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La GMG continua a casa

La GMG continua a casa

Una vecchia storia: e adesso? Cosa ne facciamo di tutta questa fatica della Gmg? Ora che luglio se n’è andato e davanti a noi si apre una schiera di settimane e giorni ordinari, ci si chiede cosa fare di tutti i pensieri e le ore passate a scrivere, a progettare, fare fotocopie e spostare sedie; di tutto il tempo passato in compagnia dei ragazzi, con i loro sorrisi e le loro lacrime, con le loro domande così improvvise e nello stesso tempo – come quelle dei bambini – così capaci di essere profonde. Del fatto di essere entrati, per l’ennesima volta, nel tunnel di un’esperienza tanto faticosa quanto coinvolgente; di quelle che alla fine non si vorrebbe più venir via, perchè per un lungo tempo ha dato a molti l’impressione di essere un paradiso in terra. Eppure: già le ultime ore di Cracovia, con tutta la loro stanchezza, cominciavano a dire che era tempo di tornare alla vita quotidiana. Gesù ti rivolge lo stesso invito: «Oggi devo fermarmi a casa tua». La Gmg, potremmo dire, comincia oggi e continua domani, a casa, perché è lì che Gesù vuole incontrarti d’ora in poi. Il Signore non vuole restare soltanto nella bella Cracovia o nei ricordi cari, ma desidera venire a casa tua, abitare la tua vita di ogni giorno: lo studio e i primi anni di lavoro, le amicizie e gli affetti, i progetti e i sogni. Così diceva papa Francesco nell’omelia della Messa finale: un bell’invito a «scendere dal monte». Proviamo a dire per fare cosa.

(Ri)mettersi in cammino

Tutti hanno convocato attorno a sé persone e realtà ecclesiali: gli Uffici (o servizi) diocesani sono stati per mesi dei punti di riferimento organizzativi. Si è formata una rete di collaborazioni; e questo ha sicuramente fatto scoprire risorse prima latenti e anche lacune da colmare. A chi non è capitato, strada facendo, di dire: «Se avessimo una persona che…»? La rete, poi, è stata anche in favore del territorio: spesso mettendosi al servizio, viene alla luce il posto che dobbiamo occupare dentro la Chiesa. Insomma: le realtà di coordinamento hanno potuto capire qualcosa di più di se stesse e intravedere nuove prospettive di lavoro. Non sono guadagni da poco.

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