Novena alla Madonna della Guardia – Ottavo giorno
Ottavo giorno della novena nel quale la Chiesa celebra la memoria di Santa Monica. La madre del grande Agostino, ci invita ad unire al sacrificio eucaristico di Cristo tutte le sofferenze delle famiglie i cui membri non hanno in comune la stessa fede. Il ruolo della donna è in questi casi insostituibile.
Alle ore 17 don Flaviu nella riflessione ha sottolineato come il Vangelo odierno ci invita a vegliare e a farci trovare pronti all’incontro con il Signore, un evento certo che non deve incutere timore ma accendere il desiderio, poiché Dio non è un ladro che viene a rubare la vita, ma lo sposo che si presenta a noi. “Vegliare significa evitare l’anestesia del cuore e il torpore dell’anima schiacciata sul presente, fuggendo la tentazione di rimandare il bene al domani nell’illusione che ci sia sempre tempo. Essere fedeli implica mettere al servizio del prossimo i doni e le ricchezze spirituali e materiali ricevuti da Dio, proprio come ha fatto Maria, rimasta sempre al fianco di Gesù nei momenti più bui, e come ha testimoniato San Luigi Orione, che spendeva ogni momento della sua vita correndo tra i bisognosi senza mai fermarsi. Ogni attimo è un dono prezioso e irripetibile: per questo siamo chiamati a sporcarci le mani nell’amore quotidiano e a fari carico degli altri oggi stesso, attendendo con gioia e il cuore sveglio il momento in cui il Signore busserà alla nostra porta”.
Alle ore 21 mons. Prastaro nell’omelia ha invitato con insistenza alla vigilanza interiore, prendendo le mosse dall’esortazione evangelica a vegliare e tenersi pronti. “La vera vita spirituale richiede un’attenzione costante verso le intenzioni del cuore, poiché proprio lì si gioca la libertà dell’uomo e si decide se seguire Dio o cedere al male: persino un’azione all’apparenza buona, come un sorriso, può essere inquinata da un’intenzione cattiva. Sul modello di Maria, che custodiva e meditava ogni evento nel suo cuore, i fedeli sono chiamati a riscoprire l’essenziale, evitando di farsi assorbire dal superfluo o dalle esteriorità. Vigilare significa anzitutto resistere alle tentazioni classiche — l’avidità, la ricerca della gloria e la presunzione di strumentalizzare Dio — ma anche al cinismo e al pessimismo moderni, che portano a credere che il male sia più forte del bene. In secondo luogo, la vigilanza è discernimento attivo della volontà divina nelle situazioni concrete della quotidianità; a questo proposito, il testo ricorda con fermezza che la volontà di Dio orienta sempre al bene, alla pace e all’accoglienza, senza mai giustificare guerre, vendette o menzogne. Infine, viene posto un accento fondamentale sul valore delle parole: in una società incline al conflitto e all’insulto facile, è necessario custodire il linguaggio, rifiutando espressioni violente o etichettanti che feriscono la dignità altrui, per scegliere invece parole buone capaci di edificare, unire e donare speranza”.
Presente il vicariato Padano con il vicario episcopale e foraneo don Maurizio Ceriani e tutti gli altri parroci don Caorsi, don Ferretti, don Ingrascì, ed il diacono Gianpaolo insieme a numerosi fedeli. Ad animare la liturgia la Corale parrocchiale di Sale diretta dal M° Daniela Menditto.
Al termine il rettore, don Luigino Brolese, ha salutato e ringraziato il vescovo mons. Prastaro che conclude questo cammino di preparazione non potendosi fermare domani per l’utimo giorno perchè chiamato ad un impegno alla CEI. Anche da parte del vescovo ci sono state sincere parole di grazie per aver pregato insieme in questo tempio della Vergine voluto da San Luigi Orione.












