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Alleanza contro le povertà – Legge di Bilancio: tagli al Fondo povertà, in un Paese sempre più povero

Alleanza contro le povertà – Legge di Bilancio: tagli al Fondo povertà, in un Paese sempre più povero

L’Alleanza contro la Povertà, nata alla fine del 2013, raggruppa un ampio numero di soggetti sociali che hanno deciso di contribuire in maniera collettiva nel perseguire questo obiettivo, tra cui l’Opera Don Orione, ha pubblicato a fine 2025 una nota sulla Legge di Bilancio.

“In un Paese sempre più povero, il governo riduce in modo consistente il Fondo per il sostegno alla povertà e all’inclusione attiva, uno degli strumenti centrali per il funzionamento delle politiche sociali sui territori”: così Alleanza contro la Povertà critica le misure contenute nella Legge di Bilancio appena approvata dal Parlamento.

In particolare, esprime “grande preoccupazione e sconcerto per la riduzione del Fondo pari a circa 267 milioni di euro nel solo 2026, con ulteriori riduzioni previste negli anni successivi. Si tratta di un taglio strutturale che incide direttamente sulla capacità dei Comuni e degli ambiti territoriali di garantire servizi sociali, presa in carico delle persone in difficoltà, percorsi di inclusione e accompagnamento. L’Adi viene in questo modo depotenziato e rischia di ridursi a mero sussidio finanziario, destinato a una platea molto ridotta a causa dei requisiti previsti dalla legge 85/2023”.

Tutto questo avviene in un Paese in cui, secondo i dati più recenti dell’Istat, oltre 5,7 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta: quasi 2,2 milioni di famiglie. Una condizione che colpisce in modo particolare i minori, le famiglie numerose, le persone sole e chi risiede nelle aree più fragili del Paese.

“Tagliare il Fondo povertà significa indebolire l’ossatura delle politiche di contrasto all’esclusione sociale – dichiara Antonio Russo, portavoce di Alleanza contro la Povertà – senza risorse adeguate per i servizi territoriali, l’intervento pubblico rischia di ridursi a un sostegno monetario minimo, incapace di affrontare le cause strutturali della povertà”.

Rinnovo senza stop, ma il primo mese è dimezzato

Un’altra novità relativa all’Adi e contenuta nella Legge di Bilancio appena licenziata è l’eliminazione del mese di sospensione tra un ciclo e l’altro: “Solo apparentemente una buona notizia”, rimarca Alleanza contro la povertà, che pure in passato aveva richiesto la continuità della misura. “Il governo infatti, mentre eliminava opportunamente il mese di sospensione, molto inopportunamente, con un emendamento last minute, decideva di dimezzare la prima mensilità dopo il rinnovo. Non siamo quindi di fronte a un rafforzamento reale della misura, ma a logiche di contenimento della spesa: lo Stato guadagna così un centinaio di milioni di euro, ma a farne le spese sono, ancora una volta, i più fragili del Paese”, fa notare Alleanza contro la povertà.

E il portavoce Russo conclude: “In un Paese in cui milioni di persone faticano a soddisfare i bisogni essenziali, servirebbero investimenti stabili e una strategia di lungo periodo, non tagli che colpiscono i servizi più vicini alle persone. Per questo, chiediamo al Governo e al Parlamento di ripristinare le risorse sottratte al Fondo per il sostegno alla povertà e all’inclusione attiva e di avviare un’interlocuzione strutturata con le organizzazioni sociali, affinché il contrasto alla povertà torni ad essere una priorità concreta dell’agenda politica. E rinnoviamo la nostra disponibilità a un produttivo confronto, anche sulle basi dei dati e delle analisi che abbiamo raccolto e presentato ai rappresentanti delle forze politiche lo scorso settembre e alla memoria che abbiamo depositato durante l’audizione, proprio in vista della legge di Bilancio”.

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