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Genova – Cento anni di storia, cento anni di storie di vita trasformate dalla carità

Genova – Cento anni di storia, cento anni di storie di vita trasformate dalla carità

La famiglia carismatica orionina ha celebrato ieri il centenario dell’apertura del primo Piccolo Cottolengo Genovese, aperto il 19 marzo 1924, festa di San Giuseppe, in via del Camoscio n. 2.

Padre Tarcisio Vieira, Direttore Generale, insieme a tutto il Consiglio Generale, a numerosi sacerdoti orionini, al Vicario episcopale Monsignor Giovanni Grondona e al parroco, ha celebrato l’Eucarestia nella Chiesa parrocchiale di Santa Margherita di Marassi, a pochi passi da dove sorgeva quel primo luogo di accoglienza.

La celebrazione solenne e gioiosa è stata costellata da tanti piccoli e nel contempo grandi segni della fecondità di quest’opera di carità, che ha una storia centenaria, che racconta storie di vita trasformate dalla carità.

Il coro che ha animato la funzione era composto da collaboratori, anziani e disabili residenti nelle strutture orionine, religiose orionine e dai membri del coro parrocchiale, tutti uniti dalla gioia di cantare e di poter stare insieme, senza esclusioni, in un’unica grande famiglia.

Oltre al personale che opera nella costellazione di strutture orionine presenti a Genova, c’erano anche numerosi volontari, che da anni si impegnano al servizio degli ospiti con la loro presenza e il loro sorriso. Anche le autorità cittadine, rappresentate dall’Assessore del Comune di Genova Paola Bordilli e dal Municipio Bassa Val Bisagno, hanno testimoniato il legame di Don Orione con la città.

Non poteva mancare una delegazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità, che furono le prime ad accogliere le persone in via del Camoscio, guidate da Suor Maria Stanislaa. C’era la Superiora Provinciale Suor Maria Gemma Monceri, accompagnata da numerose consorelle, e due consigliere generali, Suor Maria Irma Rabasa e Suor Maria Gilse Pereira Dias.

Nei saluti iniziali, Don Dorino Zordan, Direttore del Piccolo Cottolengo genovese, ha ricordato le origini dell’opera e ripercorso lo sviluppo che quel piccolo seme ha avuto in cento anni, sostenuto dalla carità e dall’intervento della Divina Provvidenza.

Il verbo che può sintetizzare la liturgia di oggi –  ha detto Padre Tarcisio Vieria, nell’omelia – è GENERARE. Noi siamo chiamati a essere generativi, a generare vita per gli altri. La fecondità di un’opera è un segno di Dio e la verifica del nostro operato apostolico parte proprio dal domandarci se siamo omno generativi”.

Padre Tarcisio si è anche soffermato sul titolo dato alle celebrazioni del centenario: un secolo di storie. “Può sembrare un errore, si doveva forse dire un secolo di storia – ha detto il Padre generale – ma un secolo di storie racconta bene questi cento anni di vite cambiate, generate in una realtà nuova grazie alla carità di Don Orione”.

Il Direttore Generale ha concluso l’omelia con una preghiera: “Don Orione parlando del Piccolo Genovese scriveva “Sentirai il soffio della carità passare sopra le umane sventure”. Vorrei oggi che questo spirito di carità possa segnare la nostra vita e le nostre azioni, affinchè il nome di Don Orione continui a vivere nel cuore dei poveri e dei sofferenti“.

Dopo la messa, gli allievi dell’Istituto Comprensivo San Fruttuoso che sorge poco distante dal Paverano, hanno presentato un piccolo momento musicale. Poi l’assemblea si è recata dove sorgeva la prima casa orionina, dove è stata posta una targa commemorativa a perenne memoria del seme piantato da Don Orione.

 

 

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