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Giordania – Zarqa dove la religione non è elemento di divisione

Giordania – Zarqa dove la religione non è elemento di divisione

A circa 70 km da Amman, si trova Zarqa. Nel censimento del 2000 erano calcolati 800.000 abitanti, ma sono cresciuti assai nei due decenni ultimi per varie ondate di profughi, soprattutto dall’Iraq e dalla Siria.

Qui la Congregazione arrivò nel 1984, aprendo una casa povera e isolata ai limiti tra città e deserto. Poi, crebbe il Centro professionale Saint Joseph. La Scuola è oggi frequentata da oltre 600 giovani, in gran parte mussulmani, con poco più un centinaio di cristiani.
Dopo la guerra del Golfo del 1991, fu edificato il santuario alla Madonna Regina della Pace che attrasse numerose famiglie cristiane che qui vennero ad abitare. Ora, dove c’era deserto, sorge un grande quartiere popolare. Dai minareti delle moschee parte la potente voce dei muezzin, ma tre volte al giorno si ode anche il discreto suono dell’Ave Maria delle campane del Santuario.
“Sono circa 600 le famiglie cristiane con cui siamo in contatto”, riferisce il confratello Padre Hani. “Poco più di un centinaio sono cattoliche. Ma qui le diversità di rito e di storia sono molto sfumate e i cristiani si uniscono volentieri agli altri cristiani anche se di diversa denominazione. Si è creato un bel clima di familiarità”.
La comunità cristiana che gravita attorno al Santuario della Regina della Pace è andata sempre più crescendo e assumendo attività e connotati pastorali. Ne parla QUI Don Flavio Peloso

“Storie di convivenza tra credenti in Cristo e musulmani. Viaggio in Giordania, nella scuola dei padri orionini che accoglie anche profughi iracheni e siriani. Parlano padre Hani Polus Al Jameel e il professor Isam Shuli: «Le persone autenticamente religiose possono mostrare che è possibile costruire cose buone lavorando fianco a fianco»” è così che L aStampa titola un pezzo molto interessante che vi linkiamo QUI

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