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Spalanchiamo il cuore alla Parola di Dio

Spalanchiamo il cuore alla Parola di Dio

Gli uomini sono «chiamati a spalancare il cuore alla Parola di Dio, a Gesù, per diventare così suoi figli». Dunque bisogna stare attenti perchè «il male è “accovacciato davanti alla nostra porta”. Guai a noi se lo lasciamo entrare; sarebbe lui allora a chiudere la nostra porta a chiunque altro». Occorre al contrario, in particolare in questo Anno santo della misericordia, comportarsi in modo che «il Vangelo diventi sempre più carne nella nostra vita». Sono i passaggi principali della meditazione di papa Francesco all’Angelus odierno in piazza San Pietro.

«La liturgia di ieri, 3 gennaio, seconda domenica dopo Natale, ci presenta il Prologo del Vangelo di san Giovanni, nel quale viene proclamato che “il Verbo – ovvero la Parola creatrice di Dio – si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Quella Parola, che dimora nel cielo, cioè nella dimensione di Dio, è venuta sulla terra affinché noi la ascoltassimo e potessimo conoscere e toccare con mano l’amore del Padre». Ecco che «il Verbo di Dio è lo stesso suo Figlio Unigenito, fatto uomo, pieno di amore e di fedeltà. È lo stesso Gesù».

Il Pontefice spiega che «l’Evangelista non nasconde la drammaticità della Incarnazione del Figlio di Dio, sottolineando che al dono d’amore di Dio fa riscontro la non accoglienza da parte degli uomini. La Parola è la luce, eppure gli uomini hanno preferito le tenebre; la Parola venne tra i suoi, ma essi non l’hanno accolta»; addirittura «hanno chiuso la porta in faccia al Figlio di Dio».

Questo è «il mistero del male che insidia anche la nostra vita e che richiede da parte nostra vigilanza e attenzione perché non prevalga. Il Libro della Genesi dice una bella frase che ci fa capir questo. Dice che il male è “accovacciato davanti alla nostra porta”. Guai a noi se lo lasciamo entrare; sarebbe lui allora a chiudere la nostra porta a chiunque altro. Siamo invece chiamati a spalancare la porta del nostro cuore alla Parola di Dio, a Gesù, per diventare così suoi figli».

Soprattutto nel Giubileo straordinario in corso «facciamo sì che il Vangelo diventi sempre più carne anche nella nostra vita», è l’esortazione del Papa, che poi precisa: «Accostarsi al Vangelo, meditarlo e incarnarlo nella vita quotidiana è il modo migliore per conoscere Gesù e portarlo agli altri. Questa è la vocazione e la gioia di ogni battezzato: indicare e donare agli altri Gesù; ma per fare questo dobbiamo conoscerlo e averlo dentro di noi, come Signore della nostra vita. E lui ci difende dal male, del diavolo, che è sempre accovacciato dietro la porta e vuole entrare».

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