"Siamo del Papa di dentro e di fuori, con una totale adesione di mente e di cuore, di azione, di opere e di vita"
Don Orione

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Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

 

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Venerdì 6 maggio, si è svolto presso l’auditorium del Don Orione di Reggio Calabria, un convegno sul tema, “Anno della Misericordia-: Giornata di informazione sulla Donazione degli Organi”. L’evento è stato promosso dal MLO di Reggio Calabria, in collaborazione con Il Centro Regionale Trapianti Calabria.  Già dal lontano 14 maggio dell'anno 1956 Papa PIO XII parlando ai delegati dell’AIDO di Cornee ha detto “Con l’avvento del trapianto di organi, l’uomo ha trovato il modo di offrire parte di sé, del suo sangue e del suo corpo, perché altri continuino a vivere”.  La donazione, oltre ad offrire la migliore qualità di vita possibile ai pazienti che possono beneficiare di un trapianto, sublima l’altruismo del donatore e allevia il carico assistenziale dei sistemi sanitari.
 All’incontro hanno partecipato, il Dr. Pellegrino Mancini - Direttore Centro Regionale Trapianti, il Prof. Giuseppe Doldo - direttore dell’Unità Operativa Anestesia e Rianimazione degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabira, il Dott. Angelo Dima - direttore dell'Ufficio anagrafe del Comune di Reggio Calabria, Mons. Antonino Iachino già Vicario Generale Arcidiocesi Reggio-Bova e Don Domenico Crucitti - Parroco del Santuario di Sant'Antonio e Assistente Spirituale MLO.
Dopo le doverose presentazioni, la portavoce del MLO, Sig.ra Rosetta Zito, ha chiarito ai presenti in sala il perché di questa iniziativa. Il MLO di Reggio Calabria, cosciente della propria identità, perché Laico, perché Cristiano, vuole essere portavoce e portatore di valori, testimone della Carità di Cristo, su esempio di San Luigi Orione e come Lui uscire “dalle Sacrestie ed andare incontro ai fratelli.
Successivamente ha preso la parola il Dr. Mancini il quale ha evidenziato come ancora in Calabria non vi è la Cultura del Donare gli Organi. “Ma sono fiducioso - ha detto – perché con l'opera di sensibilizzazione e la disponibilità espressa dalle associazioni, dalle scuole, dalle parrocchie e oggi posso dire, anche con l'aiuto del MLO, faremo passi in avanti.”
Dopo l'intervento vigoroso e convincente del Dr. Mancini ha preso la parola il Dr. Doldo il quale con una delicatezza e semplicità unica, ha espresso il suo pensiero.
“Considerare l’espianto e il trapianto di organi significa entrare nella zona così concreta e misteriosa dell’intreccio continuo fra il vivere e il morire. La questione etica è posta da tante persone ammalate e affaticate in attesa che possano ritrovare il benessere, la salute nel senso globale del termine (psico-fisico, relazionale, ambientale) solamente ricevendo un organo sano, da persone disponibili a donarlo. Ma questo può avvenire solo nel momento della morte celebrale di queste persone, da qui in poi inizia l’iter per l’espianto degli Organi.”
L'intervento di Mons. Iachino è stato conciso e molto profondo, “Dio ha preso carne, è diventato pienamente uomo in Gesù di Nazareth; è un Dio di relazione, mosso continuamente dalla compassione e dalla partecipazione profonda all’umanità degli altri, specie a quella più tribolata, sofferente, emarginata. Gesù di Nazareth con le persone ammalate nel corpo e nella psiche vive costantemente attenzione, premura, cura, contatto fisico, guarigione e comunicazione di forza, serenità e fiducia. Quando ci viene indicato quale sia l’atteggiamento più importante della vita e chi sia veramente il nostro prossimo il Vangelo insegna che non c ‘è un amico più grande di chi dà la vita per colui o coloro che ama. Gesù di Nazareth ci indica la verifica ultima della fede, nel saperlo riconoscere ed essere concretamente solidali con Lui nel fratello affamato, assetato, nudo, ammalato, forestiero, carcerato. Dal Vangelo non proviene nessun dubbio, ma anzi arriva una profonda e continua sollecitazione alla donazione. La donazione non è mancanza di rispetto alla vita, alla morte, al corpo delle persone, proprio perché la vita continua nel Mistero di Dio e va considerata nella sua globalità, di spiritualità e di corporeità.”
Altro momento importante è stata la parte giuridica dell'assenso- dissenso che ogni cittadino Italiano può dichiarare sulla propria carta d'identità. Questo tema è stato affrontato dal Dott. Dima dell'ufficio anagrafe. Si tratta di un provvedimento semplice ma nel contempo importante “Prevede che alle Cittadine e ai Cittadini, al momento del rilascio del documento di identità, sia data la possibilità di esprimere e far registrare la propria volontà di donazione di organi, tessuti e cellule.
Toccante e commovente è stata la testimonianza di Michele un trapiantato di rene, “Ho ritrovato la Vita grazie a un Donatore e del suo dono ne faccio tesoro. Grazie a questa esperienza ho ritrovato l'amore di Dio, anche se Lui non mi ha mai abbandonato, per questo, gusto la vita con occhi diversi.”
Ha concluso i lavori Don Domenico Crucitti, il quale nel ringraziare i relatori, ha ricordato che questo è l'anno della Misericordia, l'anno in cui occorre Donarsi con Carità e Amore verso i fratelli più bisognosi.

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Martedì 8 marzo 2016 c’è stato l’ultimo incontro del corso di formazione volontari, momento per le conclusioni e definire il profilo del “volontario orionino”. Dopo la consueta recita del Vespro, guidata da Don Nello, Simonetta, un’operatrice, ha introdotto l'attività che poi si sarebbe svolta. Suddivisi liberamente in 5 gruppi di discussione, i partecipanti sono stati invitati a riflettere sugli atteggiamenti fondamentali che contraddistinguono lo stile orionino:

1. Sguardo: promuove e conferma, trasmette il messaggio “tu conti”
2. Reciprocità, parità, cura: accoglienza, spirito di fraternità e famiglia, relazione simmetrica in cui ognuno è risorsa per l'altro e si cresce insieme
3. Universalità: secondo il carisma di Don Orione “Instaurare omnia in Christo”, porsi al servizio di tutti, divenire collaboratori del Signore per un'umanità redenta
4. Talenti e fantasia: approccio capacitante, che coglie e sviluppa i talenti degli ospiti
5. Provvidenza: consapevolezza della propria piccolezza e della necessità di affidarsi a Dio

Ogni gruppo ha ricevuto 2 foto scattate durante laboratori ed attività varie del Centro, particolarmente rappresentative del tema da trattare.
I 20 minuti inizialmente previsti per l'attività si sono notevolmente ampliati, perché in ogni gruppo tutti partecipavano con entusiasmo ed il flusso di idee e riflessioni era inarrestabile, segno tangibile che il corso ha dato i suoi frutti.
Ogni gruppo ha poi scelto un portavoce che ha espresso la sintesi del lavoro svolto ed appeso la scheda compilata e le foto su un tabellone, così da creare visivamente l'idea di metodi e risultati dell'operato del volontario orionino.

Sguardo:
• evitare un atteggiamento troppo protettivo
• passare da uno sguardo distaccato o timoroso a uno che rispetti l'unicità di ogni persona e vada oltre la disabilità
• fare riferimento allo sguardo sereno ed intenso di don Orione, capace di infondere profonda tranquillità
• fare attenzione allo sguardo dei ragazzi, a ciò che esprime
• osservare come tra loro si conoscono e si aiutano, per imparare anche noi a capirli meglio
• relazionarsi con sguardo inclusivo, nella reciprocità

Reciprocità, parità, cura:
• rispettare la volontà e la particolarità di ogni ragazzo, senza voler predominare o imporre il proprio pensiero
• rispettare i tempi dei ragazzi, adattandoci noi a loro
• non sostituirsi al ragazzo e non adottare un atteggiamento impositivo
• empatia, pazienza, ascolto, rispetto
• ascoltare i bisogni che esprimono per capire cosa dare e come darlo
• stimolare i ragazzi a provare a fare da soli
• agire nell'amore e nei valori della cristianità

Universalità:
• non avere preconcetti e pregiudizi
• approcciare l'altro con umiltà, ponendosi allo stesso livello
• disponibilità a mettersi in discussione
• flessibilità e capacità di adattamento alle diverse situazioni che si presentano
• testimoniare la propria esperienza anche all'esterno
• evitare pietismo e buonismo; creare relazione in cui l'altro possa essere se stesso ed esprimere le proprie capacità

Talenti e fantasia:
• curiosità verso le loro preferenze
• rispetto dei loro spazi
• uscire dagli stereotipi della società sul tipo di relazione con i disabili
• consapevolezza del fatto che i disabili possono dare tanto
• provare a stimolarli proponendo attività in cui possano dimostrare le loro abilità
• valorizzare le loro competenze e proporre ciò che a loro piace
• uscire con i ragazzi dal centro e “metterci la faccia”

Provvidenza:
• umiltà e collaborazione: consapevolezza dei propri limiti e talenti, importanza di lavorare insieme nello spirito di famiglia perché le cose migliori nascono proprio dal confronto positivo
• accorgersi delle difficoltà nel gruppo (sia di volontari che ragazzi) per essere strumento della Provvidenza gli uni verso gli altri.
• coltivare la preghiera e la crescita spirituale del gruppo
• non spaventarsi di fronte alle difficoltà, affidarsi e lasciarsi guidare da Dio
• consapevolezza che niente è per caso
• essere propositivi, proporre idee e attività
• apertura a novità e cambiamenti
• non aver paura delle diversità, ma vederle come qualcosa che ci arricchisce e ci fa crescere
• testimoniare anche all'esterno l’atteggiamento di reciprocità e parità con i disabili
• trasmettere entusiasmo e gioia

Tutto il materiale elaborato nel corso degli incontri formativi andrà poi a costituire la “Carta/profilo del volontario”, che verrà consegnata a tutti i partecipanti, unitamente agli attestati, a maggio in occasione della Festa della Riconoscenza.

Come conclusione del corso non potevano mancare due graditissimi regali; il libro “Incontro con uno strano prete”, tratto da uno scritto di Ignazio Silone, e la visione dell'ultima “Buonanotte di don Orione”, tratta dal film sulla sua vita.
Per i volontari è stato come ricevere un “mandato” da don Orione, per portare avanti la sua opera e diventare piccoli strumenti della Provvidenza.
Come da tradizione, anche questa serata si è poi conclusa con una festosa cena tutti insieme.
Essendo l'ultima, non poteva che essere speciale; fragranti e gustose pizze di tutti i tipi, per riempire di colore e allegria una tavolata in cui la gioia della fraternità si mischiava un po' all'amarezza per la fine di un'esperienza bellissima, che ha fatto crescere sia come singoli che come gruppo.
Un grazie di cuore va all'intera equipe “cura del volontariato”, ai relatori, ai partecipanti, a tutti coloro che in qualche modo hanno contribuito a realizzare questo corso.

 

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Giovedì, 10 Marzo 2016

Stato di recepimento ISEE

L'I.S.E.E. è l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente che, certificato tramite un attestato, consente ai contribuenti a basso reddito di accedere a prestazioni sociali e servizi di pubblica utilità a condizioni agevolate. E' dunque uno strumento di Welfare, che si calcola effettuando il rapporto tra Indicatore della Situazione Economica (I.S.E., dato dalla somma dei redditi e dal 20% dei patrimoni mobiliari e immobiliari dei componenti il nucleo familiare) e parametro nella Scala di Equivalenza.
Con la riforma dell’ISEE sono cambiate anche le fasce di riferimento per usufruire di agevolazioni e prestazioni assistenziali. Per potervi accedere è necessario calcolare il proprio reddito ISEE richiedendo la DSU (Dichiarazione Sostituiva Unica) attestante il reddito familiare e la relativa fascia ISEE 2016 di appartenenza. La fascia ISEE 2016 di appartenenza può essere calcolata rivolgendosi ai CAF convenzionati o direttamente all’INPS fornendo informazioni circa il proprio reddito, di qualsiasi natura esso sia, e lo stato patrimoniale della propria famiglia.
Il nuovo ISEE, presenta tra le principali novità l’inclusione di molti redditi finora esclusi dal calcolo, quali i redditi esenti, quelli figurativi degli immobili non locati e delle attività mobiliari, gli assegni di mantenimento per separazione o divorzio o per figli, pensioni, trattamenti assistenziali, previdenziali e indennità per una quota del 20% fino ad un massimo di mille euro.

Ma a che punto siamo con lo stato di recepimento dell'ISEE? Pubblichiamo QUI un interessante articolo a riguardo.

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A Roma, presso il Centro di spiritualità dei Padri Passionisti al Celio di Roma, è in corso dal 26 al 29 gennaio, la 4a Assemblea generale dell’Istituto Secolare Orionino.  Il tema dell'Assemblea, già riflettuto nei mesi scorsi nei gruppi locali, è “Svegli nella Fede e operosi nella carità”. La revisione di vita e la conversione riguarda la donna (dimensione umana), cristiana (dimensione spirituale), orionina (dimensione carismatica), consacrata (appartenenza all’Istituto), in missione (dimensione apostolica).

Lunedì 1 febbraio, in mattinata con Don Enrico Casolari, l'assistente spirituale italiano, alcuni dei membri dell’ISO hanno trascorso una giornata a Velletri, hanno visitato la cattedrale, attraversando la porta santa pregando per ricevere l’indulgenza. A seguire in seminario incontro con i seminaristi, per presentare quello che è l'Istituto Secolare Orionino ai seminaristi, poi la messa presieduta da Don Leonardo Verrilli che ha scelto il segno della pietra su cui ha incentrato l'omelia partendo dalla lettura biblica dove Simei lancia la pietra contro David. Il simbolo della pietra ha un doppio significato, rappresenta in maniera allegorica tutte le volte che noi siamo lanciatori di pietre verso gli altri, ma anche vittime colpite da pietre lanciate dagli altri. La giornata si è poi conclusa con il pranzo, agape fraterna e nel pomeriggio Don Giovanni Carollo ha fatto visitare il seminario.

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Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani - 18-25 Gennaio 2016
In vista della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, pubblichiamo QUI il libretto con l’introduzione al tema (Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio), lo schema di celebrazione comune preparato dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e dal Consiglio Ecumenico delle Chiese, gli otto schemi completi di liturgia per la celebrazione eucaristica dell’intera settimana, preghiere ecumeniche... Ovviamente il testo può essere utilizzato anche in altri momenti, poiché è un impegno per tutto l’anno!
La proposta di preghiera e di riflessione per l’anno 2016 è stata preparata da una Commissione riunitasi a Riga su invito dell’arcivescovo monsignor Z. Stankevičs e giunge, dunque, dalla Lettonia, la cui storia ecclesiale ha vissuto drammatiche esperienze di lotte e sofferenza. Durante la seconda guerra mondiale e sotto il totalitarismo sovietico, il paese vide molte chiese distrutte e i cristiani delle diverse confessioni conobbero l’ecumenismo del sangue. Infatti “sono stati uniti in una comune testimonianza al Vangelo, anche fino al martirio”.
Il sussidio di quest’anno fa riferimento a 1Pt 2, 9 e invita tutti i cristiani a sentirsi “chiamati a proclamare le grandi opere del Signore”: ad unire le voci, pur di tradizioni, culture e lingue diverse, per formare un unico “coro” e un unico ritmo di preghiera, al fine di chiedere il dono di essere una cosa sola.


Come ricorda l’introduzione al tema: i cristiani vivono la loro chiamata battesimale e rendono testimonianza alle opere meravigliose di Dio in molti modi:

Sanando le ferite: secoli di divisione hanno prodotto guerre, contese, contrapposizioni e abusi. Molte ferite sono ancora aperte e sanguinanti. Con l’aiuto della grazia di Dio è necessario chiedere perdono per gli ostacoli che impediscono la riconciliazione. E’ inoltre indispensabile impegnarsi guarire le ferite con l’olio della misericordia ed il vino della speranza, soprattutto nell’azione dello Spirito.

Ricercando la verità e l’unità: la consapevolezza della nostra comune identità in Cristo ci chiama ad adoperarci per rispondere alle questioni che ancora dividono i cristiani. Siamo chiamati, come i discepoli sulla strada di Emmaus, a condividere le nostre esperienze e a scoprire così che, nel nostro comune pellegrinaggio, Gesù Cristo è in mezzo a noi.

Impegnandosi attivamente per promuovere la dignità umana: i cristiani, che sono stati condotti “fuori dalle tenebre” verso la “luce meravigliosa” del Regno, riconoscono la straordinaria dignità di ogni vita umana. Attraverso progetti comuni di servizio sociale e caritativo, siamo inviati a raggiungere i poveri, i bisognosi, le persone affette da dipendenze e gli emarginati.
Su quest’ultimo punto noi orionini siamo in prima linea. Come ha scritto don Flavio nell’ultima circolare “il nostro slancio ecumenico”: “le nostre istituzioni caritative, educative e pastorali sono un laboratorio di unità entro cui imparare/insegnare a superare steccati, pregiudizi e chiusure”.
Poiché come scrisse don Orione, “è proprio del nostro Istituto l’impegno di pregare, lavorare e sacrificarsi per ripristinare, nella Chiesa, l’unità spezzata e favorire con ogni mezzo quello slancio ecumenico che lo Spirito ha suscitato nella sua Chiesa”, mi auguro che durante l’ottavario ciascuna comunità e parrocchia s’impegni a vivere e a trasmettere ai fedeli l’ansia ecumenica del fondatore.

Don Felice Bruno

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Nei giorni 9 e 10 gennaio u.s. si è svolta a Roma Monte Mario la riunione del Segretariato italiano di pastorale giovanile-vocazionale.
Alla riunione, guidata da Don Maurizio Macchi, erano presenti i rappresentanti di tutte le zone della Pastorale orionina in Italia, insieme ai loro assistenti religiosi. Presente anche Don Rolando Reda dell’Albania.
L’incontro è cominciato con la testimonianza di Don Giuseppe Sorani, per diversi anni responsabile della pastorale giovanile orionina in Italia. Don Giuseppe ha sottolineato l’opportunità di privilegiare oggi i rapporti interpersonali, anche a costo di qualche ora di catechesi in meno. I giovani di oggi avvertono molto il bisogno di essere ascoltati. Questa testimonianza ha trovato subito l’eco in alcuni degli assistenti presenti nell’incontro, i quali hanno confermato la validità di questo valore.
A partire da questa testimonianza la riunione si è concentrata sulla ricerca dei valori orionini più importanti per i nostri tempi, da proporre ai giovani. Sono stati individuati alcuni temi da privilegiare: famiglia, sinodalità, fiducia, autonomia e responsabilità, accoglienza, comunione, condivisione, solidarietà, appartenenza, misericordia e carità, essere costruttori, mettersi in relazione, coerenza, amicizia. Alla fine si sono proposti i valori per il prossimo cammino triennale: 1° anno: accoglienza, 2° anno: relazione e 3° anno: appartenenza. Il gruppo del ‘pensatoio’ preparerà e proporrà strumenti pratici per le diverse realtà su base annuale.
Successivamente i giovani hanno riferito come sta andando la Pastorale giovanile-vocazionale nelle rispettive zone dell’Italia.
Un altro argomento che ha assorbito l’attenzione dei partecipanti è stato quello della prossima Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà a Cracovia. I preparativi vanno avanti e sono già in corso le iscrizioni.
Don Graziano Bonfitto ha invece presentato il programma del Giubileo degli adolescenti che si svolgerà nei giorni 22-24 aprile con il Papa. A breve tempo sarà diffuso un volantino con la proposta concreta per gli interessati.

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Grande festa al Centro di Chirignago per l'Epifania 2016, con addirittura un triplo festeggiamento tra martedì 5 e mercoledì 6 gennaio.
Martedì 5 si è ripetuta la tradizionale “Piroea Paroea” presso la locale Azienda Agricola con un numero di presenti di anno in anno sempre più elevato, con tante famiglie e bambini ai quali è stata riservata la bella sorpresa dell'arrivo della Befana con calze e regalini per tutti.
Per gli adulti invece un buon bicchiere di vin brulè ed il salame cotto con polenta. Il tutto supportato dalla bella musica di un’amica DJ.
Il giorno dell'Epifania è ormai da anni il giorno pensato per la visita ad uno dei presepi viventi del territorio, occasione, quella delle rivisitazioni del presepio vivente, che era tanto cara anche al nostro Santo Don Orione.
Ogni anno una destinazione diversa, e quest'anno è stata la volta di raggiungere la parrocchia di Codiverno in provincia di Padova.
Alle 14 il pullman nel piazzale del Centro era già pronto ed i ragazzi non vedevano l'ora di salire; le uscite sono sempre una festa ed il viaggio stesso ne fa parte; è un momento di relax e di chiacchiere tra ragazzi e volontari, di benvenuto per i nuovi, di baci e abbracci per scambiarci gli auguri.
Il presepe di Codiverno è veramente speciale e richiama ad ogni edizione migliaia di visitatori, così, all’arrivo, c'era una coda lunghissima e occasione per una sosta al bar con una bella cioccolata calda.
Alle 16 la guida è ha fatto immergere tutti nella storia di duemila anni fa dopo aver però ricevuto un caldo abbraccio da due giovani della parrocchia che regalano appunto i loro abbracci, gratis… un gran dono per i ragazzi del centro, per alcuni in particolare che occasioni così non se le lasciano certo scappare.
Il percorso è iniziato dentro la chiesa, dove si è assistito all'abbraccio tra Maria e la cugina Elisabetta e ad un'altra bellissima scena di Elisabetta e Zaccaria con il loro piccolo Giovanni. Una dolcissima musica di arpa e flauto accompagnava il tragitto nella chiesa.
Successivamente il presepio si snodava tra sentieri che si inoltravano tra capanne di paglia, recinti di pecore e asinelli, botteghe di fabbri, falegnami, spezie. Negli occhi dei ragazzi stupore, curiosità, voglia di scoprire ogni dettaglio. Bella la rappresentazione teatrale di alcuni brani del Vangelo che più rappresentano la Misericordia (l'annuncio di Dio ai pastori, l'adultera, il buon samaritano, la giovane resuscitata, la pecorella smarrita...) tema caratterizzante di quest'anno giubilare, con attraversamento di un'area in cui ci venivano proposte le opere di misericordia corporale e spirituale attraverso le parole e l'esempio di Papa Francesco.
Per finire, un percorso alla scoperta di donne coraggiose che hanno lottato e lottano per la pace nel mondo.
Una gita speciale, un'esperienza affascinante e coinvolgente, curata in ogni minimo dettaglio; la visita è durata oltre un'ora ma nessun ragazzo aveva fretta di uscire, nonostante il freddo.
Al rientro in istituto erano tutti in fibrillazione; dopo cena sarebbe arrivata la Befana!
Doppio appuntamento con musica e regali; alle 20 con i ragazzi della RSA e alle 21 per tutti gli altri. Un po' di balli per scaldare l'atmosfera e poi è cominciata la consegna dei regali, con i ragazzi emozionatissimi che fremevano in attesa di sentir chiamare il proprio nome e correre dalla Befana per ricevere l'ambito pacchetto.
E poi la gioia nei loro occhi nel trovare proprio ciò che avevano tanto desiderato!
Una giornata bellissima, intensa e ricca di emozioni, come ogni evento che si vive in questo istituto; si percepisce l'amore tra ospiti, volontari, operatori. Tutto viene curato nei minimi dettagli e fatto col cuore; i ragazzi sono valorizzati, stimolati, amati, e anche i volontari crescono e migliorano, insieme a loro e grazie a loro.

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"In modo spontaneo decine di migranti di fede musulmana si sono messe a intagliare il legno e colorare le figure della Natività", spiega Clelia Paratore, infermiera che collabora nell'hub di prima accoglienza del Bione, gestito da Fondazione Progetto Arca. "La gente si ferma a guardarlo, è un modo degli ospiti per ringraziare dell'accoglienza: la paura iniziale si è trasformata in fiducia"
 “Il presepe realizzato da richiedenti asilo musulmani a Lecco? Altro che evento eccezionale, è stata la cosa più spontanea del mondo”. Superano il can can mediatico, “comunque positivo”, le semplici ma decise parole di Clelia Paratore, infermiera collaboratrice di Fondazione progetto Arca, l’ente no profit che gestisce la struttura della zona del Bione nel capoluogo lombardo, che oggi accoglie come punto di prima accoglienza – quello che viene chiamato hub – 160 persone provenienti da vari paesi dell’Africa Subsahariana e da Afghanistan, Pakistan e Bangladesh.
È stato proprio un migrante pakistano a ispirare a Paratore l’idea del presepe che poi è stata accolta dalla quindicina di operatori della Fondazione ma ancor prima dagli stessi richiedenti asilo, “visto fin da subito come un simbolo di pace e integrazione, una festa della luce e di unione, basti pensare che si sono messi all’opera i cinque cristiani come i 155 musulmani presenti”. Uno di questi ultimi, in particolare, ha fatto capire all’infermiera la forte volontà di queste persone - giovani - in Italia da pochi mesi di dare una mano: “sono analfabeta, non so scrivere ma so colorare, e il tuo Dio è il mio Dio”, sono state le sue parole. “In una settimana, si è passati dall’idea alla realizzazione, e ora è lì in bella vista per la collettività, tanto che diversi lecchesi, soprattutto gli anziani, si fermano a guardare incuriositi”, sottolinea Paratore. Ma non è tutto: “D’accordo con le autorità, il 14 dicembre, si è svolta una marcia di migranti, operatori e volontari per i luoghi simbolici della città come l’università, il convento di frati di Pescarenico, e lo stesso Comune, dove nell’incontrare il sindaco Virginio Brivio i richiedenti asilo gli hanno consegnato simbolicamente una pala e un sacco di sale dandosi disponibili a spalare la neve in città alla prima necessità”. Alla testa del corteo, lo striscione “Grazie Lecco” con decine di firme. E alla sera, tutti a cena, alla presenza di decine di abitanti, in uno degli oratori cittadini, “cena offerta da un ristoratore della zona”.

I richiedenti asilo, in attesa di sapere la loro ricollocazione e, nel medio termine, se la loro domanda di asilo verrà accolta, stanno imparando a conoscere il luogo in cui vivono e le modalità di azione. “L’iniziativa del presepe è stata molto positiva perché non è stata imposta ma arrivata da una libera scelta, aspetto fondamentale per tante persone che nel loro viaggio migratorio hanno dovuto subire spesso soprusi e violenze sotto minaccia di altri: ora stanno riprendendo in mano le loro vite”, ragiona Massimo Chiodini, responsabile per Fondazione progetto Arca dell’hub di Lecco. La marcia, “non scontata e non veicolata, è stato un esempio di gratitudine non da poco”, riprende l’infermiera, “stiamo parlando di persone che, soprattutto chi viene dall’Africa, hanno passato settimane alle prese con la paura delle montagne, che non avevano mai visto e che a Lecco sovrastano la città. Ora, invece, ci dicono che quelle stesse cime li fanno sentire protetti”.

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Giovedì, 17 Dicembre 2015

Genova - Natale al PCDO

Continuando una bella tradizione, anche quest’anno il Superiore Generale, Don Flavio Peloso, sarà al Paverano di Genova per celebrare il Santo Natale con la grande famiglia del Piccolo Cottolengo.
Il direttore Don Alessandro D'Acunto, direttore della struttura, invita a condividere insieme questo momento di festa.

L’appuntamento è per:
DOMENICA 20 DICEMBRE 2015
Programma
ore 10.00 Santa Messa (Chiesa di Paverano)
ore 11.15 Incontro con Superiore Generale - Teatro Von Pauer
ore 12.30 Pranzo
ore 14.30 Recita Natalizia degli Ospiti al Teatro Von Pauer.

(chi desidera fermarsi a pranzo è pregato di avvisare contattando lo 010.52291)

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Mercoledì, 16 Dicembre 2015

Genova - Capodanno in oratorio

Ci sono favole che nascono nei cassetti dei bambini tra una matita e un foglio oppure nelle storie cantate alla sera per far dormire i più piccini. Le stelle spesso non illuminano solamente le notti degli innamorati, ma cadono e diventano luce e progetti per le persone. Come Orioland, l’oratorio di Genova, che in questi giorni è per la Seconda volta sulle pagine del Secolo XIX, quotidiano Ligure, per le iniziative e lo stile con il quale le promuove.

Spesso i giornali enfatizzano alcuni aspetti piuttosto che altri, ma questa volta bisogna rallegrarsi perché la pastorale che viene fatta quotidianamente in oratorio sia segnalata su più media possibili facendo così avvicinare sempre più persone al sogno del nostro fondatore. Quando entrano nei nostri oratori risuona sempre quella parola che Don Orione ha voluto mettere davanti al nome della congregazione: PICCOLA, che vuol dire famiglia, vuole creare comunitàIMG 20151216 WA0013

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