Tortona – Don Goggi, luce di carità che brilla nel tempo
Ieri, la famiglia orionina si è riunita al Santuario della Madonna della Guardia di Tortona per un momento di profonda spiritualità con la solenne celebrazione eucaristica in onore di don Gaspare Goggi, dichiarato Venerabile lo scorso 21 novembre 2025. Un riconoscimento atteso, che onora la memoria di colui che don Orione definiva il “primo figlio della Divina Provvidenza”.
Monsignor Guido Marini ha presieduto la solenne celebrazione, insieme a numerosi sacerdoti dell’Opera e da don Costantino Marostegan, parroco di Pozzolo Formigaro, paese natale di don Goggi. Significativa, la presenza di autorità civili e militari, con in testa i Sindaci di Tortona e di Pozzolo Formigaro, a testimoniare il legame indissolubile tra il Venerabile e il suo territorio, alcuni parenti di don Goggi e fedeli di Bettole di Tortona. Ad animare la liturgia la Corale del Santuario “San Luigi Orione”, diretta dal M° Enrico Vercesi.
Don Flavio Peloso, Postulatore Generale, all’inizio della celebrazione ha offerto l’incipit spirituale della giornata ricordando come i nostri occhi siano oggi puntati su don Goggi, figura cardine che, insieme a don Orione e a don Sterpi, hanno costituito la “triade” iniziale della Congregazione.
Nell’omelia, mons. Marini ha ripreso le parole della testi di questa V domenica “per Annum”, sottolineando il tema della luce. Il Vescovo ha spiegato che la santità di don Gaspare è stata come quella di una piccola candela accesa al grande Cero Pasquale che è Cristo. A proseguito ricordando come: “Don Orione disse al giovane Gaspare: ‘Accendi la tua anima alla carità soave e operosa di Cristo’. Egli prese sul serio questo invito, trasformando ogni studio, ogni lezione e ogni direzione spirituale in un palpito dell’amore di Gesù.” Ha poi ricordato come la breve vita di don Goggi, conclusasi a soli 31 anni, sia stata una sintesi perfetta tra cultura e carità: un uomo che, pur nelle tenebre della malattia, ha continuato a risplendere perché “la sua vita non era altro che Gesù Cristo”.
Al termine, processionalmente, i fedeli si sono recati nella Cripta del Santuario davanti alla tomba di don Goggi per l’atto di commemorazione.
Don Goggi ci insegna che non serve una vita lunga per lasciare un solco profondo, ma una vita colma d’amore. La sua figura oggi non è solo un ricordo del passato, ma una bussola spirituale che ci invita a non restare spenti, esortandoci ad accendere ogni giorno la nostra piccola candela al fuoco della carità, per essere, anche noi, luce nelle tenebre del mondo.















