Pecorara – Ricordando don Zambarbieri
Pecorara diede i natali a Don Giuseppe Zambarbieri, terzo successore di San Luigi Orione alla guida della Piccola Opera della Divina Provvidenza.
La famiglia Zambarbieri è una delle glorie di questo piccolo comune adagiato sulle colline piacentine. I tre figli – Angelo, 1913; Giuseppe, 1914 e Alberto, 1916 – diventarono tutti sacerdoti: Alberto e Giuseppe, orionini, e Angelo fu vescovo di Guastalla.
Anche quest’anno si è rinnovato il tributo di affetto e devozione verso la famiglia Zambarbieri. E’ una tradizione sostenuta soprattutto dagli Ex Allievi della vicina Borgonovo Valtidone che sono intervenuti numerosi anche con una parte della loro nota Banda musicale. Erano presenti anche Ex Allievi provenienti da Tortona, Genova, Alessandria con il presidente Mauro Sala e il presidente emerito Angelo D’Acunto e il presidente locale Bruno Schinardi.
In prima fila il sindaco di Pecorara e il vicesindacodi Borgonovo Valtidone, Carla Zambarbieri, cugina prima di 90 anni e sua cognata Erminia di 94. Ha presieduto la Santa Messa Don Flavio Peloso, affiancato dal parroco Don Gigi e dal diacono Danilo.
Giuseppe Zambarbieri, da giovane liceale entrò nel Collegio “San Giorgio” di Novi Ligure; qui incontrò e restò affascinato di Don Orione che poi seguì e imitò con filiale devozione e intelligenza. Anche Don Orione restò colpito dalla personalità del giovane Zambarbieri che definì “una perla sotto ogni aspetto” e lo volle per qualche tempo accanto, da laico, come segretario nell’ultimo anno di vita. Giuseppe divenne prima sacerdote, nel 1941, e poi religioso, nel 1943.
Fu direttore al “San Giorgio” di Novi Ligure e poi al Piccolo Cottolengo di Milano. Nel 1958 divenne vicario generale della congregazione e, successivamente, superiore generale dal 1963 al 1975. Partecipò come invitato al Concilio Vaticano II e di esso si fece divulgatore entusiasta.
Squisito nel tratto, intelligente e tempestivo nei rapporti, di solida dottrina e fedeltà ecclesiale, ebbe profondi e fattivi rapporti con molti ecclesiastici di tutta Italia e altrove. Nel 1980, un infarto ne limitò prematuramente l’attività. Con la posta e il telefono continuò ad animare e a stimolare al bene confratelli e amici.
“Nel 1988, mi trovavo nella comunità della Parrocchia Mater Dei a Roma – ricorda don Flavio Peloso – Don Zambarbieri si trovava nella vicina comunità dei “Mutilatini”. Ci vedevamo alla sera, a cena, quando tornavo dal mio lavoro in Vaticano. I nostri discorsi a tavola riguardavano quasi sempre Don Orione e qualche notizia della Chiesa. Mi incaricava di piccole commissioni in Vaticano. Il 13 gennaio, mi fece giungere dal policlinico Gemelli, dove si trovava ricoverato per controlli ed accertamenti, una busta da consegnare a Mario Agnes, direttore dell’Osservatore Romano. Due giorni dopo, inaspettatamente, è morto. Era il 15 gennaio 1988″.









