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Lettera dell’Economo Provinciale alla Case Religiose di Ospitalità: il segno del Presepe

Lettera dell’Economo Provinciale alla Case Religiose di Ospitalità: il segno del Presepe

Alle Case Religiose di Ospitalità

Carissimi,
siamo ormai giunti alla quarta settimana di Avvento: domenica prossima sarà Natale.
Visitando le varie case dell’Opera, con molto piacere noto l’attenzione e l’impegno di tutti nell’abbellire e decorare gli ambienti con addobbi, alberi, candele, presepi.
In questo contesto di preparazione alla Festa, un pensiero va anche alle case religiose di ospitalità che, con tutte le loro sfaccettature (case di esercizi, pellegrini, mamme, minori, famiglie in difficoltà, studenti e lavoratori, ecc.), contribuiscono a far brillare la perla preziosa dell’Ospitalità Orionina e a diffondere la luce del carisma, come ci siamo detti al Convegno di Venezia.
Dai preparativi per il Natale scaturisce una riflessione che voglio condividere con voi riguardo al presepe: più di ogni altro segno o simbolo natalizio, il presepe contraddistingue il nostro essere Cristiani. Piccolo o grande, semplice o elaborato, il presepe costituisce una familiare e quanto mai espressiva rappresentazione del Natale. È un elemento della nostra cultura e dell’arte, ma soprattutto un segno di fede in Dio, che a Betlemme è venuto “ad abitare in mezzo a noi”. Ben vengano le luci colorate, gli alberi maestosi e luccicanti, i festoni e le ghirlande, ma in una Casa Orionina, in una Casa Religiosa di Ospitalità, il presepe deve essere l’elemento principe dei decori natalizi. Non un addobbo qualunque, ma segno imprescindibile dell’Attesa e della Festa.
Nelle prossime settimane avrò modo di far visita ad alcuni di voi, in alcune strutture non mi sarà possibile passare, ma in ciascuna delle nostre case mi aspetto sia presente un presepe, bello, ben visibile, composto con attenzione e amore. Le case più grandi, che hanno ambienti estesi e diversificati, si attrezzino per farne anche più di uno: non solo quello all’ingresso, ma anche nelle sale comuni, nei salottini, nelle sale da pranzo. Chi entra nelle nostre case deve trovare ad accoglierlo il vero simbolo del Natale, non l’albero, non le renne, ma la Sacra Famiglia di Nazaret in attesa del Redentore.
Sono certo che questi miei pensieri siano condivisi anche da voi e che ognuno avrà già pensato per suo conto a realizzare un bel presepe, oppure lo sta realizzando proprio in questi giorni; sarò felice di apprezzarli durante le mie prossime visite.

    Vi giungano, carissimi, i miei più sinceri Auguri di un Santo Natale, che l’amore di nostro Signore vi porti la serenità, la gioia e la speranza e vi accompagni lungo tutto il nuovo anno.

Buon Natale e Felice Anno Nuovo

Don Walter Groppello

Roma, 18 dicembre 2016

presepe

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