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Novena alla Madonna della Guardia – Sesto giorno

Novena alla Madonna della Guardia – Sesto giorno

Il sesto giorno della novena è dedicato alla preghiera alla Vergine sotto il titolo di Madre del bell’amore.

Alle ore 17 don Flaviu nella riflessione ha sottolineato come dopo aver mostrato indignazione per l’ipocrisia dei farisei, Gesù invita a superare le sole pratiche esteriori per concentrarsi sull’essenziale: la vera trasformazione del cuore. “Non basta adempiere a precetti come la decima o fare offerte se poi mancano l’amore e l’attenzione ai comandamenti più importanti. Per verificare la sincerità della nostra fede, evidenzia tre segnali fondamentali che devono guidare la nostra vita quotidiana. Il primo è la giustizia, intesa come rispetto della dignità di ogni persona, vista con gli occhi di Dio e senza giudizi basati sull’apparenza o la ricchezza. Il secondo è la misericordia, che ci spinge ad accettare i limiti propri e altrui senza ridurre il prossimo ai suoi errori, proprio come Dio fa con noi. Il terzo è la fedeltà, da vivere nel bene, nella preghiera e verso la famiglia, soprattutto nei momenti difficili e di fronte alle incomprensioni. L’esempio di San Luigi Orione dimostra come la fedeltà perseveri nell’amore anche di fronte a invidie o ingratitudini”. L’invito finale rivolto a Maria è di aiutarci a esaminare il nostro cuore per far crescere una fede autentica.

Alle ore 21 mons. Prastaro nell’omelia sottolinea come la seconda parte del Magnificat prefigura le Beatitudini, annunciando una salvezza in cui il braccio potente di Dio non agisce con la violenza, ma con compassione e misericordia per riscattare chi è perduto. “Questa dinamica si riflette nella parabola del Buon Samaritano: mentre le autorità religiose tirano dritto per non contaminarsi con l’impurità del sangue, il Samaritano — figura di Cristo — si ferma, mossa da una profonda compassione per il viandante ferito. Dio non si spaventa per l’allontanamento o l’indegnità dell’uomo, ma lo cerca attivamente e si fa carico del suo dolore attraverso gesti concreti e quotidiani, affidando poi il ferito alla cura della locanda, simbolo della Chiesa. La misericordia divina supera ogni limite di ragionevolezza e chiede oggi ai credenti di prestare le proprie braccia a questo amore: l’aiuto verso i bisognosi passa dalla concretezza di tutti i giorni e dal toccare la carne soffrente di Cristo. Seguendo l’insegnamento di don Orione, il cuore del cristiano è chiamato ad accogliere e fare propri tutti i dolori e le lacrime dell’umanità, rifiutando la tentazione dell’indifferenza. Tuttavia, alla compassione e al pianto occorre unire l’indignazione di fronte all’ingiustizia, per reagire e farsi carico del male altrui senza voltarsi dall’altra parte. L’immagine del braccio di Dio e della Chiesa si riassume infine nella Pietà di Michelangelo, che sostiene e accoglie il corpo sofferente del Cristo presente nei fratelli”.

Presente il vicariato di Voghera con don Cristiano Orezzi responsabile della pastorale giovanile diocesana e numerosi sacerdoti orionini. Ad animare la liturgia il Coro San Rocco di Voghera e la Corale Mozart di Acqui Terme diretta dal M° Bellomo.

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