Bergamo – La festa di Don Orione con il Vescovo
Il Centro Don Orione di Bergamo ha avuto la gioia di festeggiare il 12 marzo, giorno in cui si ricorda la nascita al Cielo di don Orione, con Monsignor Francesco Beschi.
Sua Eccellenza ha presieduto la celebrazione della Santa Messa, insieme a Don Gianni Giarolo, Direttore del Centro, e agli altri sacerdoti orionini della comunità. Tra questi erano presenti anche don Ugo Dei Cas e don Aurelio Fusi, che negli anni scorsi sono stati direttori del Centro. La celebrazione è stata resa ancora più solenne e partecipata grazie al Coro degli Ospiti, diretto dalle educatrizi Tiziana e Stefania e da Anna, volontaria dell’AVo, accompagnato alla chitarra dall’amica Claudia. Dopo settimane di prove e di trepida attesa, gli ospiti, tutti con una maglia rossa come divisa, hanno animato la funzione magistralmente, mettendo voce e cuore in ogni canto.
Un pensiero affettuoso è andato a Don Cirillo Longo, figura storica e co-fondatore del Centro Don Orione, che ci ha lasciati durante la pandemia il 19 marzo 2020. La sua eredità continua a vivere in queste mura. “Sono molto felice e commosso — ha detto monsignor Beschi — di celebrare con voi questa festa. Profonda è la considerazione che personalmente ho di questa comunità; ampio è l’apprezzamento per questa opera, non solo per il servizio che rende. Sono felice di essere qui per ricordare la figura di San Luigi Orione e don Cirillo Longo, artefici di questa Casa”.
“La gioia – ha sottolineato il Vescovo nell’omelia – sta dentro il cuore di ognuno di noi nella misura in cui riceviamo e doniamo amore. Gioia e Carità sono unite perché hanno la stessa fonte nell’amore. Nella mia lettera pastorale di quest’anno ho deciso di parlare della gioia perché noi cristiani dobbiamo offrire motivi di gioia. Non c’è nessun limite che possa impedire di dare e avere amore e, quindi, essere felici. Non basta la risposta a un bisogno, pur necessaria; quello che ricordiamo come gesto indimenticabile è un gesto di umanità e quella relazione in cui traspare gentilezza e attenzione. Questa è l’umanità che San Luigi ha rappresentato con la sua vita e la sua testimonianza. Viviamo la gioia di ssere capaci di amore fino all’ultimo giorno della nostra vita”.
Il Vescovo ha ricevuto in dono, a ricordo della sua graditissima visita, un bouquet di fiori di carta fatti a mano, un disegno con dedica, una sciarpa di lana realizzata da un’opsite e una copia de “La vetrata”, il giornalino scritto da operatori e ospiti del Centro.


















