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Editoriale – Mercoledì delle Ceneri

Editoriale – Mercoledì delle Ceneri

Inizia oggi la Quaresima, tempo di vera conversione e di rinnovamento spirituale, di riconciliazione con Dio e con i fratelli.
“L’inizio dei quaranta giorni di penitenza, nel Rito romano, è qualificato dall’austero simbolo delle Ceneri, che contraddistingue la Liturgia del Mercoledì delle Ceneri”
Il gesto di coprirsi di cenere, sorto nella tradizione biblica e riservato nella Chiesa antica a coloro che si sottoponevano alla penitenza canonica, “ha il senso del riconoscere la propria fragilità e mortalità, bisognosa di essere redenta dalla misericordia di Dio. Lontano dall’essere un gesto puramente esteriore, la Chiesa lo ha conservato come simbolo dell’atteggiamento del cuore penitente che ciascun battezzato è chiamato ad assumere nell’itinerario quaresimale. I fedeli, che accorrono numerosi per ricevere le Ceneri, saranno dunque aiutati a percepire il significato interiore implicato in questo gesto, che apre alla conversione e all’impegno del rinnovamento pasquale.”

Il cerimoniere Fabio Mogni, ci offre una sua riflessione tratta dal Messaggio del Santo Padre Francesco (QUI) sulla Quaresima.
L’ascolto della Parola azione fondamentale nella nostra vita.
La bellezza e ricchezza della Parola è azione personale e comunitaria che ci aiuta a comprendere ancor più il sacrificio di Cristo sulla Croce.  La Porta della Misericordia non si è chiusa! Siamo chiamati nella meditazione della Parola a “varcarla” per ottenere grazia e perdono. … prendiamoci del tempo per permettere ad essa di scendere nel nostro cuore.
Dio aiuta: lasciamogli spazio per entrare nella nostra vita.
La parabola che ci viene proposta è altamente emotiva e profondamente drammatica ma siamo chiamati a riscoprirne il significato per la nostra vita, non riduciamola ad una lettura frettolosa senza addentrarci e comprendere fino in fondo l’evidente “comandamento dell’amore fraterno” scaturito dalle forti parole di Gesù: “Beati voi poveri… Guai a voi ricchi” (Lc 6,20-24) in riferimento al contrasto dei due personaggi. L’etimologia del nome Lazzaro: “Dio aiuta” ci sia d’incoraggiamento per un abbandono totale al Padre che ci vuole abbracciare se andiamo a Lui umili e pentiti. Importate l’invito del Santo Padre: “(Lazzaro) …si presenta come un individuo a cui associare una storia personale” … esaminiamo noi stessi!
Aprire le porte del nostro cuore per essere dono al prossimo.
“Lazzaro ci insegna che l’altro è dono”! Quando sarebbe bello che questa affermazione venga rivolta ad ognuno di noi. Essere dono implica prima di tutto una relazione con l’altro, con il fratello che abbiamo accanto, nella famiglia, nel lavoro, nella società; per comprendere appieno l’azione di un Dio “fatto carne” fino ad “assumere la nostra condizione umana!” … dobbiamo farci “pane spezzato” per il prossimo!
L’incontro con Dio è apertura al bisognoso.
Il Santo Padre conclude dicendoci che la Quaresima è “tempo favorevole per rinnovarsi nell’incontro con Cristo vivo nella sua Parola, nei sacramenti, nel prossimo”. Certi che il cammino ci richiede impegno, costanza e forza nel risollevarci dalle cadute, chiediamo in prestito a San Paolo “le armi della fede per combattere la buona battaglia” per arrivare al mattino della Pasqua proclamando che Gesù ha vinto la morte, regna e trionferà nei secoli.

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