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Montebello della Battaglia – Rilanciare la carità di Don Orione nel tempo della crisi

Montebello della Battaglia – Rilanciare la carità di Don Orione nel tempo della crisi

Dopo la pandemia, il mondo affronta una crisi sotto molteplici aspetti: crisi di identità e di senso, crisi geopolitica, crisi economica ed energetica.

Don Giovanni Carollo, direttore provinciale, ha introdotto i lavori partendo dall’episodio evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci. In un momento di difficoltà, emergono due atteggiamenti contrapposti: la presa in carico di Gesù ed i calcoli dei discepoli che li portano a proporre a Gesù di rimandare tutti a casa. E noi, come reagiamo alla crisi ed ai rischi che essa porta con sè? Il vangelo ci propone un’unica via: solidarietà  e disponibilità, mettersi al servizio e condividere il poco, sono il fattore moltiplicatore della grazia di Dio.

Anche don Orione ci offre la sua visione sulla crisi. Nel 1933 ad una domanda sugli effetti della Grande Depressione sulle sue opere, egli disse: “Io non sento la crisi. La crisi l’hanno gli uomini, la Divina Provvidenza non sente crisi”.

Come orionini dobbiamo conservare una coscienza di servi, di figli della divina provvidenza – ha detto don Giovanni –  La fiducia nella Divina Provvidenza fa crescere nelle nostre case la cultura del dono. Senza questa cultura siamo solo delle strutture socio-assistenziali come tante altre. La cultura del dono deve permeare anche la struttura organizzativa, che si deve concentrare sul fine che è il bene degli ospiti.

La povertà è una caratteristica delle opere di carità, crea le condizioni perché la Provvidenza possa operare. I doni della Provvidenza sono dei poveri e per i poveri. La prima Provvidenza sono le persone: operatori, volontari, ospiti, familiari. La Provvidenza nelle persone sono anche le competenze che vengono ad arricchire un’opera.

Noi siamo custodi del carisma, non padroni. E la fedeltà o è creativa e feconda, o muore“.

 

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