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Genova – Un invito a sradicarci dalla terra

Genova – Un invito a sradicarci dalla terra

Al Moresco di Bogliasco gli Operatori si preparano a vivere la Pasqua e lo fanno con una celebrazione particolare che inizia con la cena ebraica e termina con la Santa Messa.
Da 18 anni la Settimana Santa per loro inizia con l’Haggadah, il ricordo della cena ebraica, in cui ogni alimento che si consuma ha un significato particolare; quella stessa cena che Gesù ha consumato, quella stessa cena in cui Gesù, nel momento di spezzare l’azzima, recita la preghiera di benedizione a Dio   e istituisce l’Eucarestia, è Lui l’Agnello immolato per la nostra salvezza.
Con l’Ultima cena, la pasqua ebraica si trasforma nella Pasqua cristiana, il sangue dell’agnello e il pane azzimo diventano Sangue e Corpo di Gesù, è Lui che si immola, prende su di Sé tutti i nostri peccati e ci libera dalla schiavitù del male.
Con la Messa continuiamo a celebrare quel banchetto pasquale in cui donando tutto Sé stesso, Gesù che non aveva peccato, si addossò i nostri peccati per salvarci dal peccato che ci rende schiavi.
Don Ivan durante l’omelia ha fatto riflettere sul significato della Pasqua come occasione per “sradicarci” dalle cose terrene, tante volte ci comportiamo come Giuda o come Pietro, ma mentre Giuda dopo aver tradito Gesù si volta dall’altra parte per trovare sé stesso, Pietro, nonostante abbia rinnegato il suo Maestro,  ha avuto la forza di volgere nuovamente lo sguardo per cercare il Cristo;  anche noi dobbiamo imparare a fissare non solo lo sguardo sulla croce inteso come strumento di sofferenza, di dolore, ma soprattutto verso Colui che è in croce, Colui che ci salva, Colui che ci ama per come siamo, con le nostre debolezze, le nostre fragilità, le nostre paure, Colui che ci apre alla speranza.
Sia questa Pasqua, segno della primavera di Dio, per ciascuno di noi l’occasione per riprendere slancio e testimoniare quella Nuova ed Eterna Alleanza suggellata dall’amore di Dio che si fa dono totale per donarci la salvezza, liberandoci dalla morte.

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