti più difficili. I bombardamenti colpiscono giorno e notte e prendono di mira infrastrutture e abitazioni, depositi di alimentari e distributori di benzina. Non sempre al supermercato quindi si trova quello che serve e, in ogni caso, i prezzi aumentano giorno dopo giorno. Tutto questo inevitabilmente condiziona la quotidianità”.
Le parole di don Moreno non nascondono la fragilità, ma raccontano un coraggio vero: quello di restare, di condividere, di continuare a servire anche quando la paura entra nella vita di ogni giorno.
“𝐌𝐚 𝐚 𝐧𝐨𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐢 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐨”, sottolinea don Moreno con un sorriso.
E infatti hanno moltiplicato le distribuzioni: ogni lunedì e mercoledì vengono preparati 220 pasti per chi ha bisogno. Il martedì e il giovedì si distribuiscono vestiti e tutto ciò che la Provvidenza riesce a mettere a disposizione.
Anche in mezzo alla paura continuano a nascere piccoli segni di speranza: l’acquisto di un appartamento al 25° piano del palazzo per accogliere chi desidera dare una mano e il posizionamento di un prefabbricato, acquistato grazie alla generosità di sponsor italiani, che sarà inaugurato sabato.
“Come possiamo aiutarti, don?” gli viene chiesto.
Spontaneamente arriva una proposta: condividere questa esperienza, andando lì di persona, ma è consapevole della situazione e oggi non sarebbe sicuro. Ci sarà un tempo, però, in cui sarà possibile tornare e collaborare alla ricostruzione. E sarà quello il momento per condividere da vicino questa esperienza.
Ora possiamo contribuire sostenendo i piccoli progetti: il regalo per i bambini dell’oratorio per San Nicola, il pranzo di Natale per i poveri e tante altre iniziative di aiuto. E poi c’è un modo ancora più semplice, ma fondamentale, per essere vicini a don Moreno e alle persone che accompagna: non lasciarli soli e pregare per loro.
“Se non abbiamo questa forza, diventa davvero difficile andare avanti”, conclude don Moreno.
E allora, anche da lontano, vogliamo sentirci “uno in Cristo, uniti nella missione”, tema scelto da papa Leone XIV per la 100ª Giornata Missionaria Mondiale del prossimo ottobre.
Uniti nella preghiera, nella carità, nella vicinanza. Perché essere missionari significa forse anche questo: 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢, i𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦e.



