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E venne ad abitare in mezzo a noi

E venne ad abitare in mezzo a noi

Dopo più di duemila anni, anche oggi la Chiesa annuncia al mondo la buona notizia: Dio ama così tanto l’umanità da mandare in mezzo a noi, uomo come noi, il suo unico Figlio.

Anche noi, come gli uomini di tutti i tempi, abbiamo bisogno di quel bambino di Betlemme, nato povero per insegnarci a cercare la vera ricchezza, nato debole per mostrarci dov’è la vera forza, nato rifutato per farci aprire le braccia ai poveri ed ai dimenticati.

Papa Francesco, nell’omelia della Notte Santa, ha detto: “Andiamo dunque fino a Betlemme” (Lc 2,15): così dissero e fecero i pastori. Pure noi, Signore, vogliamo venire a Betlemme. La strada, anche oggi, è in salita: va superata la vetta dell’egoismo, non bisogna scivolare nei burroni della mondanità e del consumismo. Voglio arrivare a Betlemme, Signore, perché è lì che mi attendi. E accorgermi che Tu, deposto in una mangiatoia, sei il pane della mia vita. Ho bisogno della fragranza tenera del tuo amore per essere, a mia volta, pane spezzato per il mondo. Signore, prendimi sulle tue spalle, buon Pastore: da Te amato, potrò anch’io amare e prendere per mano i fratelli. Allora sarà Natale, quando potrò dirti: “Signore, tu sai tutto, tu sai che io ti amo”

Con le parole di padre David Maria Turoldo, chiediamo anche oggi al Signore di venire nel nostro cuore, per cambiarlo dal profondo e darci la sua pace. Che sia Natale ogni giorno!

 

Vieni di notte,
ma nel nostro cuore è sempre notte:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni in silenzio,
noi non sappiamo più cosa dirci:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni in solitudine,
ma ognuno di noi è sempre più solo:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni , figlio della pace,
noi ignoriamo cosa sia la pace:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni a consolarci,
noi siamo sempre più tristi:
e dunque vieni sempre , Signore.
Vieni a cercarci,
noi siamo sempre più perduti:
e dunque vieni sempre, Signore.

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