Genova – Le opere orionine, fari di carità
Venerdì scorso, nel teatro Von Pauer, Don Roberto Polimeni, economo provinciale, ha radunato operatori e collaboratori delle realtà orionine di Genova, per un incontro sulla Programmazione strategica 2026-2030.
Don Roberto ha presentato questo progetto partendo dal 1933, l’anno in cui Don Orione ricevette la proposta di acquistare la Casa di Paverano. Passò la notte in preghiera sul monte Figogna, aggrappato al cancello della cappella dell’apparizione della Madonna della Guardia, per chiedere a Dio di fargli comprendere la sua volontà.
“Pianificazione Strategica è una parola tecnica che traduce discernimento, desiderio e volontà di Dio” ha detto don Roberto “Siamo chiamati oggi a farci la stessa domanda per continuare a essere il cuore di Don Orione, facendo attenzione a tre tentazioni in cui possiamo cadere guardando al futuro: quella di eliminare ciò che non ci piace, di continuare a fare solo ciò che ci piace e di guardarci compiaciuti allo specchio, compiaciuti perche va già tutto bene così com’è”.
Presente a questo incontro anche Cristina Lodi, Assessore al Welfare, Servizi Sociali, Famiglie, Terza Età, Disabilità del Comune di Genova.
Nel suo intervento, Cristina Lodi ha ricordato la frase di Don Orione, “fare del bene sempre”, come impegno che deve guidare gli amministratori locali e nazionali nel rispondere alla domanda: stiamo davvero facendo tutto quello che possiamo? L’assessore Lodi ha poi presentato alcuni progetti su cui l’amministrazione comunale sta lavorando nell’ottica di una collaborazione sempre più stretta con il territorio e gli enti.
Al termine, Don Roberto ha presentato il percorso che le case orionine di Genova affronteranno in questi anni, per continuare a essere come nelle parole di Don Orione: “Altro che la lanterna, che sta sullo scoglio! Il Piccolo Cottolengo sarà un faro gigantesco, che spanderà la sua luce e il suo calore di carità spirituale e corporale anche oltre Genova e oltre l’Italia” .
A Genova cosa c’è? Quali esigenze ha il territorio? Noi cosa possiamo fare? Verrà distribuito un questionario con queste domande che arriverà a tutte le figure professionali, per raccogliere idee, suggerimenti, osservazioni di cui discutere in tavoli di lavoro sulle varie tematiche, che condurranno alla Pianificazione Strategica delle opere orionine di Genova.
A supportare questo processo articolato, un gruppo tutto al femminile composto da Agnese Mongiardini, Chiara Tagliati, Francesca Gianotti, Irene de Vitti e Romina Cervizzo.
Don Carlo Marin, vicario provinciale, ha chiuso l’incontro, spiegando che il Consiglio Provinciale ha voluto partire da Genova, faro della carità orionina, “una carità viva, che non si vede ma di cui si sentono gli effetti”.









