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Il cieco andò, si lavò e tornò che ci vedeva

Il cieco andò, si lavò e tornò che ci vedeva

Ci fidiamo molto di ciò che vediamo. “L’ho visto con i miei occhi!”: è una delle tipiche frasi cui attribuiamo un certificato di veridicità. “vedere per credere”: lo diciamo spesso, soprattutto quando non ci fidiamo della testimonianza altrui. A darne conferma è anche il Vangelo di Giovanni di questa domenica di Quaresima: l’Evangelista Giovanni, infatti, basa molto la fede del credente sul “vedere”: e il cieco nato, che incontra Gesù ne diventa il modello! E i cosiddetti detentori della verità, i farisei che condannano il gesto di misericordia compiuto da Gesù su questo povero uomo nato cieco, arrivano addirittura alla negazione dell’evidenza: quest’uomo non è stato guarito, perché cieco non lo è stato mai. È proprio vero che “non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere!” Ma intanto il cieco del Vangelo ha visto e, soprattutto, ha creduto: “credo, Signore!”. Gesù ha suscitato nuovamente la fede di quest’uomo in un Dio verso il quale, forse, non aveva più così tanta fiducia dopo che la vita lo aveva reso cieco, emarginato…ritenuto peccatore sin dal concepimento. Dio non perde occasione per far ritornare a sé anche l’uomo immerso nella peggiore delle tenebre. L’incontro vero con Cristo cambia la vita: “Un tempo eravate tenebra, ora invece siete nella luce”.

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