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Sforzatevi di entrare per la porta stretta

Sforzatevi di entrare per la porta stretta

Non basta appartenere alla Chiesa per essere salvi, così come non bastava essere un membro del popolo d’Israele per gustare la salvezza. Questa è per coloro che credono e accolgono la promessa di Dio cambiando la propria vita. Così, alla visione grandiosa proposta dal profeta Isaia (I Lettura), in cui una carovana sconfinata, composta da tutti i popoli della terra, entra nella città santa per annunziare la gloria di Dio, corrispondono le parole sconvolgenti di Gesù (Vangelo) che annuncia l’universalità della redenzione, offerta a tutti i popoli che la vogliano accettare.
Essere cristiani non è un rito magico che garantisca la salvezza: essa si attua nell’incontro con Cristo, nella partecipazione al suo mistero pasquale di morte e di risurrezione che celebriamo ogni domenica nell’Eucaristia, centro della nostra fede e fulcro delle nostre scelte. Questo ha i colori di una porta stretta, (Vangelo), di una via non facile, perché diversa da ciò che propone il mondo. È sequela di Cristo, non giocherellare con il divino. È l’abbraccio fra l’iniziativa di Dio e la nostra risposta. Come diceva sant’Agostino: «Colui che ti ha creato senza di te, non ti salva senza di te».

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